A marzo la Corte Costituzionale dirà la sua sui matrimoni gay

pubblicato: lunedì 01 febbraio 2010 da mario cirrito in: Movimento Nozze e dintorni Famiglie Mondo

A marzo la Corte Costituzionale dirà la sua sui matrimoni gay

Il mese prossimo, il 23 marzo, la Corte Costituzionale si pronuncerà sulla legittimità del rifiuto delle pubblicazioni matrimoniali ricevuto da alcune coppie di persone dello stesso sesso che avevano avuto dal loro Comune il diniego. Lo ha annunciato al Terzo Congresso Nazionale di Certi Diritti, conclusosi ieri a Firenze, l’avvocato Antonio Rotelli. Sarà un momento importante per le coppie che in questi anni e mesi si sono recati nei propri comuni di residenza e hanno chiesto al loro primo cittadino di avere pari dignità delle altre coppie che possono accedere all’istituto matrimoniale. E sarà un momento importante per tutte le organizzazioni glbtq che si battono per i diritti civili negati agli omosessuali in questo paese.

Probabilmente, se la Corte non dovesse dare un responso positivo, la parola passerà all’Europa, ma è meglio attendere serenamente il giudizio del 23 marzo. Intanto prosegue lo sciopero dell fame della coppia gay di Savona che ha chiesto il riconoscimento della loro unione e prosegue la battaglia di altre coppie gay e lesbiche che non si sono arrese al diniego dei propri sindaci. Una battaglia di civiltà quella intrapresa da questi nuclei familiari, favorita dall’ultimo Rapporto Eurispes.

I giudizi positivi sul riconoscimento giuridico per le coppie di fatto, cominciano a entrare nella cultura del nostro paese, troppo spesso intasato e bloccato da quel che vuole la gerarchia ecclesiastica e mai dalle giuste aspirazioni di molti suoi cittadini.

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L’Europa, in questi anni, si è dotata di normative nuove, studiate e attuate per difendere le coppie di fatto omosessuali, attraverso il matrimonio o altri istituti di tutela. L’Italia è rimasta a guardare se non a giudicare pesantemente le scelte di questi paesi. L’Europa delle società, delle economie, delle responsabilità comuni si è frantumata da noi nel momento in cui si trattava di affrontare argomenti e temi di diritti civili che riguardavano e riguardano la comunità glbtq. L’unione tra persone dello stesso sesso è diventato ostacolo e diatriba politica, spesso con una regia occulta d’Oltretevere.

Probabilmente la matrimonialità tra individui dello stesso sesso è vista da molti nostri politici come un ostacolo alla naturale formazione di altri nuclei familiari, mentre ogni esperienza e vicenda in merito raccontano società più ricche, democrazie più liberali che aiutano a combattere maggiormente altre discriminazioni e omofobie.

Vedremo come andrà a finire.

Foto | aSILVA

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di wiser

    wiser

    01 feb 2010 - 15:34 - #1
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    Speriamo bene. Dita incrociate!

  • Profilo di noncenepernessuna

    noncenepernessuna

    01 feb 2010 - 15:53 - #2
    1 punto
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    Dare la possibilità alle coppie gay di sposarsi non è un ostacolo alla formazione di una famiglia. Non è che se non possono sposarsi con lo stesso sesso allora diventano etero e fanno figli!!!!! Anzi agevolando il matrimonio gay con relativa adozione si formeranno nuove famiglie. Ma in Italia è tutto così difficile: anche per un single è impossibile adottare un bambino. Chiunque sia in grado di dare amore può adottare un bimbo….Comunque tornando al 23 marzo: INCROCIO LE DITA ANCHE IO!!!!!

  • Profilo di wiser

    wiser

    01 feb 2010 - 16:19 - #3
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    “Non è che se non possono sposarsi con lo stesso sesso allora diventano etero e fanno figli!”

    Hai colto perfettamente il punto. Sono convinto che, al di là di chi dice NO per motivi politici (non inimicarsi il Vaticano), c’è gente ignorante che veramente la pensa così…

  • Profilo di loran

    loran

    01 feb 2010 - 16:52 - #4
    1 punto
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    Infatti la dimostrazione che le unione fra persone delle stesso sesso non danneggiano la famiglia tradizionale in alcun modo è la Francia dove anche se ci sono i pacs da diversi anni, grazie ad aiuti concreti alla famiglie e ai lavoratori si è verificato un significativo incremento delle nascite.

