"L'amore spiazza" arriva a Pavia, grazie al coordinamento arcobaleno Lgbt

Speriamo non ci si metta la pioggia a far desistere a molti di esserci, di dire che l'amore, anche quello omosessuale necessita di cittadinanza, di accoglienza e comprensione. Domenica, il primo viaggio itinerante, voluto dal Coordinamento Arcobaleno LGBT, arriverà a Pavia, dopo aver toccato Magenta e Bergamo, come terza tappa itinerante della maratona contro l’omofobia che giungerà in diverse realtà della provincia. E' in questi piccoli centri cittadini che spesso l'omofobia si presenta sotto svariate forme, difficile da estirpare se non si riesce a entrare nel cuore degli abitanti, non si riesce a dialogare con i giovani sulla necessità di difendere gli altri amori, la dignità di ogni persona. È in provincia che avvengono, spesso nell'indifferenza, i peggiori attacchi omofobi e questa iniziativa, chiamata "L'amore spiazza - In piazza per essere e per amare" aiuta davvero molto alla civiltà e all'accoglienza.

“Con la sua Università - dicono gli organizzatori -, Pavia è luogo di produzione di sapere e di cultura. Noi manifesteremo qui per testimoniare il ruolo essenziale che essa svolge nel trasmettere alla cittadinanza del domani i valori di rispetto e dignità per tutte le differenze, e nel formare uno spirito civico e critico contro ogni visione omofobica della società. In un momento in cui in Italia assistiamo a fenomeni d’odio e di violenza verso coloro che sono portatori di diversità, noi visiteremo le città lombarde raccontando di persona le nostre storie. Vogliamo parlare delle nostre vite e dei nostri amori per farci conoscere e per diminuire le distanze che creano un muro di pregiudizi”.

Diminuire le distanze che creano un muro di pregiudizi, eliminarle, è questo il sentimento che muove le organizzazioni che hanno organizzato questo pullman arcobaleno che sta visitando alcune piazze lombarde. Credo debba avere il nostro appoggio e, possibilmente, la nostra attiva presenza. Sanzionare i pregiudizi è difficile, dialogare con le persone d'obbligo. Esistono ancora oggi nelle nostre provincie, gay e lesbiche incapaci di reagire da soli, spaventati nel poter dichiarare la loro omosessualità per paura di essere emarginati dagli stessi amici, o peggio subire angherie e aggressioni. Sarebbe utile che iniziative del genere, vengano estese in altre provincie, al nord come al sud. Intanto, vediamoci tutti a Pavia.

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