Un consigliere leghista di Padova: "I gay sono tutti culattoni"

Alla previgilia della Giornata Mondiale contro l'omofobia, una certa politica italiana dimostra un certo becerume, difficile da contenere, facile da esibire per scopi propri o di partito. Gli epiteti omofobi li recita la politica, l'uomo di strada, persino qualche sprovveduto omosessuale, e mai nessuno che si accorga che quelle frasi pronunciate d'ira o di derisione, offendono, colpiscono civiltà e battaglie di tanti che lottano per se stessi e per la loro comunità.

A Padova, durante i lavori del consiglio provinciale, proprio su una mozione per a lotta all'omofobia, un consigliere della lega Nord-liga veneta, si è lasciato trascinare da un impeto che i leghisti conoscono bene: offendere gli omosessuali, e così, per meglio contestare la mozione de Pd, gli è venuto fuori che "gay e lesbiche non sono atro che culattoni". Naturalmente, più di uno non l'ha presa bene ed è scoppiata la bagarre. Il consigliere provinciale, Pietro Giovannoni, 66 anni, imprenditore, presidente anche del Consiglio comunale di Vigonza, ha poi chiesto scusa; il suo era stato un modo un po' colorito per affermare il suo pensiero, nulla di più:

“Mi spiace - dice Giovannoni -: io parlo spesso a braccio, e negli interventi me piase dir qualche parola in veneto, ecco. Il tono era scherzoso, non volevo suscitare reazioni. Eviterò di usare questi termini, il mio era solo un modo di sintetizzare l'universo non eterosessuale. Ho amici nel Pd a Vigonza che riderebbero se pensassero che io avessi voluto mancare di rispetto a qualcuno”.

Ridano pure, signor Giovannoni, perché lei ha mancato di rispetto, non a qualcuno, ma a milioni di cittadini gay e lesbiche. Il suo partito, oramai da tempo, usa improperi contro gli omosessuali e lo fa pubblicamente, nel peggiore dei modi.

Che il consigliere poi si sia scusato per il linguaggio, non certo per l'azione, sta nel fatto che il suo partito e l'Udc hanno affossato la mozione, perché, a loro dire, "non è una priorità, meglio un documento che parli di tutte le forme di discriminazione".

C'è di più (e peggio). Giovannoni, visto il marasma creato, speriamo imprudentemente, confessa:

“Il mio è lo stile dei leghisti come Gentilini”

Gentilini, chi? Quello che ne 2007 aveva invitato la comandante dei vigili urbani del capoluogo veneto a fare «pulizia etnica dei culattoni»? Bello stile! Vergogna!

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