Il primo ministro inglese riceve a Downing Street gay e lesbiche delle forze armate

pubblicato: giovedì 25 febbraio 2010 da mario cirrito


Immaginate il nostro primo ministro che riceve nella sua residenza romana o a Palazzo Chigi, in pompa magna, una rappresentanza di militari gay e lesbiche; e a loro parla con dignità dei loro diritti, davanti ad una tavola imbandita da deliziosi manicaretti e buon vino? Un bel sogno, impossibile pure a pensarlo. È successo invece a Londra, dove il premier Gordon Brown e signora hanno ricevuto nella loro residenza ufficiale, al 10 di Downing Street, una delegazione di militari gay e lesbiche, e da buoni padroni di casa, si sono intrattenuti con gli ospiti, parlando dei loro problemi e offrendo una ottima cena.

Brown, che conosce bene quanto siano seguite le organizzazioni lgbt, fuori e dentro i corpi militari; quanto lavoro svolgono i militanti lgbt, ha detto che l’orgoglio che i presenti sentivano nell’essere militari e omosessuali era niente rispetto all’orgoglio che il paese provava per loro. Un debito di riconoscenza per il loro servizio, per quello che riescono a fare ogni giorno.

Va ricordato che lo scorso anno, proprio lui, il primo ministro inglese, si disse contrario al divieto dei matrimoni omosessuali in California, e ora anche il famigerato Don’t Ask, don’t tell doveva essere superato dai vertici militari americani, oramai desueto e penalizzante per i ragazzi omosessuali in divisa. Questione, questa ultima, di dibattito negli States, con l’appoggio dell’attuale presidente Obama, ma anche con l’avversione di alcuni alti graduati delle forze armate Usa.

Con gli ospiti, Brown ha ricordato le tante battaglie vinte dalla comunità lgbt britannica: dall’adozione per gay e lesbiche al partenariato, ai tanti risultati ottenuti per l’eguaglianza. La Gran Bretagna, in questi anni, ha fatto passi da gigante per i suoi cittadini lgbt, mettendo in atto anche tutele per gay e lesbiche che servivano il paese da militari, andando anche a morire in territori di guerra come l’Afghanistan o l’Iraq.

Durante il suo discorso, non ha dimenticato di citare e ringraziare James Parker, un policeman che lo scorso anno fu fatto oggetto di violenza e ferito a causa della sua omosessualità. Parker era presente al ricevimento insieme al suo compagno.

Foto | World Economic Forum

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