John Wilmot di Rochester, il conte dello scandalo

Uomo dalle penna satirica e dalla vita avventurosa, John Wilmot, secondo conte di Rochester, continua ad affascinare critici e lettori.

John Wilmot. conte di Rochester

Poeta, drammaturgo e bon vivant, John Wilmot, conte di Rochster è una di quelle figure che sembrano uscite dalla penna troppo mossa ed immaginifica di uno scrittore libertino del settecento, in realtà la sua breve, ma movimentatissima vita fu tutto un susseguirsi di scandali, bravate e atti di estremo e folle coraggio. Le sue opere letterarie massicciamente censurate in epoca vittoriana, vennero riscoperte solo negli anni ’20.

La sua lingua tagliente, i suoi commenti irriverenti anche nei confronti del re (Carlo II lo bandì dalla corte per un pamphlet che si faceva beffa di lui) e suoi versi poetici che spesso irridevano ai rapporti eterosessuali ed auspicavano piuttosto amori omosessuali per tutti quanti, non potevano certo trovare ascolto e spazio nell’austera epoca della regina Vittoria che, secondo la leggenda, faceva coprire per pudicizia persino le gambe dei propri tavoli.

Un atteggiamento diametralmente opposto a quello del celebre conte di Rochester che, dopo avere probabilmente scritto la commedia Sodomia (l’attribuzione è ormai quasi certa), si inventò una nuova vita come ginecologo, calandosi ora nei panni del Dottor Bendo, ora in quelli della signora Bendo (escamotage usato dall’impenitente bisex per non insospettire i mariti in attesa).

La storia tuttavia vuole che vinto ormai da diverse malattie veneree ed assistito dalla madre nei suoi ultimi mesi di vita, il gran libertino del Seicento inglese si avvicinasse piamente alla religione. Ultimo conforto di una vita dedita per intero agli eccessi.

Via | Gay and lesbian lieteray heritage

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