Nozze e convivenze gay: voi da che parte state?

Nozze e convivenze gay: voi da che parte state?

Ferzan Okpetek dice che i matrimoni gay, per lui, non sono necessari ma che ognuno è libero di avere la necessità di sposarsi. Altri sostengono che sia invece un traguardo da raggiungere in ogni caso, a tutti i costi. Personalmente credo che le nozze siano un diritto che ognuno di noi, poi, può scegliere se seguire o ignorare. Io non mi sposerei? Bene, ma magari un'altra persona sì. Quindi è necessario che entrambi abbiamo la possibilità di scegliere. È questo secondo me alla base di ogni libera democrazia e non il pensare egoisticamente che se non sento vitale una determinata esigenza, non lo possa essere per qualcun altro.

Ma in merito ai matrimoni e alle convivenze gay, spesso anche io mi confronto con persone che hanno idee totalmente diverse. Per me entrambe rappresentano una meta che mi piacerebbe raggiungere (per quanto le nozze le sceglierei dopo molto anni di convivenza e non "a cuor leggero") mentre ho sentito alcuni amici che rifuggono entrambe le possibilità: "Io dividere casa con il mio eventuale fidanzato? Mai e poi mai, ognuno a casa propria e le cose funzionano meglio". Ma voi come la pensate in merito?

Siete tra coloro che se trovassero la persona giusta si legherebbero "contrattualmente" o comunque andrebbero a convivere oppure siete dell'idea che i propri spazi e tempi debbano comunque essere mantenuti ugualmente, per tutto il resto della propria vita? Scegliereste (o avete già scelto) la convivenza oppure siete persone più individualiste? Vivere in case separate o convivere hanno la stessa base e gli stessi elementi per permettere ad una coppia di capire la propria affinità e complicità?

Foto | Sorrisi

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