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Stati Uniti: Barack Obama censura la protesta gay

Pubblicato: 21 apr 2010 da giovanni molaschi



A sei mesi di distanza dall’assegnazione del Nobel per la Pace a Barack Obama, presidente degli Stati Uniti, si può affermare senza essere smentiti che il comitato svedese ha fatto il passo più lungo della gamba.

È di questi giorni la notizia riguardante il confronto, poco civile, che sta avvenendo tra la comunità omosessuale statunitense e il proprio primo cittadino. La polizia di Washington ha infatti impedito a giornalisti e fotografi di documentare la protesta organizzata da gay e lesbiche contro Barack Obama.

A nulla è servito il recente provvedimento preso, a seguito del quale in ospedale etero ed omosessuali possono godere dei propri diritti. La comunità GLBTQ statunitense vuole di più. Vuole che l’apertura del matrimonio alle coppie omosessuali non sia monopolio solo di pochissimi stati.

Probabilmente per quanto fatto finora da Barack Obama in altri campi, su tutti quello della sanità pubblica, l’obiettivo non è neanche da considerarsi impossibili. Anzi.

Certo è che tale traguardo non potrà mai essere raggiunto con la censura o attraverso altri strumenti che tutto fanno pensare tranne alla pace.

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5 commenti

Commenti dei lettori

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  • Profilo di erox

    erox

    21 apr 2010 - 15:12 - #1
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    lo sappiamo benissimo che Obama non può imporre dall’alto il matrimonio gay a tutti gli Stati, mancano i numero e soprattutto gli mancherebbero i mezzi, semmai bisogna premere perché che abolisca veramente tutti quelle discriminazioni incontestabili come nell’esercito, nella sanità e soprattutto sul fatto che sia fatta luce su quelle organizzazioni/sette che si prefiggono di curare gli omosessuali.

  • Profilo di wiser

    wiser

    21 apr 2010 - 15:24 - #2
    0 punti
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    Questo mi delude assai … Spero sappia giustificarsi in qualche modo perché è innammissibile. Quoto erox, quanto meno sui temi delle discriminazioni deve sbilanciarsi. E sicuramente anche su quello del matrimonio, anche se mi rendo conto che negli USA è difficile, dato che, di fatto, si tratta di 50 nazioni.

  • Profilo di Alexpf

    Alexpf

    21 apr 2010 - 15:32 - #3
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    bè se è proibito manifestare attaccati ai cancelli della casa bianca, lo è per tutti indipendentemente dalla bontà della manifestazione. Ci riferiamo a questo episodio, no?

  • Profilo di rikstyle

    rikstyle

    21 apr 2010 - 16:40 - #4
    0 punti
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    Secondo me hanno dato troppo presto il nobel ad Obama.
    Per quanto riguarda la censura non ho molto da dire, noi italiani purtropo conosciamo molto bene le censure, sopratutto di un uomo alto 1.50, ogni riferimento a persone è puramente casuale.

  • Profilo di jessyshane

    jessyshane

    21 apr 2010 - 22:36 - #5
    1 punto
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    Troppo facile saltare sul carro del vincitore e poi buttarsi giù al primo sgarro o presunto tale. Prima di tirare fuori parole importanti come “censura” bisognerebbe un attimo analizzare la questione. E permettere di farlo anche a noi. Un articolo così non mi dice praticamente niente. E poi ho letto che dopo un po’ i giornalisti sono stati lasciati lavorare, anche se poi c’è stato l’arresto di alcuni dei manifestanti.

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