
La regina di Sanremo 2010 (Antonella Clerici, per chiarezza: non fate i pettegoli pensando che mi riferisca a qualcuno dei vincitori…) terminata la kermesse canora ha sentito il bisogno di dire la sua sulle coppie gay e sull’adozione da parte dei gay. E, per non fare dispetto a nessuno, si dice d’accordo con la legalizzazione delle coppie gay, ma non con le adozioni:
“Trovo che sia giusto legalizzare la convivenza tra due persone dello stesso sesso, perché uno può così vantare dei diritti sull’altro, qualsiasi cosa accada, bella o brutta, proprio come avviene per una coppia etero. Non sono d’accordo, invece, sul matrimonio canonico, istituzione che anche a me ha portato sfortuna […] Per un proprio equilibrio personale e per una questione anche di natura, un figlio deve avere un padre e una madre. Su questo non transigo. E conosco tantissimi omosessuali che la pensano come me”.
Ma mai possibile che nessuno di questi vip conosca un gay/una coppia omosessuale che voglia sia le unioni gay che le adozioni? O vogliono una cosa, o vogliono un’altra o nessuna delle due.
Via | River
Foto | Fashionblog
lostday
22 feb 2010 - 15:25 - #1va detto che però è vero che molti omosessuali stessi non sono d’accordo sul concetto di adozioni. Quindi le credo…
breather
22 feb 2010 - 15:52 - #2Che schifo.
Anche la Clerici prende a schiaffi i gay per costruirsi un’immagine ‘tradizionale’.
E lo fa nel modo ormai tristemente tipico in tutto il mondo.
Da Bush a McCain dalla Cuccarini alla Clerici il metodo è sempre quello.
Le regole sono:
- fare finta che la questione riguardi solo convivenze di fatto e non quindi anche il potere o non potere scegliere di unirsi in matrimonio con la persona che si ama e con la quale si desidera essere riconosciuti come un tutt’uno dalla legge e dalla società.
- fare finta che il matrimonio sia una questione prettamente religiosa (vedi in questo caso il riferimento al matrimonio ‘canonico’ cioè sancito da un prete in una Chiesa)
- fare finta che la ricerca internazionale non abbia portato alla luce che i bambini per crescere bene e sereni non devono aver per forza due genitori che siano dello stesso genere sessuale
- dichiarare di avere ‘molti amici gay’, di conoscere ‘tantissimi omosessuali’, i quali sarebbero ma guarda un po’ ben contenti di non potersi sposare, di non potersi costruire una famiglia con figli, di vedersi negata per legge la paternità.
La solita vecchia storia. Niente di nuovo sotto il sole.
Federico78Ge
22 feb 2010 - 16:14 - #3dopo la cuccarini ci mancava sta sciacquetta a sparare omofobia cattolica,non esiste un pò di rispetto ma il rispetto assoluto,io una persona la rispetto in tutto non una sola parte altrimenti è evidente che la ritengo inferiore e la discrimino.
Quelli che dicono si alle coppie ma no al matrimonio o si al matrimonio no alle adozioni sono omofobi punto e pure ipocriti.
Certo che molti gay la pensano così perchè la maggior parte dei gay è intrisa di omofobia interiorizzata,cattolicesimo anche inconscio,eterosessismo e maschilismo quindi sono i primi a negarsi una vita piena e i propri diritti autodiscriminanndosi vivendo nei locali, in chat salvo poi fare vita finta etero truzza tutta la settimana criticando il pride,fregandosene di lottare per i proprio diritti,votando destra e giustificando la chiesa non ultimo paradossalmente e tragicamente adottando le stesse parole dei vari ratzinger bertone bagnaschi per negarci quello che in tutta europa e nonè acquisito legalmente e socialmente da anni e anni
wiser
22 feb 2010 - 16:26 - #4Sono d’accordo sia con breather che con Federico78Ge.
Per chiarire subito, il matrimonio canonico è questo
http://it.wikipedia.org/wiki/Matrimonio_canonico
Non vedo cosa c’entra con gay e lesbiche. Questo è addirittura il matrimonio senza NESSUN effetto civile e quindi senza NESSUN valore per lo stato italiano. Non capisco davvero il motivo di mistificare la realtà, facendo finta che il matrimonio sia solo un’istituzione religiosa quando non è così. A mio parere, è tutta una tecnica per mascherare la propria omofobia.
Per il discorso “adozioni” c’è ancora tanta ignoranza, ancora di più che sul diritto al matrimonio. Si può dire di non essere d’accordo, ma non giustificare la propria opinione parlando di “natura” e di “equilibro psicologico” perché sono cose smentite dalla scienza, e dunque non stanno né in cielo né in terra.
lella17
22 feb 2010 - 17:05 - #5se lei è una va**a e non è capace di tenere in piedi un matrimonio non ho capito perchè i gay non possano sposarsi. detto ciò sono veramente pochi i gay che vogliono un matrimonio CANONICO, vogliamo solo un matrimonio valido PER LA LEGGE, ergo CIVILE. Loro si aspettano che vogliamo solo fare la cerimonia in chiesa per prendere in giro la cerimonia, magari con uno dei due gay vestito da sposa e l’altro da marito (idem per le lesbiche) e chissà che altro. sono solo dei poveri ignoranti.
