Perché è scandaloso che Busi parli di omofobia in un reality. E la Rai: "Mai più in video sulla tv pubblica"!


Ho dovuto rimettere mano a questo post, che rimane integro - e ancor più necessario e importante - nella riflessione che intendevo dargli, dopo la notizia che è piombata come un fulmine. Anche se c'era da aspettarselo. Spronata dai soliti papisti e dall'Udc, la Rai ha deciso di bandire dal video Aldo Busi. La durissima reprimenda è dovuta ai suoi interventi sul papa e sul governo.

"Quello che è accaduto ieri sera durante la puntata de L’isola dei famosi è inaccettabile - ha detto l'onorevole Lupi, Pdl- Aldo Busi ha insultato, davanti ad una platea di milioni di telespettatori, il Papa. Episodi come quello di ieri sera poco hanno a che fare con la mission del servizio pubblico".

Gli fa eco, più duramente Francesco Storace:

"Gli inni alla pedofilia, gli insulti al Papa sono sconcertanti, indignano e rendono sempre più cupa una società ormai priva di etica. Sono queste le cose per cui certa gente dovrebbe andare in galera".

E così, il servizio televisivo pubblico:

"Il direttore di Raidue, Massimo Liofredi, sentito il direttore generale della Rai Mauro Masi - spiega la nota dell'azienda - ha ravvisato nel comportamento dello stesso palesi e gravi violazioni delle regole e delle disposizioni contrattuali. Pertanto, Aldo Busi verrà escluso dalla partecipazione alle prossime puntate dell'Isola dei famosi e dalle altre trasmissioni della Rai".

Nei giorni scorsi il Moige e l'Osservatorio sui diritti dei Minori avevano chiesto ripetutamente l'esclusione di Busi dal programma, a causa delle dichiarazioni shock sulla pedofilia espresse anni fa nel corso di una puntata del Maurizio Costanzo Show. A difendere Busi, pare rimasta sola Simona Ventura:

"Mi rendo conto che le parole di Aldo Busi dette ieri sera durante la trasmissione possano essere parse fuori luogo e offensive per una parte del nostro pubblico e averne colpito la sensibilità- ha spiegato la conduttrice-. Detto questo, mi auguro vivamente che la Rai ci ripensi e che si possa arrivare ad un accordo per avere con Busi stesso un confronto in un clima più sereno. La censura non è certo il mezzo migliore per chiarire dubbi o sciogliere eventuali questioni".

Da qui, cari amici, partiva la mia riflessione, prima della notizia sulla radiazione Rai per Busi. Me ne scuso se risulterà a due tempi. Alla fine troverete il comunicato emesso da Arcigay.

Ci siamo affezionati così tanto alle nostre ragioni che riusciamo tranquillamente a fare a meno di difese autorevoli, magari un po' forti nei toni, ma che narrano lo stato delle cose e la tanta ipocrisia con la quale queste cose si cibano quotidianamente. Ci stiamo abituando un po' tutti, e non si capisce del come e del perché, a dileggiare l'omosessualità e una certa rappresentazione dell'omosessualità. Non fossimo su Queerblog o su altre piattaforme a target omosessuale, la cosa potrebbe passare per quella che è: un esercizio scarno e parolaio, di poco conto. Ma, a onor di verità, non succede solo sui siti lgbt, capita nei locali, per strada, nelle feste allargate: i gay che giudicano i gay! E lo fanno volentieri con serena grettezza, con derisione, con spirito aulico, cerimonioso, quasi definitivo. Prendiamo il caso di Aldo Busi, uno mica da ridere, uno che a leggere la sua biografia ci si lascia intimorire per cultura e conoscenza. Uno che sa usare il mezzo televisivo e capendone la potenza e l'aderenza, lo usa per raccontare la vita, i suoi drammi, le sue meschinità, i suoi sorrisi, le sue irriverenti immagini. Sa che la parola pronunciata può essere miele o fiele, ma riesce a disinteressarsi della parola e mai della comunicazione.

