Witter Bynner, l'amore, il dramma e la rinascita

Witter Bynner fu un insegnante non comune, un poeta che seppe andare oltre le barriere culturali ed un uomo che amò perdutamente.

Witter Bynner

Poeta ed eminente studioso di letteratura cinese, Witter Bynner (1881-1968) fu anche un professore sui generis che amava tenere le sue lezioni all’aperto, ai piedi di alberi secolari. Lì le sue lezioni fluivano incantando i giovani studenti che per anni continuavano poi a scrivergli lettere, poesie e biglietti di ringraziamento. Fu tuttavia nel 1916 che Bynner incontrò quello che fu forse il suo più grande amore: il pittore svizzero Paul Thévenaz. Il giovane artista non solo lo amo perdutamente, ma gli aprì anche un mondo nuovo, mostrandogli un modo più aperto e disinvolto di vivere l’omosessualità. Un cambiamento radicale nella vita del professore che fino a quel momento aveva avuto un atteggiamento più “guardingo” nei confronti della propria sessualità.

Purtroppo la loro storia d’amore si interruppe bruscamente nel luglio del 1921 per la morte improvvisa e drammatica del giovane (si parlò di un'appendicite perforata). Bynner, disperato partì allora alla volta dell’Oriente, dove per mesi e mesi si dedicò anima e corpo allo studio della letteratura cinese, traducendo con l’aiuto di Kiang Kang-hu interi testi di poesia antica.

Una volta lasciata la Cina, il poeta decise di trasferirsi nel New Mexico. A Santa Fe con al fianco Walter Willard “Spud” Johnson, un ex studente di Berkeley, l’ex professore divenne centro e fulcro di un vivace cenacolo di artisti, capitanati dalla tempestosa Mabel Dodge Luhan. Leggendari i loro alterchi, le accuse al vetriolo che si lanciavano l'uno contro l'altra, ma che finivano però sempre con una plateale rappacificazione. Fu del resto proprio la Luhan a presentare Bynner e Johnson a Lawrence che lì immortalò poi come Owen e Villiers nel suo libro di viaggi “Il serpente piumato”.

Via | Bancroft.berkeley.edu

  • shares
  • Mail