Per le adozioni, è vero purtroppo tanti gay la pensano così, ma questo non vuol dire che si debba impedire a chi non è d’accordo (e ha le statistiche di psicologi e co a sostenerli) di non poter adottare o avere figli! Ma d’altronde lei ora si mette anche a scrivere i libri sulla maternità per cui che ci si può aspettare
white
22 feb 2010 - 17:17 - #6non lamentiamoci sempre e prendiamo le cose positive. il primo passo che dobbiamo otteenere è l’unione civile
breather
22 feb 2010 - 17:40 - #7@white
L’unione civile potevano pensarci a farla molti anni fa quando gay e lesbiche italiani son partiti chiedendo solo ed esclusivamente quella illudendosi che chiedendo meno, rinnegando la richiesta di uguaglianza, si potesse ottenere un qualcosa, la chiesa protestasse di meno, i politici sarebbero stati ben disposti.
3 cose ci vengono negate, ci spettano: Matrimonio Civile, adozioni, fecondazione.
Quelle tre cose quindi dobbiamo pretendere.
Poi, se approvano ANCHE l’unione civile ben venga per carità.
In ogni caso queste non son parole di un politico, ma di una conduttrice televisiva.
alexpf
22 feb 2010 - 17:53 - #8ci manca solo il parere della Carrà.
desperado_88
22 feb 2010 - 18:06 - #9Scusate ma leggere che una persona è ignorante solo perchè non la pensa come voi è squallido.
Anche io sono gay e anche io non sono d’accordo alle adozioni gay, non perchè i gay non possano essere buoni e amorevoli genitori, ma perchè un bambino HA BISOGNO di una figura materna e paterna…io non sarei voluto nascere senza una madre (la persona che amo di più al mondo) e un padre!
Semplicemente cercate di rispettare i pareri altrui e non c’è alcun bisogno di insultare chi ha le proprie idee diverse dalle vostre!!!
Quando leggo certi commenti penso proprio che i veri “eterofobi” siate voi!!!
billy-belial
22 feb 2010 - 18:18 - #10Io mi domando che senso ha prendere in considerazione l’opinione della CLERICI
breather
22 feb 2010 - 18:24 - #11@ desperado_88…
Personalmente non ho scritto che è ignorante, ma che ha preso a schiaffi i gay.
Facendo finta che la realtà sia un’altra, e non solo sul benessere dei bambini.
Ti consiglio di documentarti a dovere sui bisogni di un bimbo, in quanto la ricerca internazionale è da anni e anni che afferma che per crescere bene e sereni non occorre avere necessariamente due genitori di diverso genere sessuale.
Puoi partire ad esempio leggendoti la risoluzione pro-adozioni gay dell’Associazione Americana Psicologi, la più grande e autorevole org di psicologi al mondo:
http://www.apa.org/about/governance/council/policy/parenting.aspx
desperado_88
22 feb 2010 - 18:41 - #12Hai ragione a chiamarmi ignorante, non ero a conoscenza di questo documento!
E’ vero che un bimbo può crescere bene anche senza la figura di uno dei due genitori, ma secondo la mia modesta opinione, e per quanto io in primis rinuncio a questa mia possibilità, credo che avere un figlio per una coppia gay in Italia sia pericoloso per il figlio stesso. Purtroppo dobbiamo essere realisti, la società non è pronta, è bigotta, arretrata, condizionata dai canoni Papali, e non vorrei che mio figlio si trovasse in mezzo a una massa di gente priva di cuore e apertura mentale che pugnala un suo prossimo perchè gay.
Credo che prima di prendersela con le persone che non sono d’accordo alle adozioni, dobbiamo pensare a combattere le ingiustizie e le discriminazioni, cosa che secondo molti (tra cui anche la Clerici) è più importante.
Gan1
22 feb 2010 - 18:59 - #13Desperado, ti ricordo questo: http://www.queerblog.it/post/7264/torino-manuale-alla-scuola-elementare-per-genitori-gay
E ti ricordo che, anche se poco visibili, le famiglie “arcobaleno” ci sono ormai anche in Italia, e sono migliaia.
J88
22 feb 2010 - 19:00 - #14Sono gay, fiero di esserlo e d’accordissimo per lei.
Sono completamente a favore delle unioni civili e alla concessione di diritti alle coppie omosessuali (e più in generale alle coppie di fatto). Per quanto riguarda il concetto di matrimonio invece bisogna spiegare ai tanti ignoranti (Compresi molti vip e opinionisti) che è semplicemente un sacramento/istituzione cattolica di conseguenza con noi non ha nulla a che fare ed è sbagliatissimo quindi parlare di matrimonio per le coppie gay… Noi vogliamo le unioni civili non il matrimonio! Ma niente gli ignoranti parlano sempre senza sapere.
