Usa. Psichiatra omofobo beccato in aeroporto con un escort

È proprio ero che il diavolo fa spesso le pentole a dimentica i coperchi. Così, un "insigne" neuropsichiatra, professore emerito di “scienza del comportamento”, ma soprattutto conosciuto per la sua avversione verso l'omosessualità, praticamente un omofobo, è stato colto con le mani nella nutella, grazie alla ottima intuizione di un passeggero che sostava all’aeroporto internazionale di Miami. L'uomo viene attratto da un bellissimo biondino, che si rivelerà essere un escort. Il ragazzo dirà poi di chiamarsi Lucien e di far parte di un sito in cui, chi può concederselo, ha a disposizione splendidi ragazzi con cui passare qualche ora o un bel weekend. Insomma, è un escort deluxe.

L'attenzione del passeggero però si sposta quasi subito su un altro uomo che segue Lucien. Spinge un carrello colmo di valigie, ha un paio di baffoni e un parrucchino biondo che non riesce a camuffare l'età avanzata. Quel travestimento serve a poco, perché quasi subito il passeggero capisce che si tratta dell'omofobo, professor George Rekers Alan. L'occasione è ghiotta: l'uomo scatta una foto e la passa al The Huffington Post. Che ci fa uno come Rekers in compagnia di un escort?, cominciano a chiedersi. Si scopre che arrivano insieme da una vacanza in Europa.

A quel punto, anche altri tabloid e media omosessuali e non, riprendono la notizia, indagano, fino a far confessare a Rekers che sì, ha affittato Lucien, lo ha portato con sé per una decina di giorni in vacanza; ma aveva scoperto di aver preso un omosessuale escort, solo a metà viaggio. A lui serviva un ragazzo che lo aiutasse a sollevare i bagagli, nulla di più. Gli fanno notare che all'aeroporto è lui e non Lucien, a trascinare il fardello delle valigie. La frittata è fatta.

Un altro giornale, il Miami New Times, scopre anche delle mail che i due si scrivono e che parlano del viaggio come si trattasse di una luna di miele. E per meglio convincere, il giornale pubblica la foto dei due. Da buon professionista, Lucien non vuole e non dà spiegazioni ai giornalisti che lo cercano nella sua abitazione di Miami, neppure se ci siano stati rapporti sessuali tra loro. Rekers è oramai aggrappato agli specchi e, cercando di salvare la sua "reputazione omofoba" dichiara:

“Il mio eroe è Gesù Cristo. E come Gesù io spendo deliberatamente del tempo con i peccatori con il benemerito intento di aiutarli; se parlaste con il mio assistente di viaggio sapreste che io ho passato un sacco di tempo condividendo con lui tutte le informazioni scientifiche in mio possesso riguardo la desiderabilità dell’abbandono dei rapporti omosessuali, e che ho condiviso il Vangelo di Gesù Cristo con lui, parlandone in dettaglio”.

Cosa c'entra Gesù è presto detto; Rekers è un pastore battista, conosciuto per il suo impegno con la destra cristiana e, tanto per non farsi mancare nulla, risulta essere una figura di spicco del NARTH, l’Associazione Nazionale per la Ricerca e Cura dell’Omosessalità. Sì proprio quella del "conosciuto" Joseph Nicolosi; proprio l'organizzazione che predica la guarigione degli omosessuali, grazie all'ignoranza di tanti, e a personaggi come il "condivisore del Vangelo" con un escort gay.

Chi sarà il prossimo omofobo che verrà scoperto a nuotare in un barattolone di nutella?

Foto | diluvi

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