È bastata una semplice intenzione a redimere, in caso di vittoria, la questione sulle coppie di fatto, che i suoi stessi alleati le si sono rivolti contro ricordandole che non è nelle intenzioni del centrodestra porre mano alla delicata vicenda. Ma forse non basterà a calmare i bollori pre elettorali. Lei, Renata Polverini, affascinante segretaria dell’Ugl, sindacato almeno nelle intenzioni vicino al Pdl, e concorrente assieme alla radicale Emma Bonino per la poltrona a governatore del Lazio, non si è lasciata sfuggire l’occasione per trovare un misurato dialogo con chi forse non l’avrebbe votata proprio per la chiusura del Pdl in materia di diritti civili omosessuali. Scrive sul suo blog la candidata, irritando i suoi sostenitori e gli avversari.
“Sono favorevole a normare le unioni di fatto, a patto di non produrre un matrimonio di serie B. Allo stesso tempo sono convinta che diritti e doveri reciproci debbano essere riconosciuti alle coppie che vivono fuori del matrimonio”.
“Ma si è resa conto che è la candidata del Pdl?”, ha chiosato il dipietrista Stefano Pedica. Più ferma e irritata la posizione dell’ex governatore Storace: “Non c’è nel programma elettorale”. Da parte sua anche il sindaco Alemanno alza i toni della polemica:
“Queste sono materie che non competono né alla Regione né al Comune, ma al governo e al Parlamento e quindi penso sia inutile discuterne all’interno del programma regionale. Le mie posizioni sono note, io sono contrario a questa ipotesi”.
Cosa accadrà ora? Probabilmente la debole ma importante apertura da parte della Polverini verrà assorbita da altre, nuove priorità e silenziata dagli organi centrali Pdl. Il tema, del resto, sembra appartenere più alla Bonino che non alla sindacalista Ugl.
Nelle prossime settimane, quando la campagna elettorale entrerà nel vivo e ci metteranno la faccia anche i dirigenti nazionali delle due postazioni politiche, i diritti civili, le questioni di difesa omosessuali, diventeranno un puntino in un’oceano di proposte sull’occupazione, sul traffico e sui mille mali endemici della capitale. Starà, in qualche modo, alle organizzazioni omosessuali presenti nel territorio fare in maniera che le due contendenti tornino sui temi a noi cari. E non basterà una semplice intenzione di voto e di appoggio all’una o all’altra candidata perché la vasta comunità glbtq romana intende avere risultati visibili e non più semplici promesse accantonate il giorno seguente alla vittoria.
È una buona premessa il fatto che siano due donne a candidarsi al governo di una regione importante come il Lazio. Le donne, in politica, sanno fare meglio degli uomini e con minor danni, e con una visione delle cose più realiste. La Regione Lazio esce da anni di contumelie sulla Sanità e su molti altri problemi e scandali che ne hanno minato l’operosità.
Probabilmente Emma Bonino saprà parlare meglio ai nostri cuori di quanto non sia nelle intenzioni della sua rivale politica. I Radicali, non da oggi, sono stati portabandiera dei diritti negati e i primi fermenti omosessuali sono nati proprio sotto l’egida radicale. Qualcosa vorrà dire!
Renata Polverini, da parte sua, sembra mossa da buone intenzioni, anche se nello specifico i diritti alle coppie di fatto sono così deboli da non apparire una carta vincente per avere il voto omosessuale. Roma, per la città complessa che è, necessita di molte attenzioni, figurarsi l’intera regione. Chiunque dovesse vincere la battaglia elettorale regionale non può dimenticare che andrà ad amministrare anche in nome e per conto della comunità glbt. Starà poi alla loro sensibilità di donne e di politiche metter mano alle tante questioni che ci appartengono. O come spesso succede, dimenticarsi di noi. Ma, credo, una delle due non lo farà.
Foto | Camelotdestraideale.it
Atena
02 feb 2010 - 13:22 - #1Il PDL non farà mai qualcosa di concreto per le unioni civili. Non lo fa a livello nazionale, figuriamoci a livello regionale. La Polverini non avrà il mio voto.
lostday
02 feb 2010 - 14:07 - #2Io stimavo la Polverini ben da prima di questa dichiarazione!La Bonino è + utile in parlamento.
zon-venerdi
02 feb 2010 - 15:11 - #3solo propaganda elettorale …
wiser
02 feb 2010 - 15:13 - #4Come ho scritto nel post precedente, questa è propaganda spiccia. La Polverini all’inizio della campagna elettorale ha detto di essere completamente contraria a qualsiasi riconoscimento per le coppie che non siano sposate ed eterosessuali, ma era prima che la Bonino (avversario forte) diventasse la candidata ufficiale del PD. La politica della destra (e questo si è visto anche col famoso spot anti-omofobia) è rispettare la PERSONA gay ma non la COPPIA gay, inutile che ci provano per accaparrarsi qualche voto in più.
Gan1
02 feb 2010 - 16:46 - #5La dichiarazione è quanto mai ambigua. Cosa vuol dire “normare le unioni di fatto, a patto di non produrre un matrimonio di serie B”? Che è favorevole al matrimonio di serie A anche per i gay, o che pensa ad un pasticcetto tipo DiDoRe escludendo qualsiasi altra ipotesi? Personalmente, temo sia più concreta la seconda ipotesi.
miradapositiva
02 feb 2010 - 20:38 - #6Bonino vs Polverini.
Ma avete anche dei dubbi su chi votare???
loran
03 feb 2010 - 11:58 - #7Praticamente non ha detto nulla, e quando sia a destra che ha sinistra si parla di normative, di regolarizzazioni delle coppie di fatto è ormai chiara l’intenzione a non agire in alcun modo.
Ormai le persone omosessuali devono chiedere il MATRIMONIO, e usarlo come voto di scambio prima con le varie associazioni glbt che ancora tentennano e si fanno la guerra tra di loro, e poi ai politici nelle elezioni.
wiser
03 feb 2010 - 13:45 - #8D’accordissimo con loran. E’ vero che in Italia siamo indietro, ma il mondo va avanti, siamo nel 2010 e non possiamo stare ancora a elemosinare registri di coppie e balle varie, dobbiamo puntare al MATRIMONIO e usarlo come voto di scambio. Chiedere il massimo per ottenere almeno un qualcosa di consistente, piuttosto che chiedere una mezza cosa e ottenere ZERO come è stato sinora. E chi ci rifiuta, be’ .. non avrà il nostro voto!