Il cardinal Caffarra contro il sindaco di Bologna che sostiene le nozze gay

Nel corso del Pride, il sindaco di Bologna si è augurato che l’Italia riconosca quanto prima i matrimoni ugualitari. Immediata l’ira della Curia di Bologna con una nota firmata dal cardinal Caffarra.

Il cardinal Caffarra contro il sindaco di Bologna che sostiene le nozze gay

Il cardinal Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, non ci sta alle affermazioni di Virginio Merola, sindaco di Bologna, sul riconoscimento del matrimonio egualitario e sulle adozioni da parte delle coppie dello stesso sesso.

Nel corso del Pride tenutosi a Bologna sabato scorso Merola (in foto, con la fascia tricolore, ai funerali di Lucio Dalla), infatti, ha detto:

La strada è segnata, la direzione è chiara anche l’Italia deve riconoscere i matrimoni gay e i diritti gay all’adozione. Quanto ci vorrà ancora perché due persone dello stesso sesso non siano costrette ad andare all’estero per unirsi in matrimonio? Quanto ci vorrà per comprendere che uno dei momenti più belli di una famiglia ha bisogno di essere riconosciuto come uno dei diritti della persona?

La nota del cardinal Caffarra


Il cardinal Caffarra contro il sindaco di Bologna che sostiene le nozze gay

Immediata la risposta del cardinal Caffarra che sostiene che le affermazioni di Merola “sono di tale gravità, che meritano qualche riflessione”.

Quanto da lui profetato come ineluttabile destino del Paese a diventare definitivamente civile riconoscendo alle coppie omosessuali il diritto alle nozze e all’adozione è una battuta a braccio che costa poco: tanto non dipende dal Sindaco. Ma ciò non toglie la gravità di tale pubblica presa di posizione da parte di chi rappresenta l’intera città. E dove mettere il cittadino che non per fobia ma con motivate ragioni ritiene matrimonio ciò che è stato definito tale fin dagli albori della civiltà o ritiene non si possa parlare di un diritto ad adottare ma del diritto di ogni bambino ad avere un padre e una madre?

Continua il porporato:

Davvero questo cittadino, con la sua cultura e le sue ragioni, è da giudicare incivile e fuori dalla storia, condannato a sentirsi estraneo in casa sua, perché non riesce a stare al passo del sedicente progresso? Naturalmente ci sarà chi, riempiendosi la bocca di laicità dello Stato (che è cosa ben più seria!), ci accuserà di voler imporre una dottrina religiosa. Ma qui non c’entra religione o partito, omofobia o discriminazione: sono i fondamentali di una civiltà estesa quanto il mondo e antica quanto la storia a essere minati; e forse non ci si accorge dell’enormità della posta in gioco.

E conclude (senza dare una spiegazione ma affidandosi solo alla retorica…):

Affermare che omo ed etero sono coppie equivalenti, che per la società e per i figli non fa differenza, è negare un’evidenza che a doverla spiegare vien da piangere. Siamo giunti a un tale oscuramento della ragione, da pensare che siano le leggi a stabilire la verità delle cose. A un tale oscuramento del bene comune da confondere i desideri degli individui coi diritti fondamentali della persona.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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