Per le adozioni invece io sono a sfavore. Credo che le persone non siano ancora pronte ad accettare una cosa del genere, di conseguenza quelle famiglie sarebbero solo prese di mira. La Clerici su questo ha perfettamente ragione!
breather
22 feb 2010 - 19:12 - #15@ desperado_88
Nessuno ’se la prende’ con la Clerici.
Si stava semplicemente constatando che è l’ennesima persona che ha praticamente tutto dalla vita la quale per ottenere ancora di più non esita a scagliarsi contro la libertà dei gay di sposarsi e costruirsi famiglie con figli, facendo spudoratamente finta che la realtà sia un’altra rispetto a quella che abbiamo tutti sotto gli occhi tanto per cercare di non apparire intollerante. Vedi ciò che ho scritto sopra.
Sul tema adozioni, ti ricordo che il processo per poter adottare non è istantaneo per qualsiasi coppia si candidi ma coinvolge tutta una serie di colloqui e di esami rivolti alle singole coppie che si candidano all’adozione i quali tengono in dovuta considerazione anche il contesto sociale in cui le coppie in questione vivono. Consentire alle coppie gay di candidarsi all’adozione non è sancire che qualsiasi coppia gay a prescindere dal contesto sociale potrà adottare.
Tanti saluti, riflettici bene su. Bye.
breather
22 feb 2010 - 19:15 - #16@J88
MATRIMONIO CIVILE - MATRIMONIO CIVILE - MATRIMONIO CIVILE
Di questo si sta parlando.
IL MATRIMONIO IN CHIESA E’ ALTRA COSA. Basta balle!!!
wiser
22 feb 2010 - 19:31 - #17Se c’è una cosa utile in tutta questa vicenda Cuccarini-Clerici, è che ho capito che la maggioranza delle persone, gay compresi, crede che matrimonio = matrimonio in chiesa, ignorando completamente che esiste il matrimonio civile in Comune, senza cerimonia religiosa. Sarà che i miei genitori si sono sposati (e sì, sposati, non hanno stipulato un’unione civile) in Comune e che quindi sin da piccolo ha avuto ben chiara la differenza.
Bisogna lavorare anzitutto su questo, sul fare informazione.
breather
22 feb 2010 - 19:46 - #18@ wiser… come sai sono in disaccordo.
La maggior parte delle persone che affermano quelle cose là non ignora la differenza tra i due tipi di matrimonio, altrimenti si stupirebbe di fronte alla prima notizia di un divorziato che si risposa. In questi casi si tratta, proprio come nel caso del fantomatico vincolo matrimonio - procreazione, di omofobia mascherata alla bene meglio di fronte agli altri e in taluni casi di fronte alla propria coscienza.
Bisogna sì fare informazione, ma attenzione ai ‘furbetti’ di turno… ce ne sono.
wiser
22 feb 2010 - 19:50 - #19breather, io mi riferisco in particolare alla gente comune, non ai personaggi famosi. Loro quasi sicuramente sanno tutti che c’è una bella differenza, visti pure i divorzi che accumulano, ben documentati dalle riviste di gossip. Ma la gente comune, quella un po’ ignorante (nel senso che non è informata) su questi temi, e gli stessi omosessuali, spesso fanno confusione. Stavo giusto facendo delle ricerche su Internet su questo, e ho messo su google le parole “cosa ne pensi del matrimonio”. Guarda cosa mi è uscito tra i primi link, in un forum di discussione:
“1- Siete favorevoli al matrimonio (quello celebrato in chiesa con l’abito bianco)?”
Come vedi, la percezione comune, ahimé, è questa.
Gan1
22 feb 2010 - 20:20 - #20Vorrei ricordare che l’unico vero matrimonio avente valore legale, nel nostro Paese, è quello CIVILE. Se due si sposano solo in chiesa, per lo Stato quell’unione non ha valore. Ogni matrimonio religioso, e di qualsiasi religione, deve essere fornalmente stipulato anche in via civile.
Gan1
22 feb 2010 - 20:24 - #21E ricordo anche che la Costituzione italiana non vieta formalmente che a sposarsi siano due persone dello stesso sesso. Non a caso alcune forze politiche di destra cercano di far approvare un emendamento che prescriva la validità del matrimonio solo fra persone di sesso diverso.
breather
22 feb 2010 - 20:25 - #22Bah, wiser… io non credo proprio.
Mi riferivo pure io alla gente comune… è infatti proprio tra la gente comune che constato una percentuale considerevole di persone che mischiano i due tipi di matrimonio, o tirano fuori la tiritera delle nozze vincolate al poter procreare, praticamente solo quando chi si vuol sposare è gay.
La domanda che mi hai trascritto è una di quelle domande che, semmai, mostra quanto in realtà ci sia assolutamente la consapevolezza del fatto che non ci si sposi solo in chiesa… se così non fosse quella precisazione tra parentesi relativa al tipo di nozze a cui ci si sta riferendo non ci sarebbe.
Nelle frasi antigay non noto quasi mai confusione, ma arrampicamento sui vetri.
