Gareth Thomas: “Sono un giocatore di rugby. E sono gay”

pubblicato: sabato 19 dicembre 2009 da Robo

Gareth Thomas: â��Sono un giocatore di rugby. E sono gayâ��Pochi giorni fa Mauro Bergamasco affermava che nel rugby esistono gay anche se lui non ne ha mai conosciuti. Oggi Gareth Thomas, ex capitano del Galles, in forza ai Cardiff Blues, entrato nella storia del rugby gallese per essere stato il primo giocatore a tagliare il traguardo delle 100 caps, cioè delle presenze alle partite ufficiali della sua Nazionale, a 35 anni ha deciso di fare coming out:

Il rugby è lo sport più duro. Io sono un giocatore di rugby. E sono gay. Non voglio essere identificato come un giocatore omosessuale. Prima di tutto sono un giocatore di rugby. Sono un uomo. Il rugby è lo sport più duro, è il più macho tra quelli maschili. Questo regala un’immagine ai giocatori. Il rugby per molti versi è barbarico. Non avrei potuto fare coming out senza prima essermi affermato come giocatore e senza essermi guadagnato il rispetto sul campo. Il rugby era la mia passione, la mia intera vita e non ero pronto a rischiare di perdere tutto ciò che ho amato. Capita di essere gay: quello che faccio quando chiudo la porta di casa mia non ha nulla a che fare con ciò che ho conquistato in campo.

Gareth confessa di aver pensato anche al suicidio dopo che il suo matrimonio è naufragato: temeva di rimanere solo. Una paura che molti di noi si portano dentro e che, spesso, è il primo pensiero che provano gli etero quando ci apriamo con loro.

Prima ero convinto di poter nascondere nel mio profondo chi ero, sopprimerlo, ma poi mi sono reso conto che non potevo più ignorare la verità. È difficile essere l’unico giocatore di livello internazionale pronto a rompere il tabù. Guardando i numeri, non posso essere l’unico. Ma non ho notizia di altri omosessuali ancora in attività. Sarei felicissimo se, nell’arco di 10 anni, questo non fosse più un argomento da affrontare nello sport. Sarei felice se la gente dicesse: ‘E allora?’

Nel caso di Gareth Thomas esemplare è stato il comportamento del tecnico della nazionale Scott Johnson:

In qualche modo se ne era accorto. Mi ha portato in infermeria, ha chiuso la porta e io gli ho detto tutto. Dopo aver tenuto tutto segreto per tanto tempo, mi sono sentito sollevato. [Su consiglio di Johnson] l’ho detto a Stephen Jones e a Martyn Williams [compagni di squadra]. Ricordo che, mentre li aspettavo in un locale, ero terrorizzato e mi chiedevo cosa mi avrebbero detto. Poi sono arrivati, mi hanno dato una pacca sulla spalla e mi hanno detto: “Non ci importa. Perché non ce l’hai detto prima?”.

Thomas ha chiuso la carriera in nazionale dopo aver indossato la fascia di capitano nella Coppa del Mondo del 2007. Ci piacerebbe che queste non fossero notizie, ma parte normale della vita di ognuno di noi. Purtroppo sappiamo che ancora non è così. Speriamo che l’esempio di Gareth Thomas serva ad altri sportivi per “uscire allo scoperto”.

Foto | Daily Mail

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di cowish

    cowish

    19 dic 2009 - 17:56 - #1
    1 punto
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    un eccellente esempio e un discorso coerente e, personalmente, molto condivisibile. questo è un modello da seguire magari, decisamente nella direzione opposta alla caccia al gay a tutti i costi in ogni contesto. bisogna lavorare sul creare le condizioni per permettere a una persona di dichiararsi.

    e ce ne è da fare di lavoro! speriamo che questo esempio possa illuminare qualcuno. sia etero che gay!

  • Profilo di hellster-stern

    hellster-stern

    19 dic 2009 - 18:16 - #2
    2 punti
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    sì ottimo, ma un bell’esempio fino a un certo punto visto che è stato sposato fino a poco tempo fa, capisco che nello sport professionistico sia duro fare coming out ma nessuno gli ha messo la pistola alla tempia e chiesto di essere un maritino esemplare, mi immagino come si debba sentire la moglie visto che ha anche ammesso di averla tradita più volte.. cmq speriamo che incoraggi altri sportivi a venir fuori.

  • Profilo di loran

    loran

    19 dic 2009 - 20:37 - #3
    1 punto
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    Una gan bella persona.

  • glambertfan

    19 dic 2009 - 20:41 - #4
    0 punti
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    bell’esempio perchè finalmente ha fatto coming out, ma andare a dire L’ho fatto ora perchè prima sennò mi sarei giocato la carriera…bhe non mi pare il massimo…

  • Profilo di n-u-t-i-ni

    n-u-t-i-ni

    19 dic 2009 - 21:05 - #5
    0 punti
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    Facile però venire fuori quando oramai la tua carriera sportiva è agli sgoccioli.

  • Marikiko

    20 dic 2009 - 09:53 - #6
    2 punti
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    Si prospetta un futuro “roseo” per lui solo perchè si è dichiatato:
    1) Licenciamenti senza nessun motivo 2) Fischi e insulti dei tifosi 3) Calo di popolarità 4) Diffamazione 5) Sponsor che tagliano improvvisamente i rapporti 6) Proteste dei conservatori, mormoni, cattolici etc.. 7) Boicottamento dellla squadra in cui lui gioca

    Avete presente Mitchiam campione olimpionico, solo perchè dichiarato gay nessuna società gli ha fatto da sponsor, solo una ed e poco conosciuta?
    Non fa niente se sei un campione leggendario, non fa niente se sei altamente competente, non fa niente se sei nei primi posti in classifica, non fa niente se sei affidabile……basta che ti dichiari gay (uomo) e la tua reputazione andrà inesorabilmentre a rotoli.

    Per le lesbiche è diverso, ci sono tante giocatrici dichiarate ma la loro carriera sportiva non è affatto minata.

    LEVATEVI IL PROSCIUTTO DAGLI OCCHI!

  • glambertfan

    20 dic 2009 - 21:22 - #7
    1 punto
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    Due calciatrici lesbiche infatti sono solo state cacciate dalla loro squadra di calcio nemmeno un mese fa…ma finitela con sto vittimismo gay che è veramente ridicolo…fare le gare a chi è più sfigato mi sembra veramente infantile e stupido in una comunità in cui tutti siamo nella stessa barca.
    Ljundberg, un CALCIATORE, ha fatto coming out e non mi pare gli abbia fatto niente nessuno. Dipende tutto dal contesto in cui uno si trova e dalla mentalità della nazione per cui giochi.

  • Lelel

    23 dic 2009 - 16:39 - #8
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    Volevo segnalare, a proposito di Gareth Thomas, due articoli apparsi a firma di Duccio Fumero, giornalista e blogger di rugby. Uno sul suo blog, Rugby 1823, e uno su La Settimana Sportiva.

    http://rugby1823.blogosfere.it/2009/12/sportsocieta-gareth-thomas-sono-gay-e-ora-ho-il-coraggio-di-dirlo.html

    http://settimanasportiva.it/news/2009/12/pregiudizi-placcati

    Molto belli e molto interessante la discussione, nonostante i soliti idioti!

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