Non scappo più. Ciri Ceccarini canta contro l'omofobia

Non scappo più. Ciri Ceccarini canta contro l'omofobia

Il cantautore riminese Ciri Ceccarini ha scritto Non scappo più, canzone-manifesto contro l'omofobia, colonna sonora del Mei 2009 (Meeting delle Etichette Indipendenti) in programma a Faenza dal 27 al 29 novembre prossimi. Non scappo più racconta dal punto di vista delle persone gay la paura e l'ondata di aggressioni che si sono susseguite nei mesi scorsi (e una di queste aggressioni ha visto come vittime proprio Ciri Ceccarini e il compagno Daniele Priori).

Ciri Ceccarini, che nella composizione del brano è stato affiancato dal maestro Antonio Patanè, si è intrattenuto con noi di Queerblog per parlarci della sua canzone e un po' più in generale di musica. Trovate l'intervista dopo il salto, mentre qui sotto potete ascoltare la canzone Non scappo più (grazie all'autore che ci ha permesso di pubblicarla).


Come nasce il tuo brano?
Mi piace pensare che Non scappo più sia nata ‘su commissione’, come quando si è a scuola e con quell’innocenza che caratterizza i bambini, ci si affida incondizionatamente alla maestra che ti dà un compito e tu devi portarlo a termine entro una scadenza. La maestra in questo caso è stato il clima politico e sociale che viviamo in questo periodo, mentre la scadenza coincide con il M.E.I. che si terrà a Faenza dal 27 al 29 Novembre, dove la canterò assieme a gli altri artisti che parteciperanno, sabato 28 novembre alle ore 21,30 nello spazio D della fiera, a Musica contro l'omofobia la manifestazione che sto organizzando come direttore artistico.

Non scappo più è la colonna sonora antiomofobia del MEI 2009: cosa pensi che possa fare la musica per combattere l'omofobia?
La musica non può cambiare il mondo, ce l'hanno insegnato loro malgrado i nostri ‘padri’ sessantottini, ormai per alcuni divenuti anche nonni. La musica può essere, però, la colonna sonora di un cambiamento, il testimone storico di un periodo, il veicolo sul quale far viaggiare pensieri e speranze di cambiamento. Ricordiamoci, però, che solo un insieme armonioso e onesto di donne e uomini, magari attraverso la buona politica, possono aspirare davvero a cambiare il mondo. Un contesto virtuoso in cui, anzitutto, ogni singolo uomo deve impegnarsi a trasformare in meglio il proprio microcosmo.

Da cosa non scappi più?
Sono stato ispirato dalle gag di Benny Hill; mi sono sempre schierato dalla sua parte, e per parallelismo ho voluto raccontare la storia di due ragazzi che per via del loro essere gay innamorati si trovano a dover scappare. Scappare da un giovane bullo che voleva tagliare la treccia di uno dei due a scuola, incontrando quindi la difficoltà di una coppia di adolescenti. Oppure essere costretti a scappare dal proprio vicino di casa, cosa che purtroppo è accaduta direttamente a me, che non vuole si parcheggi l'auto gay sotto casa e qui raccontare la difficoltà di vivere la quotidianità per una coppia gay e poi trovarsi scappare dal primo rustico nazistello che si scandalizza per un atto di tenerezza e non esita a impugnare il coltello. In generale ho voluto descrivere, con un pezzo musicalmente orecchiabile, la difficoltà di integrarsi e di sentirsi liberi. È bello, poi, se mi permetti che i due ragazzi scappano da queste difficoltà, perché è umano, ma poi alla fine trovano il coraggio e non scappano più, proprio come ho deciso di fare io.

Questa canzone, da ultimo, è stata scritta per tutti coloro che non trovano la forza o il coraggio o la spregiudicatezza o la naturalezza di affrontare i propri timori di coppia, e anche per tutti coloro che intendono, vogliono o credono di vietare, impedire o indebolire l'amore di una coppia gay o etero che sia. Infatti, che noi siamo quelli che vanno contro la famiglia cattolica lo dice solamente chi cerca lo scontro con la comunità gay, perché noi crediamo nel matrimonio cristiano ed è per questo che chiediamo un patto laico che dia uguali diritti alle ‘coppie diverse’ eppure uguali allo stesso tempo. Storie diverse per gente normale, come canta De André nel brano dedicato a Pasolini. La Chiesa, quindi, non dovrebbe sentirsi offesa. Porti avanti la sua legittima pastorale e lasci che il Parlamento di uno Stato laico quale è l’Italia legiferi liberamente e come ritiene più opportuno per il bene di tutti, senza differenze. Anche perché altrimenti non potremmo stupirci se in un futuro prossimo qualche mullah chieda di inserire passi e richiami ai dettami del Corano nei codici di una futura e non auspicabile Italia ostaggio delle religioni. Viva la laicità!

Ci potresti fare una tua personale classifica dei brani "gay" più belli?
Sono tutti al primo posto, perché li riascolto senza un ordine, in modalità ‘shuffle’: Wonderful life stupendo brano... I need a friend to make me happy... questo cantava Colin Vearnacombe, erano i Black. Adesso l’ha ripresa e reinterpretata Zucchero come simbolo musicale dei migliori Anni ’80. Grandissimo! Poi c’è Stranamore di Roberto Vecchioni, gay è la prima strofa del brano, in cui descrive l'amore che sta finendo, di una coppia gay, non so se è gay perché è cantata da un uomo, ma mi piace pensare che non sia stato un caso il titolo della canzone. Quindi metterei Dancing Queen che descrive la notte magicamente spensierata di un diciassettenne gay che va a ballare: scene di vita quotidiana insomma. Ancora, Sulla porta di Federico Salvatore, dove si parla con coraggioso struggimento della difficoltà di fare coming-out con una madre che non capisce... I migliori anni della nostra vita stupendo brano di Renato Zero, in cui descrive la storia di una coppia gay, che vive la sua quotidianità all’oscuro del mondo che non li capisce.

Sicuramente ce ne sono altre migliaia da raccontare, e altre migliaia che non conosco e non conoscerò mai, ad ogni modo l'importante è che se ne parli, perché la musica non potrà mai cambiare il mondo, ripeto, ma può certamente smuovere le coscienze della gente è questo è l’inizio di tutto.

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