E ora un'altra coppia lesbica dice ai giudici: "vogliamo sposarci"


Prima o dopo la Consulta dovrà dire la sua; spiegare ai suoi cittadini se tra i varchi delle unioni riconosciute e celebrate ci possa essere quella tra due persone dello stesso sesso. Grazie all'azione di Certi Diritti, alla ferma volontà delle centinaia di famiglie arcobaleno ma anche di tante coppie singole che intendono non mollare sul riconoscimento della loro unione tanto da desiderarne la celebrazione matrimoniale, i giudici dovranno decidere l'interpretazione che la nostra Costituzione dà del matrimonio e decidere se “nel nostro Paese non c'è alcun divieto per le coppie omosessuali di contrarre matrimonio”, come afferma Sergio Rovasio, militante di punta di Certi Diritti.

L'ultima richiesta di contrarre matrimonio civile è arrivata da due donne di Casalecchio. Le due di 43 e 47 anni hanno anche un figlio avuto da una precedente relazione di una delle due donne e ora sono fermamente decise a far valere le loro ragioni. Così si sono rivolte al tribunale civile di Bologna per sapere dai giudici se possono accedere al matrimonio civile o se è incostituzionale.

Come è accaduto a Trento e a Venezia, pensiamo che anche in questo caso ai giudici non resterà che rimettersi al giudizio della Corte Costituzionale. Di certo viene fuori una nuova Italia dei diritti che comincia a chiedere apertamente il riconoscimento delle unioni di fatto, chiede la matrimonialità tra coppie dello stesso sesso e visto che i legislatori hanno altro a cui pensare, si appellano ai giudici e alla Consulta. Non sarà una battaglia facile, anche se nel caso delle due donne, lo stesso sindaco si è detto favorevole ma ha allargato le braccia di fronte al divieto impostogli dalla legge.

Foto | RedGlow82

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