Pisa '79: celebriamo trenta anni di movimento LGBT

Sono passati 30 anni da quel giorno in cui, armati di coraggio e di voce, un gruppo militante GLBT scese per la prima volta in piazza a raccontare ad una Italia arretrata e clericale che esistevamo, che eravamo carne e ragione; che quella prima volta avrebbe aperto le strade a nuove rivendicazioni, alla civile richiesta di civili riconoscimenti. Non che fino a quella data gli omosessuali se ne fossero stati cheti e silenti o carbonari. Vi era una geografia del movimento GLBT parecchio audace ma anche molto frammentata tra i vari credo politici. Esistevano i frocialisti, le pagine "froce" di Lotta Continua; Lambda, il Fuori di Angelo Pezzana e i cani sciolti che bazzicavano un po' qua e un po' la in una confusione vivace. Due anni prima, un ragazzo d'alta borghesia comasca aveva dato a Einaudi un suo saggio teorico che divenne la Bibbia degli omosessuali: Elementi di critica omosessuale. Quel giovincello si chiamava Mario Mieli.

Prima della manifestazione di Pisa ci fu un appuntamento nazionale a Roma; un convegno organizzato da un gruppo che si chiamava "Narciso". Era il periodo dei collettivi che nascevano come rose a maggio. A quell'appuntamento arrivarono in molti, per lo più politicizzati con gli extraparlamentari di sinistra, ma anche padri del movimento come Massimo Consoli e Mario Mieli che fece il suo dotto intervento "truccato" da nobildonna. Non scandalizzi se i gay erano votati al comunismo o al socialismo e forse facevano più politica di partito che di movimento. Erano gli anni imposti; gli anni di una "guerra fredda" tra una Dc genuflessa al Vaticano e tutto il resto.

A far scattare la manifestazione di Pisa fu un triste episodio. L'estate precedente a Livorno erano stati uccisi due omosessuali. La violenza era molto di casa in Italia e non risparmiava neppure gli omosessuali. Spesso era violenza praticata dai fascisti e spesso erano incursioni poliziesche nei luoghi di battuage, in alcune case di cura dove si praticava l'elettroshock, a scuola. Un collettivo di nome Orfeo, decise di reagire e chiese alla pletora movimentista omosessuale di scendere in piazza.

Risposero positivamente quasi tutti e all'appuntamento si presentarono in cinquecento; un numero parecchio ragguardevole per quei tempi. Non fu una passeggiata. Molti pisani risposero a quella "provocazione" lanciando verso i manifestanti la qualunque: uova marce, peperoni, secchiate d'acqua. I manifestanti finirono il corteo, i giornali ne parlarono e fu, nonostante quelle contestazioni, una manifestazione di successo, un vero rito di liberazione per chi aveva sfilato e sfidato le ire fascistoidi.

Con la manifestazione di Pisa si era chiuso un periodo che dall'effimero catapultava il movimento in altre nuove battaglie, altre sfide e altre persecuzioni.

Da lì a poco si sarebbe parlato di "peste gay" e, forse per primi in Europa, il Fuori iniziava a discutere di matrimonio omosessuale. Negli anni successivi, l'Europa si diede ordinamenti legislativi in materia di coppie di fatto, l'Italia ancora ne discute oggi.

Un momento importante per tutti gli appuntamenti di Pisa. Andiamo in molti, non soltanto per ricordare, ma per partecipare.


Per celebrare il trentennale di quel primo corteo nazionale, Arcigay Pisa è parte del Comitato Pisa '79, che organizza una mostra fotografica e di documentario, un convegno, e la serata di festeggiamenti!

La mostra

Una mostra ospitata dalla Biblioteca Comunale di Pisa dal 25 al 28 novembre racconterà per immagini fotografiche e con la riproduzione di documenti e articoli giornalistici del tempo le giornate della marcia pisana, inserendole nel più ampio contesto della lotta per i diritti omosessuali nel nostro Paese dai suoi primi passi alla fine degli anni '60 fino al 1982, anno della "presa del Cassero".

Il convegno

Un convegno ospitato dalla Biblioteca Comunale di Pisa sabato 28 novembre approfondirà il contesto storico della manifestazione di Pisa del 1979 e il cammino percorso dalla comunità LGBT italiana a 30 anni di distanza da quella prima "discesa in piazza". Interverranno Gianni Rossi Barilli, Enrico Salvatori, Nerina Milletti, Francesco Gnerre, Andrea Pini, Vittorio Lingiardi, Stefano Rodotà. In chiusura, performance teatrale di Ciro Cascina.

I party!

Le celebrazioni saranno chiuse sabato 28 novembre dalle 22.30 con un pre-party al gay pub Colors (via Mossotti, 10) a Pisa e, dalle 24.00 con una serata disco dedicata alla marcia di Pisa e alla lotta gay degli anni '70 all'Uhb di Ponte S. Pietro, Lucca / Guest Star Noemi.
Guarda il promo su youtube!

Ed inoltre, tra i prossimi appuntamenti...

1 dicembre Giornata mondiale contro l'AIDS.
Congresso Provinciale dei soci di Arcigay Pisa, residenti o domiciliati nelle province di Pisa, Lucca e Massa-Carrara: il 16 dicembre, ore 21.00, presso la nostra sede. Arcigay nazionale va a congresso a febbraio, questa è l'occasione per discutere i documenti congressuali e le candidature presentate, ed eleggere i delegati di Arcigay Pisa.

Comunicare Plurale corso di formazione organizzato con Ireos Firenze e CNV (gennaio-febbraio 2010).

Vota l'articolo:
4.00 su 5.00 basato su 7 voti.  
  • shares
  • +1
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina: