Leonardo e il suo "protetto" discepolo Salai erano arabi?

Ma quale Il più grande italiano di tutti i tempi come è stato incoronato dal recente format di Rai Due condotto dal giovane e spigliato Facchinetti; Leonardo non era affatto italiano ma arabo. E come lui, quello che per molti fu il suo discepolo e amante, Gian Giacomo Caprotti, detto "il Salai". A confutare questa ultima scoperta uno studio condotto da Alfred Breitman e Roberto Malini del Gruppo Watching The Sky, associazione impegnata nelle ricerca di opere d'arte perdute e delle tracce biografiche sconosciute dei grandi artisti del passato.

Già quel soprannome di Caprotti, se vogliamo, ci porta verso altri lidi mediorientali e, ancor più probabilmente, è proprio Leonardo ad attingere dalla sua esistenza, fattezze e origini arabe. Se questa ipotesi dovesse rivelarsi sciebntificamente esatta, si dovrebbe riscrivere una nuova pagina per il grande artista che fino ad ora le biografie ci dicono figlio di un notaio e di una contadina. Breitman e Malini si dicono certi di quanto affermano, e l'inconfutabilità delle loro certezze, pare arrivi da uno splendido quadro di Leonardo: La donna con l'ermellino.

“Lo affermiamo con grande convinzione, in base ad alcune evidenze. La più importante è costituita dal ritrovamento di un'impronta digitale di Leonardo sul dipinto 'La dama con l'ermellino'. Secondo l'antropologo Luigi Capasso la tipologia dell'impronta è caratteristica del 60 per cento degli individui provenienti dai paesi arabi. L'ipotesi di un origine araba del maestro non è tuttavia nuova. È risaputo che il nome della madre di Leonardo, Caterina, era attribuito con frequenza alle schiave arabe acquistate in Toscana e provenienti da Istanbul”.

Anche il professor Alessandro Vezzosi, celebre studioso del Rinascimento, è convinto dell'origine araba dell'autore della Gioconda:

"Possediamo documenti che suggeriscono l'origine orientale di Leonardo Da Vinci".

La scoperta ora verrà vagliata dagli studiosi d'arte, anche grazie ai nuovi documenti di cui parla il professor Vezzosi. E si dovranno studiare e verificare altri probabili percorsi di Leonardo. È mai stato nelle sue terre d'origini? E ancora: il 'Salai' era anch'egli arabo come il suo protettore e maestro? Dichiarano i due studiosi del Gruppo Watching The Sky:

“Sembrerebbe, dalle descrizioni che possediamo, un ragazzo arabo, con i capelli ricci, la pelle bruna e gli occhi scuri vivacissimi".

Per dare veridicità alle loro affermazioni estraggono da un cassetto un bel disegno a sanguigna su un foglio di carta antica:

Questo ritratto virile del primo Cinquecento è di scuola leonardesca e rappresenta un viso che possiede molte similitudini con i ritratti noti del volto di Leonardo Da Vinci. La sua particolarità è che indossa un copricapo di foggia araba. Si può ipotizzare che si tratti di un ritratto del maestro eseguito da un suo allievo che conosceva le vere origini del 'più grande italiano di tutti i tempi'.

La parola ora passa agli studiosi dell'arte e forse ci farà conoscere un altro lato della vita di Leonardo. E chissà che non si dipanino altre storie omoerotiche dell'arabo Leonardo. Lo sapremo presto!

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