
Esultano le organizzazioni glbt italiane e con loro quelle europee. Da Strasburgo arrivano notizie confortanti sulla nuova Commissione UE che dovrà svolgere importanti compiti di rappresentanza e di linee di condotta per i paesi membri. A presiederla Josè Manuel Barroso, confermato nell’incarico, che resterà in carica fino al 2014. Sarà invece una donna, la lussemburghese Viviane Reding, già Commissaria con Prodi e nella prima Commissione Barroso, a ricoprire la carica di vice presidente e ministro della Giustizia. Ad aiutare la Reding ad essere scelta per le due importanti cariche, oltre alla sua riconosciuta esperienza politica e diplomatica, le sue posizioni assolutamente irrinunciabili e chiare contro le discriminazioni. Ha dichiarato la nuova vice presidente e ministro della Giustizia:
“L’obiettivo di creare uno spazio europeo dei diritti fondamentali coeso e coerente, implica che i tre sistemi di diritti fondamentali di cui dispone l’Unione (Carta dei diritti fondamentali, Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali e i Diritti fondamentali garantiti dalle costituzioni degli Stati membri) operino insieme con efficacia, si integrino e si corroborino l’un l’altro nell’interesse del singolo […] È inoltre mia intenzione garantire che l’Europa disponga di una strategia politica moderna e coerente che combatta le discriminazioni fondate sul sesso, la razza o l’origine etnica, la religione o le convinzioni personali, la disabilità, l’età o l’orientamento sessuale”.
Ma la Reding non sarà sola in quel parterre di garanzie che l’Europa si è data, nonostante alcune posizioni di paesi membri, come l’Italia che ha lasciato alla ventura ogni diritto contro le discriminazioni verso gay, lesbiche, transessuali, e altre minoranze. A rafforzare e compiacere le comunità glbt del Vecchio Continente, è l’elezione della britannica Catherine Ashton, 54enne laburista, a super Ministro degli Esteri dell’UE. La nobildonna in patria si era battuta e continua a farlo, per sconfiggere ogni discriminazione verso le persone omosessuali, grande sostenitrice delle associazioni come Stonewall e ferma assertrice dei diritti glbt. Nel 2006 la premiarono come “Politico Gayfriendly dell’anno” proprio quelli di Stonewall, la più battagliera e rappresentativa organizzazione glbt del regno di Sua Maestà.
L’elezione della Reding come quella della baronessa inglese Ashton, è stata salutata dal segretario nazionale di Arcigay, Riccardo Gottardi:
“Esprimiamo la nostra soddisfazione per queste prese di posizione e auspichiamo un impegno sempre più deciso dell’Unione Europea per garantire il rispetto dei diritti fondamentali e una reale uguaglianza per tutte le persone omosessuali, bisessuali e transgender europee e per le loro famiglie. Solo se l’Italia riconoscerà quei diritti già garantiti in altri Paesi potrà davvero dire di essere in Europa”.
Probabilmente chi, dopo le elezioni europee che aveva visto il trionfo di molte destre, pensava che i diritti, anche quelli delle minoranze sessuali, potessero essere messe in secondo piano, a favore di scelte autoritarie e discriminanti, dovrà ricredersi. Certo, oggi il ruolo degli organismi europei è più simbolico che non di effettiva responsabilità e di obbligo per tutti gli Stati membri. Ci vorrà del tempo politico e il desiderio di spogliarsi di tutti gli egoismi di patria, ma i compiti della nuova Commissione UE restano importanti per l’avvio di una nuova fase europeista.
Sperando che l’Italia, libera da vincoli clericali e da spocchie personali, si dica Europa anche in termini di difesa e tutela delle persone glbt, cittadini italiani ed europei a pieno titolo.
Foto | fnarchia22
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