
Tornano le polemiche, gli articoli di giornale, le proteste in Rete sulle dichiarazioni anti-gay di vescovi cattolici, di siti cattolici tradizionalisti, di ambienti clerico-conservatori. Stavolta, ci racconta Repubblica, un vescovo emerito (cioè in pensione), monsignor Simone Scatizzi, ha tuonato dalle colonne di Pontifex, sì ancora lui, il sito dei conservatori cattolici sempre attenti - in modo quasi ossessivo - al mondo gay.
Secondo Scatizzi i “gay conclamati” non dovrebbero ricevere la comunione perché sono “in stato di disordine” e darebbero “grande scandalo”. Sinceramente in queste parole non mi sembra di vedere nulla di nuovo, anzi è l’ennesimo ritornello trito e ritrito, condito dal pietismo e paternalismo per cui
“con gli omosessuali è necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo è Dio, pertanto sulla Terra nessuno è autorizzato ad emettere sentenze”
In effetti non c’è notizia, non c’è nessuna novità. Già alcuni anni fa, quando mi ostinavo a frequentare le chiese, alcuni sacerdoti, poco dopo l’elezione di Papa Ratzinger, si rifiutarono di darmi l’assoluzione perché convivevo con un uomo: uno dei motivi che alla fine mi hanno spinto ad abbandonare la chiesa cattolica.
La domanda che dovremmo porci, forse, è un’altra e la rilancia in qualche modo anche Sciltian: perché i gay dovrebbero voler fare la comunione e perché dovrebbero lamentarsi se la chiesa gliela vieta?
In fondo le regole interne alla chiesa sono affar loro e dovrebbero riguardare, semmai, i gay credenti; esattamente come i divorziati non cattolici non dovrebbero interessarsi al divieto di comunione, che è un fatto della chiesa. Se il popolo cattolico sarà in grado di modificare i suoi pastori, propri pure a farlo; ma questa non è una battaglia civile di tutta la società. Sarebbe come imporre ai musulmani di far entrare le donne in minigonna dentro una moschea.
Le prese di posizione come quelle di Scatizzi sono sacrosante e benedette, perché mostrano come sia incompatibile l’insegnamento della chiesa con la società civile: al suo interno può decidere ciò che vuole (per esempio discriminare le donne e impedire loro di celebrare la messa), ma i suoi dogmi non sono accettabili a livello di leggi dello stato.
Forse i gay dovrebbero far propria la massima di Groucho Marx: “Non farei mai parte di un club che mi accettasse come socio”.
poisoned
06 feb 2010 - 09:59 - #1Attenti a quando pronunciate il cognome del vescovo dopo aver letto l’articolo. Potrebbe uscirvi uno “Sticazzi!”!
Comunque vorrei far notare come tutte queste uscite provengano da preti/vescovi abbastanza anziani. Penso che le prossime generazioni del clero siano/saranno diverse, sempre che non vengano afflitte dalla smania di finire sui media. Per quelli si dice di tutto.
J_Lou
06 feb 2010 - 10:04 - #2Forse i Gay dovrebbero far loro un altro principio, ovvero ” non vorrei mai far parte di un club che non mi gradisce. Chi non mi rispetta non mi merita” . Per quel che mi riguarda la comunione possono tranquillamente tenersela , ammesso e non concesso che un giorno si debba dar conto di ciò che si è fatto, in bene ed in male, nella propria vita terrena, non penso di esser messo peggio di questi personaggi che hanno fatto dell’intolleranza e del pregiudizio regola di vita. Alla faccia dei valori cristiani di amore e solidarietà.
anchor
06 feb 2010 - 10:12 - #3Ma chi la vuole la loro comunione…
Gan1
06 feb 2010 - 11:21 - #4“Abusi sessuali sugli studenti, pressioni per sedute di masturbazione, stupri segreti nei sotterranei degli istituti. Per anni, forse per decenni, alcune delle più prestigiose scuole superiori private cattoliche in Germania sono state il luogo dell’orrore, la stanza chiusa in cui forti della loro autorità sacerdoti, insegnanti, organisti hanno distrutto l’animo degli adolescenti che avevano il compito di istruire. Per anni le vittime hanno taciuto, chiuse nel pudore, nel dolore e nella vergogna, o piegate dalle pressioni dei loro carnefici. Adesso il muro d’omertà è caduto, e quella realtà celata per anni viene narrata ogni giorno dai media tedeschi.”
http://www.repubblica.it/esteri/2010/02/05/news/germania_abusi_preti_studenti-2201355/
Replica
davide_ps
06 feb 2010 - 13:17 - #5Beh, se la rilancia Sciltian, un vero opinion maker, allora è una proposta davvero valida.
Fuffa.
mara11
06 feb 2010 - 13:23 - #6“Le prese di posizione come quelle di Scatizzi sono sacrosante e benedette, perché mostrano come sia incompatibile l’insegnamento della chiesa con la società civile”….. Questo è solo un commento molto lontano dalla realtà…
_giuseppe
06 feb 2010 - 13:41 - #7Prego notare l’aggettivo “conclamati” che dice tutto: dice che se uno si tiene nascosta l’omosessualita’ la comunione puo’ anchge prenderla, ma guai a prenderla se sei dichiarato perche’ la verita’ e’ che li metteresti in imbarazzo. Cioe’ siamo di fronte a un’atteggiamento da comari di paese, altro che spiritualita’ e massaggio evengelico! se dio esistesse si farebbe una grossa risata dell’atteggiamento di questo quaquaraqua’
wiser
06 feb 2010 - 14:51 - #8Diciamo che in linea teorica condivido l’articolo di Sciltian, però è un articolo che si basa molto sul paradosso e va preso per quello. La realtà è che è scandaloso che chi si autoproclama difensore della pace e della fede e che sostiene l’inclusione, sia invece la prima istituzione che separa, esclude e discrimina.
Certo, alla fine sono affari loro, le regole le fanno loro e chi è contro dovrebbe avere il dovere morale di uscirne, e invece molta gente continua ad attaccare il papa e relative istituzioni, salvo poi continuare a definirsi cattolico e magari celebrando battesimi, comunioni e matrimoni in chiesa. Questo ritengo sia un atteggiamento da combattere, perché a mio avviso ritengo la coerenza un valore molto importante. Ci si può definire tranquillamente cristiani e credenti in dio senza dover essere per forza cattolici, perché appunto cattolici significa aderire completamente ai dogmi della chiesa cattolica.
torakiki
07 feb 2010 - 12:16 - #9dimistrazione dle fatto che la chiesa è piena di repressi, pedofili e violenti! In nome di Dio ti violentano nei modi + barbari, ti piegano al loro potere e ti costringono al silenzio. La Chiesa compra il silenzio, i corpi dei giovani studenti (magari anche etero che violentati diventano omofobi) … e lo può fare perchè ha troppo potere.
Io credo che se non ci fosse questo suo strapotere … le denunce fioccherebbero e sarebbe molto + diffcile per loro insabbiare tutto con qualche consistene assegno e stupido e irrisolutivo trasferimento.
torakiki
07 feb 2010 - 12:16 - #10Ah niente comunione ai gay? ma meno male … ma chi cid eve andare in chiesa a quelle condizioni. Il rapporto con Dio è diretto … non serve il benestare del prete omofobo/represso/pedofilo!