Il vademecum di Polis per difendersi dalle aggressioni omofobe

Esiste una associazione che pochi conoscono, che svolge un lavoro delicato ma importante. Si chiama Polis Aperta, nata nel febbraio 2005 per volontà di un gruppo di persone che svolgono prevalentemente il proprio servizio nelle forze di polizia e nelle forze armate, che condividono oltre al lavoro, anche l'orientamento affettivo omosessuale. Qualcuno li avrà notati anche nella loro partecipazione ai Gay Pride. Un lavoro non facile il loro, rispetto ad altre associazioni del genere estere, dove poliziotti e persone che lavorano nelle forze armate, sfilano in divisa, vengono riconosciuti e apprezzati per il loro sostegno alle organizzazioni lgbtq. Polis Aperta fa parte, di una rete europea di associazioni LGBT (acronimo di Lesbiche, Gay, Bisessuali e Transgender) di polizia, l'European Gay Police Network , che ogni due anni riunisce tutte le associazioni del vecchio continente per confrontare le esperienze di ciascuna nazione nell'ambito delle lotta contro le discriminazioni sessuali.

Sul loro sito è stato pubblicato un interessante ed utile vademecum su cosa fare e come comportarsi in caso di atti di violenza omofoba contro la persona. La prima indicazione, ad esempio, è quella di recarsi presso un vicino posto di polizia per denunciare l'aggressione. Molti non lo fanno perché, scrivono, "non si denuncia per scarsa fiducia nelle istituzioni". Probabilmente esiste anche la paura che l'aggressore la faccia franca e possa rivalersi nuovamente sulla vittima. Rispetto ad un tempo le cose sono oggi molto cambiate e le forze di polizia sono molto più sensibili ad aiutare in questo tipo di aggressioni.

Intanto, dal 30 giugno al 2 luglio 2010 Polis Aperta parteciperà al V° Congresso dell'EGPA che si svolgerà a Vienna, in concomitanza con la 15ma "Regenbogenparade" (Parata Arcobaleno), il Gay Pride nazionale austriaco, che si terrà il 3 luglio nella capitale. La loro è spesso una battaglia di coraggio in un ambiente ritenuto machista, mentre come è nelle cose l'omosessualità esiste anche lì come in altri ambienti. Il vademecum scaricabile dal loro sito, diventa un aiuto concreto in tempi di spronata omofobia, leggendo cosa fare e come agire, comprendendo che la legge italiana attuale non prevede provvedimenti specifici contro quelli che vengono definiti "crimini d'odio".

“Sempre più spesso - si legge alll'inizio del vademecum - si assiste a episodi di Crimini di odio o discorsi di odio. L’espressione deriva da quelle inglesi “hate crimes” o “hate speeches”, che stanno ad indicare atti e comportamenti criminali perpetrati ai danni di persone verso le quali si ha un sentimento di avversione per via di una loro condizione personale (orientamento sessuale, origine etnica, appartenenza religiosa, etc.) i crimini contro le persone lesbiche, gay, bisessuali e transessuali, quando motivati per disprezzo o odio verso il loro orientamento sessuale o identità di genere, rientrano appunto in questa fattispecie. in italia al contrario di altri paesi europei, il fenomeno, pur rilevante, non è preso in seria considerazione. Riteniamo importante offrire questo vademecum per fornire dei semplici consigli su come comportarsi nel caso ci si trovi vittime di tali deplorevoli atti”

Il vademecum è scritto nelle sue essenzialità, tale da stamparlo, piegarlo e portarlo tranquillamente in tasca. Certo, la cosa migliore è che cittadini non aggrediscano altri cittadini a causa del loro orientamento sessuale; che il Parlamento faccia la sua parte, riprendendo la legge contro l'omofobia o estendendo la legge Mancino, ma, intanto, questo piccolo vademecum può aiutare.

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