Usa: matrimoni gay, la candidata alla Corte Suprema è poco progressista?


Elena Kagan, la vedete qui sopra, è la donna indicata dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama per ricoprere il ruolo di giudici della Corte Suprema, in sostituzione di John Paul Stevens, che a 90 anni ha chiesto di potersi dimettere.

I conservatori - in una strana forma di attacco diretto e personale - hanno cominciato a mettere in giro la voce che sarebbe una lesbica nascosta; personalmente, però, (e credo anche dal punto di vista delle associazioni lgbt e degli americani progressisti) mi interessa poco che preferenze sentimentali e sessuali abbia la signora. Quello che importa è come la pensa su questioni capitali, che sono già finite o finiranno presto sul tavolo della Corte Suprema.

Sui matrimoni gay, sui gay nelle forze armate, sulla pena di morte, sui diritti degli accusati i nove Supremi saranno presto chiamati a dare un'opinione dirimente e i giudici scelti da Bush minore hanno di certo rafforzato l'ala conservatrice (John Roberts, Samuel Alito, Clarence Thomas, Antonin Scalia), cui spesso si unisce il voto "variabile" di Anthony Kennedy.

Finora il giudice Stevens, pur nominato da Gerald Ford, ha rappresentato una voce alta e chiara sui temi dei diritti civili, incarnando una posizione chiaramente e limpidamente liberal, anzi definita "modern liberal". Riuscirà la Kagan a rimpiazzarlo degnamente?

La più grande associazione lgbt americana, Human rights campaign, sembra gioire per il nome della Kagan, ma a me pare più un auspicio, che una certezza. Da esperta di diritto, la Kagan, quando fu richiesta di un parere sui matrimoni gay, disse che "non esiste un diritto costituzionale al matrimonio gay, a livello federale". E anche il suo impegno contro il divieto ai gay nell'esercito non è stato poi così tenace.

Anche su altri temi, come la pena di morte, le posizioni della Kagan sono quanto meno poco chiare, il che non può far piacere a quell'America liberal che sperava in Obama per una rivoluzione civile e culturale e un'oscillazione più decisa del pendolo politico verso la sinistra. Questa signora appena cinquantenne ci sorprenderà in positivo o in negativo?

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