Per non apparire omofobi, discriminatori, agli occhi altrui o di fronte a se stessi.
inca
22 feb 2010 - 20:31 - #23sono stanco di questa cosa delle adozioni. tiran fuori questo argomento per far scudo anche contro le unioni civili. io pragmaticamente smetterei proprio di parlare di adozioni. per il momento mi accontenterei di una soluzione alla portoghese. poi un passo alla volta…
wiser
22 feb 2010 - 20:53 - #24@ breather: fidati che la confusione, tra la gente comune, esiste. L’ho potuto verificare nella mia esperienza personale. Poi, che ci sia gente che FINGE di non sapere la differenza per discriminare gay e lesbiche, sono d’accordo.
Bisognerebbe dire a questa gente che tira sempre fuori il discorso che il matrimonio è legato alla possibilità di fare figli che il codice civile non punta una pistola alle tempie delle coppie etero vincolando la stipula del matrimonio civile alla procreazione, ma il problema è, di nuovo, che la gente comune rimane legata alle procedure del diritto canonico e quindi del matrimonio religioso, dove la mancanza di fertilità e il rifiuto a procreare sono motivi validi per annullare un matrimonio religioso.
Rocky Horror
22 feb 2010 - 21:12 - #25Mamma mia come siete acidi, mamma mia come vomitate bile ad ogni occasione. Fatevi una tisana! E poi sul matrimonio c’è una confusione terribile. Chi si sposa in chiesa si sposa effettivamente in chiesa, va prima al comune a formalizzare ‘la richiesta di matrimonio’ la quale viene sancita però nella funzione religiosa (tutte le carte che devono firmare prelato, testimoni e sposi vi dice niente? Queste poi saranno trasmesse al comune e alla sacra rota). Al comune viene resa nota solo la volontà. Altro discorso è il matrimonio in Comune, dove il tutto viene formalizzato lì ma ha un’altra procedura diversa da quella del matrimonio religioso. Tant’è che se qualcuno decide di sposarsi al comune e poi divorzia e contrae il secondo matrimonio, può sposarsi in chiesa senza problemi perchè il primo matrimonio non risulta registrato alla sacra rota.
Quello al comune non è già un matrimonio, ma una unione civile a tutti gli effetti. E’ il refuso cattolico che fa permanere il termine ‘matrimonio’, infatti - dal punto di vista religioso - questo è uno dei 7 sacramenti. Solo in seguito esso è stato ISTITUZIONALIZZATO e reso LAICO attraverso le norme della giurisprudenza. Quello che chiedete non è il sacramento (che non contraggono nemmeno gli etero che si sposano SOLO in comune) ma il contratto civile GIA’ COSTITUZIONALMENTE SANCITO. Matrimonio è una parola errata, usata in modo errato, in contesti inappropriati e anzi è una parola DISCRIMINANTE (in relazione agli omosessuali) e mi meraviglio che voi continuiate ad usarla. Così attenti ad ogni manifestazione di omofobia da arrivare a livelli di paranoia da far ringalluzzire il sadismo degli strizzacervelli. I gay non possono contrarre alcun matrimonio poichè ne sono esclusi già dall’ETIMO:
Matrimonio: http://www.etimo.it/?term=matrimonio
Unione legittima dell’uomo e della donna.
Quindi chiaritevi prima le idee e non rompete più con i piagnistei perchè gli stereotipi attorno l’omosessuale sono già fin troppo cristallizzati. Poi ognuno è libero di rovinarsi l’esistenza come meglio crede.
breather
22 feb 2010 - 21:17 - #26@ wiser… la mia esperienza personale dice il contrario.
Purtroppo ci sono molte persone che FINGONO anche di fronte alla propria coscienza pur di non sentirsi persone intolleranti verso il diverso, quindi brutte persone. Poche persone genuinamente non sono al corrente che ci si può sposare al di fuori delle regole di santa romana chiesa; così come poche persone genuinamente non sanno che il matrimonio non richiede alle coppie che vi accedono di poter far figli.
@ inca… i gay portoghesi sono giunti a quella riforma esigendo matrimonio civile, adozioni e fecondazione. Illudersi che chiedendo meno di ciò che ci spetta la politica sia più ricettiva, la chiesa meno combattiva, la società più pronta è, appunto, illudersi. Come abbiamo visto in tutti questi anni in cui abbiamo chiesto solo il pacs e abbiamo ricevuto unicamente porte in faccia, discorsi in cui i pacs venivano definiti come matrimoni gay mascherati, come apripista verso le adozioni gay, discorsi deliranti su possibili conseguenti legittimazioni di incesto poligamia e zoofilia.
Gli antigay parlano di adozioni gay comunque. Che noi le esigiamo oppure no.
Rocky Horror
22 feb 2010 - 21:22 - #27Gan 1: precisazione
Per la legge italiana la trascrizione nei registri dello stato civile del matrimonio canonico (valido solo per la Chiesa), con la sua trasformazione quindi in matrimonio concordatario (valido anche per lo Stato), non è affatto obbligatoria, mentre è fortemente consigliata dalla Chiesa al punto tale che per contrarre un matrimonio solo canonico necessita l’autorizzazione del Vescovo competente.
Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Matrimonio_concordatario
In Chiesa ci si sposa col Matrimonio concordatario (ma come mai nessuno lo ha citato?), non esiste solo quello civile o quello canonico. E questa è la forma di matrimonio più usata dalla coppie eteromunite. Addirittura la Chiesa scoraggia il matrimonio canonico in favore di quello concordatario tant’è che per accedere a questa forma è necessaria l’autorizzazione del Vescovo. Si parla di aria fritta e per sentito dire…bene
breather
22 feb 2010 - 21:22 - #28@ Ricky Horror
Il Matrimonio può essere di due tipi:
CONCORDATARIO (sancito dal Concordato; celebrato in Chiesa e registrato in Comune)
CIVILE (sancito dal Codice Civile; è celebrato in Municipio e squisitamente laico)
Il Matrimonio Civile è già ora al di là della propria radice semantica in quanto a nessuna coppia che vi accede è richiesto essere in linea col concetto di mater. Anzi.
BASTA BALLEEEEE! Uguaglianza nel Matrimonio Civile ora!
I piagnistei li fa chi fa finta che quelli come la Clerici siano ‘vittime incomprese’.
breather
22 feb 2010 - 21:46 - #29Le prossime polemiche saranno per:
PRIVARE LE DONNE DI QUALSIASI PATRIMONIO
PER SOSTITUIRE I CAVALLI DALLE AUTO
wiser
22 feb 2010 - 22:33 - #30@ Rocky Horror
Se proprio vogliamo essere filologi, la parola matrimonium nasce in seno alla cultura latina e non era di certo un sacramento. E’ stata la Chiesa cattolica, poi, a impossessarsi di questo termine e a dare alla loro funzione religiosa di sposalizio, ribattezzato matrimonio, lo status di sacramento.
E ad ogni modo, se dovessimo basarci sull’etimologia dei termini, troppe cose dovrebbero essere diverse oggi. “Mulier” in latino significava “donna”, in italiano è diventato “moglie” e significa “sposa”. “Casa” in latino significava “baracca”, oggi in italiano significa “abitazione”: non dovremmo più usare in italiano il termine “casa” perché, originariamente, significava “baracca”? Direi proprio di no. Semplicemente, col tempo le parole possono modificare radicalmente il loro significato, è un processo comunissimo in tutte le lingue del mondo.
Quello civile è un matrimonio, perché si è stabilito che il matrimonio può essere anche non religioso. Inutile rigirare sui termini, è così! I miei sono sposati, non hanno stipulato un’unione civile!
Inutile, anche, attaccarsi al significato etimologico di una parola, quando questo significato, tra l’altro, è ampiamento superato! Non si può star qui a filosofeggiare su un termine, bisogna invece parlare dei contenuti, dell’esigenza di dare PARI diritti anche ai gay e alle lesbiche, quegli stessi diritti (ivi compreso il MATRIMONIO CIVILE) di cui beneficiano già gli etero.
Rocky Horror
22 feb 2010 - 23:22 - #31E con questo cosa hai voluto dire? Inutile allargarsi agli altri termini non pertinenti il discorso (a tal punto perchè pederasta suscita tanto nervosismo tra gli omosessuali visto e considerato che non è più un termine dispregiativo? Cos’è si fanno distinguo anche sull’etimo?) i quali, tra le altre cose, si riferiscono al medesimo quadro semantico e quindi non comportano alcun fraintendimento (donna-moglie-sposa per mulier e casa-baracca per abitazione). Matrimonio invece, così come è usato, provoca un fraintendimento immane, perchè ha un significato proprio il quale si evince già dal fonema (matr-mater; matrimonio/patrimonio->pater), parola distante anni luce dalle richieste della comunità gaya. Se poi la cosa non vi interessa ripeto, ognuno è libero di rovinarsi l’esistenza come crede.
E sarebbe opportuno non fare l’errore di considerare i contenuti come una cosa separata dalla forma visto che questa consente di veicolarli sti benedetti contenuti e di comunicarli al prossimo in un modo quantomeno coerente. E poi, questa poi, se si parla di SENSO e SIGNIFICATO di un qualcosa vuol dire che si scava dentro di esso, si cerca di far emergere il suo CONTENUTO appunto. Non si tratta di filosofeggiare (chissà perchè riflettere ormai viene tacciata come un’attività snob) ma di CHIARIRE, perchè se non siete voi a capire effettivamente di cosa state parlando difficilmente convincerete il prossimo a causa dei possibili fraintendimenti in cui si può incorrere. Diceva qualcuno: “le parole sono imporatanti”. Già, poichè contengono in sè il proprio senso.
breather
22 feb 2010 - 23:37 - #32MATRIMONIO nella nostra civiltà vuol dire FUSIONE.
Due elementi che si incastrano bene a tal punto da divenire una cosa sola.
