L'Argentina verso i matrimoni gay e in Danimarca si può adottare


In tempi di crisi economica e di democrazia, citare l'Argentina simboleggiava il paese delle satrapie, delle libertà negate, dei rischi di veri e propri collassi finanziari per famiglie e istituzioni. E di solito, citare l'intera America Latina, significava dispotismo di colonnelli e barbarie sotto l'egida dei servizi Usa. La Guerra Sporca finì con il ripristino della democrazia nel 1983. Il governo radicale di Raúl Alfonsín mise fine ad anni di sequestri di studenti, operai, gay, lesbiche, avvocati, che finirono torturati, stuprati, uccisi. Poi la crisi economica, la recessione fino alla fine del 2002, quando l'economia cominciò a stabilizzarsi. Credo sia giusto, citare il percorso di democrazia di un paese, per meglio capirne l'evoluzione e i sacrifici che riconducono alla democrazia e alle libertà individuali.

Con un sistema democratico si può ragionare anche di diritti civili per le persone omosessuali. A volte, perché non si comprende poi quello che accade in casa nostra. La notizia, buona per gli argentini, è che la Camera dei deputati ha dato il via libera ad una legge che consente alle coppie omosessuali di accedere all'istituto del matrimonio. Il provvedimento è storico per tutta l'area latinoamerica, dove i governi e i parlamenti approvano leggi di diritti per le coppie gay. Il passo successivo sarà l'esame del Senato ma non ci dovrebbero essere sorprese. La votazione alla Camera si è chiusa con 125 voti a favore e di 109 contrari.

Intanto, nella nostra vecchia Europa, in Danimarca, si allargano le libertà per le coppie dello stesso sesso. Ieri, il Parlamento dopo una accesa discussione e un voto per nulla scontato, ha approvato una legge che dà alle coppie omosessuali che lo vogliono, la possibilità di adozione. Unica condizione è che la coppia abbia registrato un patto d'unione. Con 60 voti a favore e 54 contrari, il governo di Lars Lokke Rasmussen è stato sconfitto grazie all'alleanza tra un parlamentare indipendente e alcuni deputati «dissidenti» del Partito Liberale.

Va ricordato che finora in Danimarca esisteva anche per i non sposati la possibilità di adozione, mentre alle coppie omosessuali era consentita l'adozione di eventuali figli avuti dai due partner durante le relazioni precedenti. Una certa discriminazione che non piaceva a molti, anche dentro la coalizione del governo liberale.

"L'unico modo per dire no alla discriminazione era quello di votare a favore - ha spiegato un deputato -. Non posso accettare che la legge escluda a priori qualcuno da un diritto a causa della razza, del colore, della religione o dell'orientamento sessuale".

Beati loro!

Foto/ TheAlieness GiselaGiardino²³

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