Parigi val bene un matrimonio... gay

Con le presidenziali del 2007 ormai dietro l'angolo, la questione del matrimonio gay - meglio ancora, del matrimonio neutro o per tutti - entra in primo piano nella campagna elettorale francese.

La candidata semi-ufficiale del partito socialista, Ségolène Royal, amatissima dai francesi, ha già preso posizione a favore del matrimonio anche per gay e lesbiche, in linea con quello che ha deciso il Ps per le presidenziali.

Adesso anche il padre nobile del socialismo francese, Lionel Jospin, ha abbracciato le rivendicazioni della comunità gay e lesbica: anzi, rivendica di aver sempre sostenuto queste posizioni. Pur con qualche dubbio - a me pare di ricordare che Jospin non fosse così deciso, anzi avesse numerose riserve - non possiamo dimenticare che l'ex primo ministro fu l'autore della legge sui Pacs, che a suo tempo pose la Francia all'avanguardia fra i paesi più grandi nella tutela delle coppie dello stesso sesso.

Nel frattempo, però, Germania Gran Bretagna e soprattutto Spagna hanno fatto di più e di meglio per la nostra comunità e le prossime presidenziali potrebbero aprire un nuovo capitolo anche in Francia, se prevarrà la sinistra.

E se vince la destra? Il candidato più accreditato, il ministro dell'Interno Nicolas Sarkozy, ha già detto che per lui il matrimonio è solo fra un uomo e una donna e che l'adozione deve essere riservata alle coppie eterosessuali. In cambio, però, propone di potenziare i Pacs - soprattutto per i gay - e porre le coppie etero e quelle omosessuali su un piano di parità, almeno sotto il profilo finanziario e fiscale.
Un ottimo programma di destra.

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