Non è un caso che la parola matrimonio venga usata in praticamente ogni frase per indicare ma guarda un po’ in concetto di fusione.. si pensi alle frasi dette e stradette sul matrimonio di autostrade e abertis, del matrimonio di banca intesa e san paolo imi, si pensi a quando si dice un matrimonio di sapori, a quando nel mondo si parla di marriage of technolgy and design. Non c’è nessun fraintendimento… esattamente come non c’è nessun fraintendimento sulla parola patrimonio.
Il riconoscimento di matrimonio lo si vuol negare ai gay e alle lesbiche perché ha una valenza speciale rispetto al riconoscimento di unione, di pacs, di partnership, di registrazione… questo termine indica come nessun altro che due vite stanno diventando una cosa sola di fronte alla legge e alla società (vogliamo mettere uniti in matrimonio contro semplicemente uniti, registrati, partners?!) ed è universale, istantaneamente compreso e rispettato da tutti a prescindere da età nazionalità livello d’istruzione. Le ciance sulla semantica sono scusette indegne che stanno a tentare di coprire la voglia omofobica di negare ai gay e alle lesbiche un riconoscimento unico nel suo genere.
Voglio potermi unire in matrimonio, essere sposo, coniuge, marito!
Non meramente registrarmi in partnership, essere unito, partner.
wiser
22 feb 2010 - 23:40 - #33Io capisco benissimo, non vedo perché dovresti supporre che chi non è d’accordo con te allora non ha capacità di comprensione.
Ad ogni modo, “pederesta” conserva ancora oggi un senso dispregiativo, sia in italiano sia in altre lingue (tant’è che in francese “pédé”, diminutivo di “pédéraste” è l’equivalente del nostro “frocio”).
Secondo il tuo ragionamento, bisognerebbe ridenominare il matrimonio civile come unione civile, ma ha senso? Bisogna dare pari diritti, far sofismi sulle parole è un parlare sterile, che non porta a nulla di concreto, e gli esempi che ti ho proposto erano per dimostrare proprio questo, che bisogna parlare dei contenuti.
Tra l’altro, il matrimonio NON nasce come sacramento e l’ho già scritto. E’ un istituto giuridico che nasce in seno al diritto romano e che la Chiesa Cattolica, a partire dal Medioevo fino a sancirlo nel concilio di Trento, ha fatto suo. Quella parola non è loro, e non vedo perché le istituzioni civili dovrebbero rinunciarci in nome del valore religioso di cui la Chiesa Cattolica lo ha rivestito. Loro hanno il matrimonio religioso, lo stato quello civile.
E proprio prendendo in considerazione un altro esempio da proposto, “patrimonium”, dovrebbe essere vietato alle donne possederne o gestirne uno, dato che in suddetta parola c’è la radice “pater”. E’ chiaro che, esattamente come matrimonio, è una parola che inizialmente aveva un significato, che poi, col cambiare dei tempi e della cultura, si è mutato.
wiser
22 feb 2010 - 23:45 - #34E cmq, Rocky Horror, il tuo ragionamento decade del tutto semplicemente andando a prendere i corrispettivi in lingua straniera, ad esempio ‘mariage’ in francese o ‘wedding’ in inglese, dove, nel significante, non sono implicate madri, padri, figli e quant’altro. Dovremmo costringere anche loro a ridenominare il matrimonio civile “union civile” in francese o “civil union” in inglese?
white
22 feb 2010 - 23:56 - #35il problema non è della clerici ma del gionalista che h fatto la domanda -.-
Rocky Horror
23 feb 2010 - 01:03 - #36Wiser: se controlli la pagina su wikipedia riguardo la pederestia vedrai che oggigiorno ha ri-acquistato il suo senso originario (amore tra un adulto e un adolescente) senza implicare la pedofilia. Non capisco perchè tu insista nel fornire esempi provenienti dalle altre lingue mentre parliamo dell’italiano e sue origini (se ci tieni puoi riferirti al greco, all’ebraico e all’aramaico, è più coerente col discorso), cosa vuoi dire? Che gli omosessuali italiani non hanno nemmeno una propria identità linguistica, oltre che culturale? Che guardano sempre ai modelli stranieri per trovare una legittimazione alle proprie istanze - qualsiasi esse siano? L’eterodirezione come dogma da usare per dare un senso alle proprie battaglie. Gira e gira ma siam sempre lì. Wiser o fai lo gnorri o non ci arrivi da solo, o hai fatto finta di leggere il mio commento o ti sei dato al pregiudizio: se non c’è una coerenza tra i contenuti di CIO’ CHE SI CHIEDE e la forma attraverso cui avviene la richiesta si incappa in fraintendimenti. Qualcuno di voi, invece di farneticare e lamentarsi, non s’è mai chiesto perchè quando si parla di matrimonio si tira in ballo sempre quello religioso e mai il suo corrispettivo civile? Quante persone hanno contratto il matrimonio civile rispetto a quello concordatario? Vedrai che i matrimoni religiosi sono in numero superiore. Come si fa a combattere questa barriera culturale che fa associare al termine matrimonio la valenza religiosa e non quella civile? Si mantengono i CONTENUTI dell’unione ma si cambia il termine con cui nominarlo. Comunicazione a tappeto e nel giro di 2 anni è capace che approvino