A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

A Domenica Cinque si parla di omosessualità, diritti negati e adozioni per coppie gay: in studio Paola Concia, Buonanno e Meluzzi

Ormai ogni 3 settimane circa Barbara d'Urso a "Domenica Cinque" decide di parlare di gay. Oggi l'argomento era i diritti negati. E in studio, oltre a due coppie omosessualit (gay e lesbiche) è stata invitata anche una "famiglia tradizionale", il solito agitato Alessandro Meluzzi, Paola Concia e Gianluca Buonanno.

E ovviamente il peggio arriva dall'esponente della Lega Nord che, riferendosi alla coppia gay che si lamenta di non potersi sposare nel nostro paese, inizia a gridare:

"Se non vi piace l'Italia andate in Spagna o dove volete!"

Ecco l'accettazione e lo spirito di nazione da parte di un sindaco che non rispetta l'altro. Indica come "vergogna" la scelta di due donne di concepire dei figli attraverso la fecondazione assistita, in Spagna. A concordare con lui, Meluzzi che quando si tratta di parlare di gay diventa quasi l'immagine dell'omofobo d.o.c. iniziando a gridare che "Non hanno affatto procreato!"

Viene sottolineato come diversi studi abbiano dimostrato che i bambini di coppie gay non abbiano problemi nella società e non si sentano "diversi". Ma Meluzzi è contrario, urla "Falso!" mentre la Concia ribatte e sostiene quanto sia necessario che i bambini di una coppia gay (in Italia ce ne sarebbero più di 100.000) siano tutelati: infatti, morto il genitore biologico, verrebbe allontanato dall'altro genitore non riconosciuto. Buonanno insorge accusando nuovamente i gay e la coppia presente in studio:

"Siete voi che mettete in difficoltà i bambini! Se voi due vi baciaste, mi fareste senso!"

I due ragazzi si baciano come "ripicca" e lui si sdegna. Poi Buonanno peggiora ancora le cose, entrando in un terreno pericoloso in cui parla di professori omosessuali che molestano gli studenti. La D'Urso interviene, dicendo che questo avviene indipendentemente dalla sessualità e che potrebbero essere etero o gay. E quando la coppia gay indica come "commediografo" Buonanno, lui insulta dando del "pirla" ad uno dei due. Come al solito, al peggio non c'è mai limite...

Don Gino, il prete a favore dei gay, sostiene come sia la qualità del rapporto tra due genitori a definire la stabilità dei figli e non la sessualità. La scrittrice Chiara Lalli ritiene arrogante che qualcuno possa, a priori, definire infelici i figli di una coppia gay: dovrebbe essere chiesto a loro e non presunto. E infine, la coppia tradizionale raggela i presenti in studio: a loro non capiterebbe mai di poter avere un figlio gay perché l'educazione e gli esempi che gli hanno dato finora impedirebbe una tale scelta di vita. Infine, sottolinea come fino al 1973 l'omosessualità fosse annoverata tra i disturbi del comportamento sessuale e cercherebbe di portare i figli "sulla retta via". Infine indicano l'omosessualità come una strada sterile. E Meluzzi, che trova pane per i suoi denti, annuisce e grida a voce alta:

"Hanno ragione, i gay sono diversamente abili a riprodurre!"

E Paola Concia si indigna, dicendo di essere stanca di queste frasi e che un giorno o l'altro farà partire una denuncia contro chi continua a ripetere questa cose infamanti e false. E noi speriamo che questo momento arrivi al più presto...

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