Aggredito a Udine un assessore gay

Enrico Pizza Ennesimo episodio di omofobia, questa volta ai danni di un assessore friulano, Enrico Pizza, omosessuale dichiarato, cofondatore udinese della sezione Arcigay della città. Secondo quanto dichiarato dall'interessato e riportato dalla stampa locale, Pizza sarebbe stato preso di mira, mentre passeggiava nel centro del capoluogo friulano assieme al suo compagno, da tre individui che lo hanno insultato e aggredito. L'aggressione avrebbe potuto avere risvolti più seri se non fosse intervenuto un conoscente della coppia che ha sedato gli esagitati animi degli aggressori.

Enrico Pizza è un politico navigato e un bravo militante del movimento omosessuale. Quando fu eletto consigliere comunale a Udine, Arcigay salutò l'evento come un passo positivo per una città, Udine, fino ad allora tacciata di provincialismo acuto. Enrico Pizza era uno dei cinque amministratori locali italiani dichiaratamente omosessuale, militante, figura fondatrice di Arcigay in quella città. Era il 2003 e in quella occasione Pizza aveva fatto capire alla città le sue intenzioni in materia di diritti civili, tanto che attualmente ricopre la carica di assessore alla mobilità, spendendosi per la sua città e per la comunità glbtq. Quando approdò alla politica, dopo la sua elezione in Comune dichiarò:

Intendo portare in politica lo stile e l'energia del volontariato. Un modo di procedere pulito e basato sul dialogo e sull'ascolto. Nei regolamenti amministrativi occorre che ci sia pari dignità per tutte le forme di famiglia e che si evitino le discriminazioni verso le coppie di fatto, etero o gay che siano: nelle assegnazioni delle case popolari, come in tutti i regolamenti in cui compare il termine "famiglia", dev'essere inteso nella sua accezione più ampia. Mi batterò perché si arrivi davvero a quella società aperta di cui tutti si sono riempiti la bocca in campagna elettorale. Ma questo non vale solo per i gay: penso anche alle minoranze religiose o etniche. Non sono in Consiglio per difendere i diritti di alcuni e basta, ma ritengo che una città che tutela i diritti anche dei pochi sia una città più giusta per tutti. Non faccio crociate per i gay, ma a difesa dei tanti "pochi".

Una battaglia partita da molto lontano, dalle difficoltà incontrate nell'adolescenza, dagli episodi spiacevoli, sempre troppi per essere digeriti. Ma ora è acqua passata.

Il coraggio crea sempre rispetto: più ho dimostrato di avere coraggio, più sono stato rispettato. Questo non vuol dire che sia arrivato gratis dove sono, ma con una profonda decisione. Nel dire: "Io sono così e mi piaccio".

Dopo i tanti fatti delittuosi verso le persone glbtq che aveva tenuto banco nelle cronache nazionali dei mesi scorsi, le tante aggressioni vili, pensavamo ad una tregua, ad un momento il più lungo possibile, in cui la ragione e il rispetto civile si fossero fatte insegnamento contro la stupidità e l'odio omofobo. Pare, e ahinoi è così, che quell'odio, quel virus infettato di odio irrefrenabile verso gli omosessuali non sia stato debellato e serve ancora tanto lavoro, tanta pazienza, tanto impegno per continuare a chiamarci società civile. Non sappiamo se dietro l'aggressione a Pizza ci sia un risvolto meramente politico o sia una vera e propria aggressione a sfondo omofobo. In entrambi i casi, la violenza esercitata non può avere comprensione, non può essere esercitata senza la nostra ribellione.

Il diritto alla propria omosessualità, il diritto a vivere serenamente la propria condizione sessuale deve essere per tutti un diritto universale. Cessi questo odio, questa persecuzione, questa malsana voglia di sentirsi superiori e capaci di gettare nella polvere chi è diverso da una "normalità" sempre più falsa e stupida.

Via e Foto | Il Giornale del Friuli /a>

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