
Generalmente, i film girati in Florida possono ottenere crediti sulle tasse, sovvenzioni sui costi, in modo tale da invogliare il lavoro in quello stato. Ma ora, alcuni show televisivi e film con personaggi gay potrebbero essere esclusi da questi benefici. Secondo una nuova legge, possono essere tolte le sovvenzioni alle produzioni che non includono “valori tradizionali e famigliari”
Esplicitamente non vi è riferimento a storie o trame gay e si sono ben guardati dal dirlo apertamente. Tuttavia, Stephen Precourt, rappresentante repubblicano, ha dichiarato che personaggi gay non sono affatto ” quel genere di cose per cui io investirei denaro pubblico”
Per cui si rischierebbe di non ottenere più quello “sconto” dal 2 al 5% per le produzioni che non vengono giudicate “family friendly”. Lo scopo sarebbe quello di bandire la violenza gratuita e l’esibizione di atti e storie poco edificanti per quelli che sono “i veri valori”. E la bagarre continua, dal momento che non è chiaro cosa sia incluso ed escluso: potrebbe essere tutto, del resto, dal tema della droga a quella delle famiglie omosessuali…
Foto | Atomculture
lella17
10 mar 2010 - 15:45 - #1considerando che queer as folk usa e the l-word sono state girate tra vancouver e toronto, non mi sembra che abbiano poi inventato l’acqua calda. tanto ormai tutti i film (gay soprattutto ma anche quelli “etero”) li girano già in canada visto che i costi di produzione sono di gran lunga inferiori rispetto agli states…si tirano da soli la zappa sui piedi.
white
10 mar 2010 - 16:17 - #2sicuri che il titolo sia corretto?
lella17
10 mar 2010 - 17:12 - #3@white: in effetti quella G in famiGliari stona di brutto
comunque tanto per stare in tema di USA e omofobia…johnny weir non è stato invitato allo show di pattinaggio stars on ice perchè non sarebbe abbastanza family-friendly! quanta idiozia c’è al mondo…soprattutto negli states e negli italiani che ancora credono alla balla che gli usa sono il paradiso in terra lol
augustus
11 mar 2010 - 04:29 - #4lella17
commento patetico.
1) Tratti gli USA come se fossero una realta’ uniforme. Sarebbe come considerare l’Europa una realta’ uniforme, e paragonare l’italia alla Svezia (ma anche alla Spagna, Germania, Francia,…) sappiamo tutti quanto sarebbe inopportuno (e imbarazzante, per come ne uscirebbe il nostro paese).
2) Essendo gay e avendo vissuto 19 anni in italia e poi essendomi trasferito negli USA, anche uno stato conservatore come la Virginia confrontata con l’Italia ne esce bene. E di molto. E non si parla solamente di leggi contro la descriminazione basata sull’orientamento sessuale, ma specialmente la mentalita’ “sociale”. Inutile poi paragonare l’Italia con stati come il Massachussets, New York, Vermont, California, dove essere gay e’ un paradiso in confronto alla realta’ italiana.
3) Continuare nell’illudersi che da noi si stia “come negli altri paesi” e’ la solita mentalita’ che ci ha portato al punto dove siamo ora, ovvero da nessuna parte. Analizzare le due realta’ che si stanno paragonando, con obiettivita’, senza la solita mentalita’ italiana della sufficienza (faccio solo il minimo necessario), e forse si puo’ fare un paragone e un’analisi critica costruttiva. Perche’ la tua, e’ il frutto della solita mentalita’ che mi ha fatto vergognare piu’ di una volta, di essere italiano. Complimenti.
lella17
11 mar 2010 - 08:21 - #5Augustus, mai detto che qui si stia come altrove. Semplicemente mi sembra ridicolo illudersi che gli states siano così una mecca quando non lo sono. il canada, sì lo è: esiste il reato d’odio, phelps viene messo in galera appena ci arriva e apre bocca, e ci si può sposare; quando i conservatori han cercato di toglierci i diritti, l’opposizione ha fatto blocco e non gliel’ha permesso. gli usa…tutto saranno meno che gay-friendly. saranno meglio dell’italia quel che vuoi ma NON sono il paradiso dei gay.
tanto per inciso, l’italia per me è solo una latrina, non vorrei essere scambiata per iper-patriottica. no, ci sputo sulla cittadinanza italiana e mi vergogno di esserlo.