Colin Firth ritorna sul discorso attori gay e coming out. Agli inizi di dicembre aveva affermato che Hollywood limita il coming out. Ora sostiene che gli attori che si dichiarano apertamente rischiano di non essere scritturati:
“Ci sono dei rischi per gli attori omosessuali che fanno coming out. Se sei considerato eterosessuale e in un film interpreti un gay, tutti ti lodano. Ma se sei omosessuale e ti proponi per il ruolo di un eterosessuale non verrai scelto. Stesso discorso se un attore gay vuole interpretare un personaggio omosessuale. [Nel cinema] ci sono ancora confini invisibili che sono invalicabili [per gli omosessuali dichiarati]”.
La situazione è, sinceramente, abbastanza triste: personalmente valuto un attore per come recita, non per chi si porta a letto. In questo campo, comunque, le opinioni degli stessi attori gay sono molto disparate: da un lato abbiamo Rupert Everett che sconsiglia di fare coming out, dall’altro abbiamo Ian McKellen che esorta a dichiararsi. Chissà se mai arriverà il giorno in cui se uno è gay o meno interesserà poco al mondo del cinema?
Mauriccio
02 feb 2010 - 17:14 - #1E’ vero che Ian McKellen ha invitato gli attori a fare coming out, ma per dare comunque un aiuto ad abbattere quel clima di pensiero e quelle barriere denunciate da Rupert Everett e anche da Colin Firth, quindi nei fatti le tre dichiarazioni non sono contradditorie
lostday
02 feb 2010 - 17:53 - #2però l’attore di How I met your mother interpreta sempre lo “sciupafemmine”…nonostante sia gay…
boh..secondo me ci sono un po’ di pregiudizi..ma Rupert Everett forse non lavora perchè non è mai stato un granchè…
Mauriccio
02 feb 2010 - 19:57 - #3Come si suol dire una rondine non fa primavera.
albertus
03 feb 2010 - 00:46 - #4Ma se sapevano tutti che il bellissimo sciupafemmine Rock Hudson era gay! Eppure e stato sempre amato e rispettato…