In arrivo anche in Italia i guaritori di gay

Nella foto qui a sinistra potete ammirare Joseph Nicolosi, uno dei più famosi "guaritori" di gay. Uno psichiatra psicologo - non ho elementi per mettere in dubbio il suo titolo - che promette di curare i gay che vogliono cambiare orientamento e aiutarli a "ritornare" etero.

Non sarebbe neanche il caso di dare spazio a questi personaggi, visto che la loro attività si squalifica da sola: l'omosessualità non è una malattia, lo sostiene dal 1973 l'associazione degli psichiatri americani (che pubblica il Dsm, la bibbia della psichiatria) e dal 1993 l'Organizzazione mondiale della Sanità. Non è ammissibile, quindi, proporsi di curare qualcosa che non è una malattia.

Per di più queste terapie possono essere pericolose, rischiano di creare ulteriore confusione nel paziente trattato e, soprattutto, nascono in un determinato ambiente culturale: di solito all'interno di confessioni religiose, cristiane e cattoliche. Non è un caso che in Italia siano alcune organizzazioni cattoliche tradizionaliste a ospitare questi corsi di "riorientamento sessuale".

Il prossimo appuntamento, il 21 e 22 maggio, sarà a Brescia, dove Nicolosi presenterà il suo nuovo libro sulle terapie "riparative". Tra le associazioni che sponsorizzano questo incontro (a caro prezzo, 70 euro) ci sono i Medici Cattolici di Brescia e i comitati Scienza & Vita di Brescia e di Milano: gli stessi che hanno combattuto contro la fecondazione assistita e contro la volontà di Eluana Englaro.

Ovviamente già diversi militanti lgbt si sono mobilitati per protestare contro queste iniziative, che non hanno alcun valore scientifico.

Non è bello citarsi da soli, ma almeno so di che cosa parlo. Un paio di anni fa, incuriosito e deciso ad andare a fondo, avevo intervistato i massimi esperti italiani di sessuologia e psichiatria e tutti avevano sconfessato le terapie riparative, spiegando che non hanno alcun fondamento, sono inutili e possono essere dannose. L'articolo, se vi interessa, lo trovate qui. Quanto a Nicolosi e ai suoi amici di Radio Maria e del Movimento per la vita, sono ancora in giro a far danni.

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