Mi spiace che se ne sia andato dal reality di Rai Due. Sono contento, altrettanto, di poter riprendere le mie serate con amici o in compagnia di un libro (di Busi?), visto che, per quanto mi riguarda, quel programma non raccoglie più nessun mio interesse. Mi fa una certa rabbia che tanti omosessuali non abbiano capito, o voluto capire come quella uscita di Busi non poteva che essere tremendamente televisiva, violenta, fastidiosa, ai limiti della buona educazione. Il danaro percepito per la sua partecipazione, poco conta o conta relativamente se come dicono quelli di TvBlog, per avere una Tramp che lotta ancora per restare Tramp, si combatte un anno e si arriva ad un cachet da guest star più pagata di tutto il resto del cast insieme. Per non parlare degli "opinionisti" che hanno finestrelle smilze per dire cose di poco conto e magari, risentiti, come è accaduto alla Venier, pensare di alzarsi e andarsene come se fosse stata una lite da riunione di condominio. Se vengo "affittato" per una serata, io resto per la serata; mi inalbero, protesto e contesto, ma non posso minacciare di andarmene perché mi sento lesa da qualcuno. Pecunia non olet!

Passare una serata a sentire individui esprimersi in incerti dialetti, in sfoghi da amici al bowling, in tritate parole sconnesse, è davvero avvilente. Se ci mettiamo gli applausi guidati a smanceria, la questione è più che avvilente. Non necessitiamo più di cultura e ci entusiasma una televisione piccola piccola, fatta da famosi che diventano altro, da non famosi che anelano a diventarlo, da sperperi di soldi per intontire un pubblico già stanco delle fatiche quotidiane. Che brutta televisione!

Cosa abbia detto poi Aldo Busi da rendersi così inviso ad alcuni omosessuali (speriamo pochi), è davvero un mistero. Che l'abbia detto alla Aldo Busi è comprensibile certa irritazione, non certo la condanna senza appello! Che sia un tipo iroso e spesso parecchio fastidioso e intollerante verso gli altri, lo abbiamo già detto e scritto. Tre gli argomenti che sciorina in diretta: le tasse, gli orfani, l'omofobia! La Ventura capisce (forse è l'unica) che quella puntata sarà di sale e cicoria: amara e devastante. Tre argomenti, se traduciamo orfani in adozioni, che gli omosessuali conoscono, ci convivono nelle loro battaglie di militanza e hanno poco e nullo spazio per parlarne in televisione. Se ci pensa Busi, raccogliendo tutte le rabbie e le incazzature del movimento e oltre, diventa un insopportabile malandrino, un guitto nevrotico. Che soddisfazione l'uscita da quel palcoscenico lezioso!

Dovremmo ben ricordarci le parole dette da Aldo, con irosa e irriverente perspicacia. Esilarante la sua prima intenzione a defilarsi dal reality:

“Il mio mandato è esautorato, esaurito. Non c’è più racconto. Temo che, se restassi, finirei per vincere. Ho partecipato per una rassegnata e decadente malinconia. Voglio tornare nel mio limbo, le dinamiche sono loro. Voglio dare l’esempio del signore anziano che si mette da parte. Mi sembrerebbe umiliante per me vincere questa piccola corsettina. Qua ci sono persone alla canna del gas, che non hanno forza contrattuale”.

"Non c'è più racconto!" Che signore.

Tornando alla triade, mi chiedo dove sia lo scandalo, dove l'ignominia. Il movimento si batte anche per le adozioni e l'Aldo ci spiega che lui come noi non può adottare. Prende poi lo spunto migliore per dire:

“Qui in Italia ancora non si capisce che i veri criminali sono gli omofobi e non i gay! Il Papa è il primo che si scaglia contro gli omosessuali!”

