"Contaci" Campagna per il censimento sulle coppie di fatto omosessuali

pubblicato: venerdì 05 febbraio 2010 da mario cirrito in: Movimento Camp Attack Famiglie


Per la verità non è la prima volta che qualcuno, forte della sua prerogativa, prova ad eliminare porzioni di verità su quella che è la popolazione italiana, sulle nuove formazioni familiari, sulla comunità omosessuale e transessuale , sui gusti e sulla vita degli stessi. Chi dovrebbe ascoltare, registrare e pubblicare, lascia che quella porzione di società importante crolli nell’oblìo del nulla, della dimenticanza delle insolubili negazioni. Il bigottismo si annida spesso dove non dovrebbe esserci o dove non esiste ragione per alimentarlo. Stiamo parlando dell’Istat, l’Istituto Nazionale di Statistica che nella precedente rilevazione del 2001 diede la possibilità alle coppie gay, lesbiche e transessuali che formavano famiglia, di contarsi. Poi, al momento di rendere pubblici i dati, non venne fuori nulla. Quelle informazioni sparirono.

A chiedere ora che quel brutto pasticcio non si abbia a ripetere, dopo un altro invito della Voce è il portale “Gay.it” che ha lanciato la campagna Contaci: un appello alla dirigenza Istat al quale hanno già dato la loro adesione numerose personalità della cultura e dello spettacolo e qualcuno della politica, come Maurizio Costanzo, Daniele Scalise, Enrico Oliari, Sergio Rovasio e tanti altri. Ma serve anche quella nostra e vostra. In questi mesi, l’Istat, sta preparando i questionari da sottoporre a tutti i cittadini presenti nel nostro territorio, in vista del nuovo censimento che si svolgerà il prossimo anno. Dice Alessio De Giorgi, direttore di Gay.it

“Le coppie gay e lesbiche rappresentano un fenomeno sociale e il compito dell’Istat è proprio quello di prendere atto e di rilevare i fenomeni sociali. La statistica è una scienza e come tale deve essere imparziale e stare alla larga dalle valutazioni che delle coppie omosessuali danno parti politiche, concezioni etiche o fedi religiose, per quanto importanti possano essere”.

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Contarsi non è una semplice questione di numeri, se l’Istat assolverà al suo compito con dovizia e realtà, emergerà in tutte le sue ragioni, uno spaccato dell’Italia ancora sommerso e si potrà ragionare con la politica e la società civile in una nuova forma più coerente e veritiera: ovvero che le coppie di fatto omosessuali e transessuali in Italia hanno numeri interessanti e importanti; che non si può più alzare le spalle con noncuranza di fronte ad un fenomeno che diventa anch’esso società civile.

Molti di questi nuclei familiari hanno, nella loro esistenza affettiva, figli nati da precedenti relazioni affettive o attraverso la procreazione assistita. Sono creature senza riconoscimento, senza Stato, senza un diritto in uno Stato che dovrebbe assicurare diritti uguali per tutti.

“Questa volta - si legge nel testo dell’appello - non accetteremo che i nostri rapporti d’affetto vengano declassati: se la politica non vuole darci il matrimonio ponendo il nostro paese in grave ritardo rispetto a tutti gli altri Stati europei, che almeno l’Istituto di Statistica ci consideri per quello che siamo: coppie, coppie di fatto”.

Ecco allora la necessità del nostro e vostro impegno, aderendo a questa nuova campagna di civiltà e di diritti. Qui potrete firmare l’appello sperando che ci sia ascolto e iniziare a dare luce a molte nostre realtà e vite.

Foto | Gay.it

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di wiser

    wiser

    05 feb 2010 - 15:38 - #1
    0 punti
    Up Down

    Ho firmato :)

    Sperando che stavolta non declassino le famiglie omosessuali a rapporti tra anziano e badante e roba simile.

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