
Uno studio commissionato dalla Chiesa Romana Cattolica Americana ha evidenziato che non c’è alcuna prova o segno che i preti gay siano più portati all’abuso sessuali verso i bambini di quelli eterosessuali. Le ricerche al John Jay College della Giustizia criminale ha specificato che il rapporto non sarà visionabile prima del prossimo anno ma che l’omosessualità non ha nulla a che vedere con l’abuso.
Il collegamento che solo i preti gay abusino dei ragazzini è spesso ripetuto nell’ambiente della Chiesa. Ad ottobre, l’arcivescovo Silvano Tomasi aveva affermato che nell’80/90 per cento degli abusi di bambini o giovani tra gli 11 e i 17 anni, erano stati compiuti da uomini gay. A maggio, Padre John Owen, cappellano alla Cardiff University, aveva concordato dicendo che erano i gay a perpetrare simili violenze. Per le parole è stato dimesso. Inoltre la ricercatrice Margaret Smith ha affermato:
“Quello che stiamo suggerendo è che l’idea dell’identità sessuale deve essere separata dal problema dell’abuso. A questo punto, non troviamo alcuna connessione tra l’identità omosessuale e la probabilità di un conseguente abuso dai dati che abbiamo ottenuto”.
Karen Terry, sempre facente parte dell’entourage di ricerca, ha aggiunto:
“È importante separare la propria sessualità dal comportamento. Qualcuno può commettere atti sessuali che potrebbero essere omosessuali (gli abusi, ndr) ma non hanno nulla a che fare con la natura omosessuale vera e propria”
Foto | IlNuovoMondoDiGalatea
loran
19 nov 2009 - 14:20 - #1Informino il santo padre di questo studio.
riguardi
19 nov 2009 - 14:26 - #2Beh, fosse anche comprovata una correlazione tra preti gay e pedofilia, mica significa che ci debba per forza essere tra omosessualità in generale e pedofilia.
In fondo è risaputo che tra i preti ci sono tantissimi gay che si sono dati al sacerdozio proprio per coprire la propria tormentata omosessualità. E la castità forzata assieme la repressione sessuale può benissimo portare a sviluppare disturbi sessuali come la pedofilia, senza contare che è più facile che i giovani siano le vittime essendo quelli più a contatto con i preti