Rupert Everett, intervistato dal “The Guardian” ha voluto sottolineare ancora una volta come la scelta di dichiarare la propria omosessualità, in realtà abbia danneggiato notevolmente la sua carriera. E amaramente dichiara:
“Il punto che non potevi, e non puoi ancora essere, un 25enne gay che cerca di sfondare nel mercato del cinema britannico, o americano e nemmeno italiano. Riuscirete a fare andare tutto per il meglio per un certo periodo, ma al primo fallimento sarete semplicemente tagliati fuori. E sono stanco di dire che sì, è probabilmente solo colpa mia. Il problema vero, e non mi interessa se qualcuno non è d’accordo, è che non funziona se sei gay… Non è consigliabile essere onesti. Non è così facile e sinceramente non consiglierei a nessun attore che davvero pensa che il cinema sia la sua carriera, di fare coming out“
Infine, sottolinea come le cose adesso, rispetto ad anni fa, siano addirittura peggiorate!
“Un uomo gay può solo fare ruoli da travestito. Mi hanno ridotto ad un travestito”
E ricorda anche la crudeltà con cui hanno criticato la sua interpretazione con Madonna in “Sai che c’è di nuovo?“
“Non ho mai letto recensioni peggiori nella mia vita. Hanno preso la mia nuova carriera e l’hanno buttata via. Mi si sono sbiancati peli pubici in una notte”
Foto | Elle
hellster-stern
01 dic 2009 - 16:24 - #1purtroppo ha ragione.. anche nella “liberale” Hollywood nessun gay dichiarato è un attore di “serie A”, poi lui c’ha messo del suo, bisogna essere un po’ più diplomatici nel mondo dello spettacolo..
Leoo
01 dic 2009 - 16:54 - #2Vabbè che il film “Sai che c’è di nuovo”,da ciò che ho sentito dire,non deve essere stato questo grande colossal.Eppure se uno soggetto come lui,dice queste cose,allora cosa dobbiamo aspettarci,che ci sterminino?Il problema è tutto culturale,e non mi venga questo tipo a dirmi che tutto va come andava 40 anni fa!
E’ obbiettivamente una mensogna dettata da grande egocentrismo.Sì,non sarà congeniale essere gay,ma i passi avanti si sono fatti.Prima sarebbe stata pura utopia pensare a coppie omosessuali riconosciute e con la possibilità di avere figli!Ma ci rendiamo conto?I passi è ovvio,non si fanno dall’oggi al domani,però non possono neppure essere disconosciuti.
Leoo
01 dic 2009 - 16:55 - #3N.B.menzogna ^_^
rospino
01 dic 2009 - 17:03 - #4ma cosa pretende, che i critici, siccome è gay, lo trattino meglio? il film con madonna faceva schifo e come hanno criticato lui hanno criticato il resto del cast. Ian mcKellen è un grande attore gay dichiarato ed è molto apprezzato e richiesto
sjultz
01 dic 2009 - 17:29 - #5Sir Ian McKellen è la dimostrazione del fatto che Rupert Everett si sbaglia.
claroscuro
01 dic 2009 - 17:52 - #6Il discorso è complesso…da un lato sono d’accordo con lui (non gli era stata negata la parte di 007 qualche anno fa perchè “007 non può essere interpretato da un gay”??); dall’altro però i coming out potrebbero diventare un’arma potente.
Se riflettiamo un attimo la”cultura”imperante va verso il machismo anche per questioni economiche. Si pensa che sia il “macho”(non i gay, non le donne, men che meno le lesbiche) a detenere il potere economico, quindi tutto è fatto in funzione di questo(compiaccio macho=guadagno soldi).
Se anche altre categorie dimostrassero di avere lo stesso potere economico se non di più, una fetta di mercato si rivolgerebbe anche a queste e potrebbe cambiare anche la situazione culturale!
riguardi
01 dic 2009 - 18:28 - #7“la”cultura”imperante va verso il machismo ” è tutto qui il problema: per lo stereotipo imperante il macho non può essere per definizione gay; quindi se sei gay pian piano ti relegano, magari non proprio a fare il travestito, ma comunque a solo quei ruoli in cui il pubblico è disposto ad accettare un interprete gay dichiarato.
Marco Grimaldi
01 dic 2009 - 19:34 - #8La sua carriera è stata anche danneggiata da un uso dissennato della chirurgia estetica, vedi foto, ma ovviamente non lo ammetterà mai, e anche da una non notevole capacità interpretativa. Spogliato peraltro non è certo all’altezza di un Daniel Craig, visto che non ha mai avuto spalle - e nonostante tutta la palestra. Con “Il matrimonio del mio miglior amico” era all’apice della popolarità, ma poi il film con Madonna, vera sciagura per le carriere di molti suoi comprimari (Rosanna Arquette, Aidan Quinn, Wilhem DeFoe, Adriano Giannini, lo stesso Rupert Everett, ecc. ecc.), ha ridotto notevolmente le sue quotazioni. Ormai ha una faccia che non si può guardare e non è bravo come Ian McKellen… siamo sicuri che è fallito solo perché si è dichiarato gay? Forse è uno dei fattori, ma non l’unico.
Marikiko
02 dic 2009 - 09:47 - #9..ma donne a hollywood che fanno coming out la carriera è diverso (Vedi Nixon, Jolie , De Rossi, Lohan): ancora più strapagate e richieste.
loran
02 dic 2009 - 12:25 - #10Certo non sono un esempio di coraggio e orgoglio gay ma purtroppo come dice il proverbio a volte bisogna dare una botta al cerchio e una alla botte.
omar0023
02 dic 2009 - 12:53 - #11Onestamente credo che stia solo cercando un motivo per il suo fallimento… non è certo il primo attore che scompare dopo un successo temporaneo!
Le sue parole le trovo proprio squallide, che analizzi la sua carriera sotto un altro punto di vista se vuole trovare le REALI cause della sua carriera a pezzi…
elost
02 dic 2009 - 14:42 - #12l’attore di How I met your mother è gay e nel telefilm fa il playboy incallito..
…ha una carriera in ascesa e ha condotto gli Emmy Awards(mi pare)..
Poi credo che se ambisci a fare i film da macho (quindi non “d’autore”) devi avere la faccia da macho…..e non so perchè Rupert non mi sembra un figone da far impazzire l’ormone…carino,ok..ma x quello c’è già Hugh Grant..