Matrimonio gay in USA: per la Corte Suprema il DOMA è incostituzionale

I giudici della corte suprema USA hanno stabilito che il DOMA è incostituzionale in quanto è una “deprivazione di libertà eque”.

La Corte Suprema USA stabilisce che il DOMA è incostituzionale

La Corte Suprema degli Stati Uniti d’America ha sentenziato che il Defense of Marriage Act è incostituzionale. Secondo i giudici della Corte Suprema – che si sono espressi per l’incostituzionalità con 5 voti contro 4 – il DOMA viola le libertà delle persone. Per la Suprema Corte la legge è una "deprivazione di libertà eque" ed è incompatibile con il Quinto Emendamento.

Questo vuol dire che gli omosessuali sposati in quegli stati in cui il matrimonio ugualitario è legale (negli USA il matrimonio è legale nel District of Columbia e nei seguenti stati: Massachusetts, Connecticut, Iowa, Vermont, New Hampshire, New York, Maine, Maryland, Washington, Rhode Island e Delaware) saranno riconosciuti a livello federale e potranno godere di tutti quei benefici che fino a ora erano di esclusivo appannaggio delle coppie eterosessuali sposate. Il matrimonio egualitario, quindi, ha valore in tutti gli stati americani, anche in quelli in cui non è previsto dalla legge (Attenzione: questo non vuol dire che i matrimoni tra persone dello stesso sesso vengono riconosciuti in tutti gli stati USA).

Commenta Repubblica:

Nelle strade, fuori dalla Corte Suprema la sentenza è stata accolta da boato di grida e applausi della folla emozionata. Ovunque bandiere con i colori del movimento gay e striscioni che da giorni attendevano la decisione finale. Quella di oggi è una sentenza storica.

Defense of Marriage Act


Bill Clinton

L’acronimo DOMA indica il Defense of Marriage Act cioè una legge approvata da Bill Clinton nel 1996 e votata con grandissima maggioranza dal Congresso. Il DOMA sancisce che nel caso dei matrimoni tra persone dello stesso sesso il vincolo di reciprocità che lega i vari stati USA viene meno: non vengono riconosciuti, cioè, in tutti gli stati i matrimoni celebrati tra persone dello stesso sesso (mentre il vincolo di reciprocità fa sì che ogni stato riconosca i titoli di studio, i documenti d’identità, i procedimenti giudiziari e lo status legale di tutti i cittadini, anche quelli degli altri stati).

L’amministrazione Obama nel 2011 ha deciso di schierarsi dalla parte di tutti quei cittadini che hanno fatto ricorso contro questa legge e ha deciso di interromperla.

Recentemente anche Bill Clinton ha ripudiato questa legge che lui stesso ratificò. In un appello pubblicato sul Washington Post lo scorso 7 marzo, Clinton ha scritto:

I tempi erano diversi [quelli in cui la legge arrivò sulla sua scrivania, n.d.r.]. Nessun Stato dell’unione aveva riconosciuto il matrimonio tra persone dello stesso sesso, sebbene alcuni si stessero muovendo in quella direzione. Il 27 marzo, il Doma arriverà davanti alla Corte Suprema, e i giudici devono decidere se è coerente con i principi di una nazione che onora la libertà, l’uguaglianza e la giustizia, soprattutto, ed è quindi costituzionale. Come presidente che ha firmato l’atto in legge, sono giunto a credere che il Doma è in contrasto con tali principi e, di fatto, incompatibile con la nostra Costituzione. Quando firmai la legge, allegai una dichiarazione ammonendo che “la promulgazione di questa legge non dovrebbe essere usata come una scusa per la discriminazione”. Rileggendo queste parole oggi, so che, ancor peggio che fornire una scusa alla discriminazione, questa legge è in se stessa discriminatoria. Dovrebbe essere abolita.

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