Steven Vanackere (in foto), ministro belga della funzione pubblica, ha siglato un accordo con i sindacati per garantire alle lavoratrici lesbiche la cui compagna è incinta un permesso di paternità. Il decreto entrerà in vigore all’inizio del 2010 e riguarderà prima le dipendenti statali e poi sarà esteso anche alle lavoratrici private. Yves Dario, del Centro per le pari opportunità e la lotta contro il razzismo, ha così commentato:
“L’accordo riguarda le impiegate dell’amministrazione pubblica federale. Le funzionarie della comunità fiamminga hanno già diritto a questo congedo, ma non quelle della comunità francese. È senza dubbio un progresso. Ma quello che vogliamo è che tutte le donne lesbiche impegnate in un progetto genitoriale comune si vedano riconosciuto questo diritto, comprese le lavoratrici private. I sindacati sono favorevoli e i padroni non si sono opposti: alcuni hanno già accordato autonomamente i tre giorni di congedo che le imprese si assumono per i dipendenti”
Pura fantascienza per noi italiani.
Foto | Steven Vanackere
Leoo
23 nov 2009 - 08:27 - #1In Belgio approvate-proposte ben due leggi lgbt in meno di un mese.Civiltà..esistiamo anche noi!
the-ant
23 nov 2009 - 16:53 - #2Tutto molto bello. Si.
Qualcuno però mi spiega perché una lesbica dovrebbe essere ‘padre’ (cfr.
gdfsgsdrt
24 nov 2009 - 04:29 - #3consentitemi, ma un congedo di paternità per una lesbica è ridicolo e grottesco.
Non dico che in Italia si debba arrivare a tali pagliacciate ma una legge contro l’omofobia e il riconoscimanto delle coppie di fatto sarebbe già una grande conquista
the-ant
24 nov 2009 - 11:01 - #4Ridicolo e grottesco? L’unica cosa ridicola (e cercavo di scriverlo nel mio commento precedente) è l’utilizzo della parola ‘paternità’.
Che riferita ad una donna mi pare a dir poco semanticamente scorretta.
A parte questo: perché una legge di questo tipo dovrebbe essere una pagliacciata?
Se oggi entrambi i genitori (e parlo di una coppia etero) possono usufruire di congedi lavorativi, non vedo perché gli stessi identici diritti non debbano essere garantiti a una coppia omogenitoriale.
E se oggi un tale diritto ci appare come fantascienza, in Italia, questo non deve impedirci di aspirare a una TOTALE parità di diritti nel futuro.
Io sono realista: volgio l’impossibile ;o)
Il genio di Leonardo pensava al VOLO in un mondo in cui a malpena ci si spostava a dorso d’asino…