Il vescovo di Porto Alegre: "Quando iniziamo a dire che gli omosessuali hanno diritti, in poco tempo anche i pedofili vorranno avere diritti”.

C'è da rimanere sconcertati di fronte a certe dichiarazioni poste a difesa dell'indifendibile. Sul terribile, e ancora non risolto, scandalo della pedofilia del clero cattolico, ne abbiamo sentito dire di tutto e di più; ma evidentemente, quando aprono bocca i porporati, escono analisi così particolari da lasciare interdetti. L'ultima è venuta fuori dal vescovo di Porto Alegre, monsignor Dadeus Grings, secondo cui esistono i preti sporcaccioni perché la società è sporcacciona. E il fatto è che, per un verso o per l'altro, si finisce col metterci dentro l'omosessualità, persino infantile, che riesca a spiegare come il peccato della pedofilia sia così volatile e incrociato, da quasi giustificare chi lo compie.

“Come sappiamo tutti - ha spiegato ieri il vescovo ad un cronista di O Globo -, gli adolescenti sono spontaneamente omosessuali. I ragazzi giocano coi ragazzi e le ragazze con le ragazze. Senza la giusta guida, questo fenomeno diventa permanente. La domanda allora è: come possiamo educare i nostri ragazzi a una sessualità umana e accettabile?”

Che fossero i giochi d'infanzia e i ragazzi che giocano con altri dello stesso sesso a scatenare l'omosessualità "spontanea" questa davvero ci mancava. Più seriamente va ricordato che monsignor Grings di stramberie ne ha dette anche in passato, ed è uno considerato ultra-conservatore. Una volta si mise a fare la conta e lasciò basiti dicendo che nell'Olocausto erano morti più cattolici che ebrei, ma siccome gli ebrei controllano la stampa mondiale, la cosa non si sapeva. Roba da brivido e, ovviamente antistorica. Ma tornando alle sue dichiarazioni sulla pedofilia, il monsignore ne dice peggio di quel che il Segretario di Stato osò accostando omosessualità e pedofilia.

"La società di oggi che è pedofila - spiega l'alto prelato -, e le persone cadono facilmente in questo tranello. È normale che quando la sessualità viene banalizzata ciò finisce per avere effetto in tutti i casi. L’omosessualità è un caso. Quando iniziamo a dire che gli omosessuali hanno diritti, diritti a mostrarsi in pubblico, in poco tempo anche i pedofili vorranno avere diritti”.

Dirà mica sul serio, monsignore? Qualcuno assicuri Sua Eccellenza che i diritti degli omosessuali ben si distanziano dall'altro fango di cui parla; i nostri sono diritti di civiltà, di democrazia, di rispetto, di affetto. Ma di cosa parla lei, monsignore? Cosa intende difendere esercitando un diritto alla parola, così falso e dannoso verso la sua stessa comunità? Il nostro diritto a mostrarci in pubblico, le garantisco, è parecchio più sacrosanto delle sue poco cristiane esternazioni.

La sua Chiesa ha peccato; lo stesso Pontefice ha sentito la necessità di chiedere pubblicamente scusa per quelli errori ed orrori; lasci perdere i diritti omosessuali che, per fortuna, non competono a lei. È lei che vuole che la giustizia secolare - lo ha dichiarato - si fermi fuori dal portone delle chiese, lasciando a voi decidere la punizione disciplinare, che in tanti asi si è vista come è finita: trasferendo in altra sede dove il delitto ha continuato a perpetrarsi.

Bella roba.

Foto | Wikimedia

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