  • Profilo di the-ant

    the-ant

    01 feb 2010 - 17:17 - #5
    1 punto
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    Mi piacerebbe tanto leggere delle maggiori organizzazioni GLBT che organizzano un presidio, un comunicato congiunto, una serata in discoteca… insomma qualunque cosa, in prossimità del 23/03.
    PER INFORMARE la gente di questa data e del perché questa attesa sia importante, PER SOSTENERE l’iniziativa della Rete Lenford e per SOLIDARIZZARE nel frattempo con Manuel e Francesco qualunque siano le loro richieste.
    Sarebbe un bel segnale. Una inversione di tendenza…

  • fabio nolli

    01 feb 2010 - 18:16 - #6
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    le ass.ni? mah, se avranno finito di ingozzarsi di carbonare o di invitare showgirl bollite che parlano male dei fròci FORSE troveranno tempo per fare qualche comunicato stampa dopo la sentenza (se positiva, come spero!) per dire che è una loro vittoria e bla bla bla..

  • Profilo di wiser

    wiser

    01 feb 2010 - 18:36 - #7
    1 punto
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    loran, ti quoto nuovamente.

    Questa gente deve capire che i gay e le lesbiche non vogliono togliere niente a nessuno, anzi. Personalmente io auspico a un’azione politica che tuteli maggiormente le famiglie con figli, attraverso l’istituzione di nidi aziendali, maggiori aiuti e sgravi fiscali etc.
    Parlano tanto di famiglia tradizionale, e poi l’Italia è nelle ultime posizioni per quanto riguarda gli investimenti sulla famiglia e le tutele delle donne madri e lavoratrici. Al contrario la Svezia, paese dove da tempo i diritti dei gay sono tutelati e oggi si possono sposare persino in Chiesa (chissà cosa ne penserebbe “quella” showgirl!) le famiglie con figli sono estremamente aiutate e tutelate.

  • Mauriccio

    01 feb 2010 - 18:40 - #8
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    Io prevedo che sarà comunque una mossa suicida! l’Italia non è ancora pronta, almeno no finché non sarà il parlamento ad approvare una legge in tal senso!
    Se la Corte costituzionale dovesse dir di no, ci troveremo di fronte all’impossibilità di chiedere ogni tutela, perché per questa - sosterranno - ci vorrà una modifica costituzionale.
    Se dovesse dir di sì (cosa altamente improbabile), immediatamente si muoverà un fronte politico di matrice cattolica, ma non solo, per modificare la Costituzione e mettere l’aggiunta “tra uomo e donna”; modifica costituzionale che passerebbe senz’altro con un’ampia maggioranza.

  • vegetarian

    01 feb 2010 - 18:46 - #9
    1 punto
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    Non sono un esperto di diritto ma penso si otterrà una sentenza salomonica che rimanderà al parlamento la necessità di legiferare sul tema. Qualcosa tipo: sì la costituzione non lo vieta ma non c’è alcuna legge che lo permetta.

  • Profilo di wiser

    wiser

    01 feb 2010 - 18:55 - #10
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    Sì, la penso anch’io come vegetarian, e da un certo punto di vista mi auguro che accada questo, è il male minore, ahimé. D’altronde, se la Costituzione non fa esplicito riferimento al sesso dei coniugi, il codice civile è pieno di riferimenti alla coppia intesa come unione di due persone di sesso diverso, anche se cmq quest’ultimo si può modificare con molta più semplicità.
    Se la Corte Costituzionale dirà che il rifiuto è illegittimo, è cmq un primo passo, e d’altro canto non credo possa passare una modifica della Costituzione (che è cmq processo lungo e laborioso) in cui si palesi esplicitamente una discriminazione, perché l’Europa interverrebbe subito per sanzionare l’Italia, e non credo che il nostro Parlamento voglia altre beghe, più di quanto non ne abbia già.

  • Profilo di miradapositiva

    miradapositiva

    01 feb 2010 - 19:03 - #11
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    Mah vedremo….

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