Tacciono tutti, tace la Ventura che strabuzza gli occhi a destra e a sinistra, rassegnata e convinta oramai che non se ne potrà uscire, non stasera, con uno dei suoi melensi motti: "l'importante non è come si cade, ma come ci si rialza". E infatti non se ne sente uno per tutta la serata.

Ma come, nessuno prende la parola per dire: vero, i criminali sono gli omofobi; la chiesa si scaglia contro l'omosessualità; siamo un paese da cambiare. Tacciono tutti, imbarazzati e annichiliti da quella sferzata di Busi. Lì, forse, avrebbe dovuto capire che cominciava ad andare fuori le righe; che certe cose necessitano di altri linguaggi in una televisione pubblica dove la gente poco capisce il connubio papa-omofobia.

Poi, tanto per non passar da bacchettoni, inquadrano a più riprese il pacco del romano "de noantri" che miglior giudizio non poteva venir dato dagli amici di TvBlog:

"Di Porto mostra di avere almeno una qualità con cui lavorare dopo il reality".

Il Big Jim sembra catartico, silente, e Ventura a elogiarne chissà cosa. Un po' tutti a comando per la verità, e si capisce qualcosa (ma non era successo a qualcun altra?) quando è Busi a contestare di come le telecamere si muovessero tra i naufraghi; di quando veniva inquadrato durante le accese discussioni e di quando invece gli operatori se ne andavano altrove quando parlava di libri e cultura. Verrebbe da fargli mangiare la Treccani per intero a quei registi!

So che sarà difficile convincere coloro che da omosessuali antipatizzano per Busi omosessuale. Se avessimo avuto dei Busi con la stessa caparbietà e intelligenza in Parlamento, forse oggi potremmo fregiarci di qualche discreto o buon risultato. Chissà! Ma comprendo che non tutti possiamo piacere a tutti, è normale! E Busi non fa distinzione. Di certo, criticarlo per le cose dette in televisione, è un po' criticare noi stessi.

Di una cosa, ripeto son davvero contento: ho tanto da leggere e con gli approfondimenti politici negati fino a dopo le elezioni, farò in modo di darmi alla lettura e alle serate conviviali con gli amici. Del resto, come ha spiegato bene lui:

“Se avete bisogno di me mi trovate in libreria. La mia pantomima della cultura è durata fin troppo. Da un momento all’altra questa telecamera diventerà buia e io sparirò. Non adduco pretesti di salute, anche se ho un’infezione, non è una malattia diplomatica la mia. Senza di me, che ho fatto il capro espiatorio, potranno scagliarsi l’uno contro l’altro. E vedremo la vera ipocrisia".

Busi, la RAI rispetti l’espressione di tutte le idee Comunicato Stampa di Arcigay

Riteniamo spropositato il provvedimento contro Aldo Busi all’Isola dei Famosi

Restiamo colpiti dal provvedimento spropositato preso dal direttore di RaiDue Liofredi e dal direttore generale Rai Masi di escludere da tutte le trasmissioni lo scrittore Aldo Busi, partecipante al popolare reality L’Isola dei Famosi.
Seppure non ne condividiamo sempre le modalità, talvolta violente, con cui Busi è intervenuto nella puntata di ieri sera, crediamo che il sevizio pubblico televisivo debba garantire l’espressione di tutte le idee, anche le più scomode per la nostra società.
Siamo grati a Busi quando in queste settimane di partecipazione ad una trasmissione popolare ha ricordato più volte come la vera malattia italiana sia l’omofobia, cioè l’odio e il disprezzo, anche da parte di alcune gerarchie ecclesiastiche, delle persone omosessuali.
La conduttrice Simona Ventura più volte ha sostenuto che un reality come l’Isola può essere un esempio di confronto di idee e di persone molto differenti tra loro che hanno l’occasione di portare i loro vissuti all’attenzione del grande pubblico: l’esclusione di Busi dalla TV pubblica rappresenta una rottura di questo confronto e una grave lesione della libertà di espressione.
Paolo Patanè – Presidente nazionale Arcigay

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