Mikhail Kuzmin, gran celebratore dell'amore gay

La figura poliedrica di Mikhail Kuzmin ha lasciato in eredità ai posteri romanzi e poesie dove l'amore gay è grande protagonista.

Mikhail Kuzmin

Il talento sfaccettato e multiforme di Mikhail Kuzmin (1872-1936), che passava con gran disinvoltura dalla musica alla scrittura, lo portò a frequentare, appena uscito dal conservatorio di San Pietroburgo, il circolo che ruotava attorno alla figura leggendaria di Sergei Diaghilev. Fucina di idee nuove e cenacolo di menti brillantissime, il celebre circolo fornì al giovane russo anche la possibilità di venire a contatto con altri giovani artisti omosessuali. Tutti incontri che indubbiamente lo incoraggiarono a scrivere le celebri "Canzoni Alessandrine", una suggestiva raccolta poetica che celebrava l’amore tra uomini e che oggi viene considerato il primo corpus in versi sciolti mai pubblicati in Russia.

Del resto i suoi amatissimi viaggi prima in Italia e poi in Egitto avevano sempre nutrito e sostenuto i suoi ideali, dandogli forza ed ispirazione anche per il romanzo d’esordio "Vanja", storia d’amore tra due adolescenti gay. Dopo il suicido del proprio amante, il poeta Vsevolod Knyazev, Kuzmin si legò ad un altro scrittore di versi, Yury Yurkun.

Tuttavia Vista la presenza anche di una moglie, la volitiva Olga Arbenina, i tre diedero vita, almeno per un breve, ma movimentatissimo periodo, ad uno scoppiettante menage a trois che fece storia. L’ascesa di Stalin mise purtroppo la parola fine a tutto questo. Yurkun ed altri scrittori vennero arrestati e brutalmente fucilati, mentre Kuzmin, incapace ormai di reagire, si consumava lentamente di tubercolosi.

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