il disegno di legge. La parità di diritti allora, deve essere di CONTENUTI o di forma? Se vi interessa la prima allora che si chiami pacs, unione civile etc. etc. non frega a nessuno, se volete la seconda (che l’etimo respinge già lui!) allora auguri. Se sono importanti i contenuti e non la forma non vedo perchè attaccarsi alle parole…e ora sono io che dico che chi filosofeggia siete voialtri. Che la parola matrimonio appartenga alla chiesa o al diritto non è questo il problema, poichè sancisce in entrambi i casi l’unione di UN UOMO con una DONNA (son partito dall’etimo infatti!) e io mi chiedo come mai questa cosa non desti le ire degli omosessuali-omologati-militanti-oltranzisti i quali non urlano alla discriminazione e non pretendono un termine che identifichi correttamente la loro unione che integri la loro diversità. Se uno dice “i gay non penso che debbano adottare” è un omofobo ma Matrimonio è una parola che significa FUSIONE - forse in memoria di dragonball - si spoglia del suo significato originario sancito sia dal diritto romano che dalla chiesa (e quindi secolare) e diviene una bandiera addirittura della PARITA’ DEI DIRITTI. Una parola così, che con la parità non ci azzippa una pippa. A questo punto, per coerenza, converrebbe dire che agli omosessuali non frega niente dei diritti, quel che vogliono è un nudo e crudo CONFORMISMO. Visto che la comunità glbt è composta al 90% di uomini di stampo machista che tendono all’universalità in quanto uomini non poteva essere altrimenti la richiesta della parità dei diritti in luogo di una più vera, materiliastica, consumistica, globalizzante, omologante volontà eterodiretta.
wiser
23 feb 2010 - 01:12 - #37Faccio esempi con le altre lingue solo per porre confronti, e ho preso in esame sia il latino che le lingue moderne. Tutto il resto, sono solo tue congetture.
Per il resto, io sono per l’uguaglianza matrimoniale per etero e gay, tu vorresti cambiare il nome a un istituto civile solo perché, nel suo etimo, conserva la parola “mater”, quando ti ho già spiegato che, se vai a tradurre la parola ‘matrimonio’ in altre lingue straniere, la parola ‘madre’ si perde e dunque il tuo è solo un mero gioco sofistico sul significato della parola.. chi è che filosofeggia e chi è che invece avanza proposte concrete? E qui chiudo.
breather
23 feb 2010 - 01:28 - #38Basta arrampicate sui vetri, o sugli specchi.
Il matrimonio è un riconoscimento rilevante e unico.
Nient’affatto la stessa cosa di, che so, pacs, unione civile o partnership. Mi disgusta anche solo l’ipotesi di essere abilitato a una mera partnership. In questo nessun conformismo o volontà di omologare qualcosa o qualcuno a qualcos’altro o a qualcun altro… eliminare un’esclusione ingiusta che colpisce qualcuno a priori nella sua libertà e nella sua dignità umana è un qualcosa di profondamente diverso dal volersi conformare o voler annientare o cmq rinnegare qualche differenza. A me eliminare una tale esclusione sembra semmai l’apoteosi del rispetto e della valorizzazione del diverso. Tutti noi, a prescindere dai gusti sessuali, dobbiamo liberi di poter scegliere di vivere senza limitazioni assurde specie se fondate esclusivamente sul pregiudizio come appunto l’attuale esclusione dei gay e delle lesbiche italiani dal matrimonio civile. Chi desidera un riconoscimento ‘alternativo’ (e qui non ci sono solo alcuni gay ma anche molti etero vedasi l’ondata di pacsati etero in Francia) è giusto che abbia la possibilità di avere sto riconoscimento alternativo per carità… mai stato contrario anzi.
Voglio un Paese in cui:
CHI VUOLE RESTARE DE FACTO RESTI DE FACTO, ESSENDO TUTELATO
CHI VUOLE UN RICONOSCIMENTO ALTERNATIVO ABBIA TALE RICONOSCIMENTO
CHI VUOLE UNIRSI IN MATRIMONIO SI POSSA UNIRE IN MATRIMONIO
Massima libertà per tutti e per tutte, senza assurde barriere tra etero e gay!
inca
23 feb 2010 - 01:33 - #39@ breather
non penso che i portoghesi abbiano ottenuto quello che hanno ottenuto perché avevano chiesto “tutto il pacchetto”.
non credo a una “lobby gay” portoghese così forte da aver determinato l’agenda politica.
più semplicemente sono stati fortunati ad avere un governo che in modo responsabile è riuscito in parlamento a far diventare legge alcuni diritti basilari di una parte dei cittadini che rappresentano. e non lo considero nemmeno un gran merito, perché era loro dovere farlo.
anche in spagna, se non avessero avuto una persona come zapatero, col cavolo…
breather
23 feb 2010 - 01:57 - #40@inca…
Guarda caso sia il movimento spagnolo sia quello portoghese prima di queste storiche conquiste hanno insistito per anni affinché il Parlamento approvasse l’apertura sia del matrimonio civile sia delle adozioni alle coppie omosessuali. E hanno coinvolto anche la magistratura e molti enti locali… vedasi il Comune di Lisbona che mesi fa ha emesso una risoluzione in favore dei matrimoni tra gay. Ora i gay e le lesbiche portoghesi stanno protestando per il mantenimento dell’esclusione dalla possibilità di adottare.
