La battaglia di Norrie (in foto) è stata lunga e dura, ma alla fine ha vinto: sui suoi documenti ci sarà scritto “sesso non specificato”. Il governo del New South Wales emetterà, quindi, un certificato che sostituirà il tradizionale atto di nascita in cui c’è scritto che chi è nato è maschio o femmina.
Norrie, appartenente alla Sex and Gender Education Australia, al momento della nascita è stato registrato come uomo e, a seguito di tutto il cammino di transizione, è stata riconosciuta legalmente come donna. Ma Norrie non si sentiva soddisfatta che dovesse essere identificata come “donna” o come “uomo”. Aiutata da medici che hanno diagnosticato l’impossibilità di determinare il suo sesso, Norrie ha assunto un’identità androgina e si è battuta perché le fosse riconosciuta.
Il “sesso non specifico” è importante non solo per chi si sente androgino, ma anche per tutte quelle persone intersessuali che al momento della nascita vengono forzatamente registrate come maschietti o come femminucce, spesso a scapito della loro vera identità.
Immagino che molte testoline dl nostro emisfero si surriscalderanno nel disquisire su tale decisione, aggrappate come sono alla logica del “o si è bianchi o si è neri, o maschi o femmine”.
L'Impertinente
15 mar 2010 - 11:36 - #1é un grande passo avanti per un paese che fino all’inizio del secolo scorso discriminava i suoi stessi abitanti aborigini
Emilie Rollandin
15 mar 2010 - 11:37 - #2Trovo che sia utilissimo soprattutto per le persone intersessuali. E’ una vera barbaria che vengano operati in base ad una scelta fatta da un equipe medica… Si creano un sacco di transessuali indotti. E ricordiamo che le statistiche danno un interssessuale ogni 1000 maschi e una neonata femmina ogni 4000… Eppure è un “fenomeno” ancora sepolto sotto una coltre spessa di invisibilità!!!