Da che mondo e mondo i diritti civili si conquistano, nessuno te li regala.
Sarebbe bello se fosse il contrario. Molto, troppo, bello per essere vero.
LordPISA
23 feb 2010 - 03:02 - #41Però posso darle ragione? Sono omosessuale e molte mie amiche lesbiche e amici gay non sono favoreli alle adozioni perchè hanno lo stesso pensiero della Clerici. Ovviamente il pensiero nasce dalla condizione nella quale si vive.
Ora non voglio difendere la Clerici ma capisco che possa avere amici che la pensano cosi. Ribadisco molti miei amici la pensano allo stesso modo.
.. Secondo me è l’Italia che non è ancora pronta. E’ il confronto tra bambini a scuola e in età adolescenziale che spaventa.
maxxroma
23 feb 2010 - 09:49 - #42Ma basta e finitela di dare sempre addosso a chi non la pensa come volete voi. Non vedo nulla di male nelle parole della Clerici. Dice il suo pensiero. Se volete che si viva in una società libera, dovete per primi rispettare la libertà di pensiero di tutti. Che sia a favore o meno. Capirei se le sue affermazioni fossero parole dure, contrarie alla libertà degli individui. Così non è. Esprime solo il suo pensiero. Dice matrimonio canonico, forse sbagliando, ma io capisco che si riferisce a quello religioso, anche perchè regolarizzare un unione equivale a darle lo status di matrimonio civile. Ricordiamoci che non possiamo pretendere che tutti la pensino come vogliamo noi, come piace a noi. Cosi facendo diventeremmo pure noi gay una specie di dittatura
Impertinente
23 feb 2010 - 09:50 - #43Voglio il matrimonio e le adozioni..senza se e senza ma!!!
lostday
23 feb 2010 - 11:35 - #44a me non frega nulla se si chiamerà matrimonio o se si chiamerà unione civile. L’importante è che mi fornisca gli stessi diritti di una coppia etero che si sposa in comune.Secondo me nel dibattito in Italia è sempre stato sbagliato considerare le coppie gay alla stessa stregua delle coppie di fatto etero perchè loro le alternative ce le hanno (matrimonio religioso + matrimonio civile),noi no!!
breather
23 feb 2010 - 12:48 - #45A me invece importa. Importa eccome.
Essere partnerizzato o unito non è la stessa cosa di unito in matrimonio, sposato.
Nessuna parità di conseguenze legale rimedia questo fatto.
Esiste un legame laico che conferisce un riconoscimento unico: il Matrimonio Civile.
La si finisca di escludere gay e lesbiche dal Matrimonio Civile.
@maxxroma… le sue parole sono contro la libertà mia e di qualsiasi altro gay o lesbica di vivere una vita effettivamente libera dalla discriminazione; se si è contro la libertà di gay e lesbiche di sposarsi, di costruirsi una famiglia con figli si è contro il rispetto della libertà di gay e lesbiche.
Quei giustificazionismi sono del tutto ridicoli, è una cosa assurda.
wiser
23 feb 2010 - 13:14 - #46@maxxroma: ognuno può avere una sua opinione, ma se questa è discriminante nei confronti di determinate persone bisogna essere pronti a riceverne le conseguenze. Non è come se la Clerici avesse detto “A me piace il bianco” e gli altri le vanno addosso solo perché preferiscono il nero. Qui si tratta di rispetto, di diritti, di eguaglianza, di superamento della discriminazione, e se permetti sono cose ben diverse.
stupita
23 feb 2010 - 18:17 - #47questi vip hanno rotto i cosiddetti…. e la televisione non si può più guardare, e soprattutto non è possibile che i personaggi tv siano così importanti nella comunicazione di un pensiero, così importante come la convivenza riconosciuta di qualcuno o la decisione di avere dei figli. basta basta basta. spegnamo le tv!!
inca
23 feb 2010 - 21:51 - #48@ breather
sì breather in un qualche modo i diritti si conquistano, cercando di fare in modo che la maggioranza della popolazione sia pronta a farli propri.
ma è un dato di fatto che le agende politiche sono fatte dai politici che portano le proposte in parlamento, sicuri di una maggioranza che le faccia passare. non è così scontato questo passaggio. in nessun paese democratico.
Tylerz
26 feb 2010 - 14:42 - #49Rispettate le opinioni degli altri. Nn ha mica detto che nn sopporta i gay. W ANTONELLA CLERICI
http://www.facebook.com/group.php?raa6bdaa3&gid=44249857678&refid=46