Dal GF10 ai Pride. Chi rappresenta il popolo omosessuale?


Povero Maicol! Passata qualche settimana in strepitoso ritiro nella lussuosa casa del Grande Fratello insieme ad altri individui scelti per il reality più seguito, è finito suo malgrado sotto l'inflessibile giudizio del direttore ed editore di Gay.it che ha scritto una lettera aperta alla conduttrice e agli autori del programma Mediaset. Si sa, all'apparire di quel fanciullo che ama Beautiful, che dice di essere prigioniero femminile in un corpo maschile; quella voce stridula e suadente che sembra uscita da qualche cartoon, che spiega ai coinquilini, con sue parole, la propria omosessualità; più di uno si sarà chiesto di quell'ingresso, del perché da parte del GF di quella scelta.

Normale che sia stato così. Normale che l'editore di Gay.it scriva di questo, forse un po' esagerando nel voler chiedere ad un ragazzo nel fiore dell'età una patente di rappresentanza glbt. Nessuno, credo, pensa e spera che le nostre rivendicazioni, le nostre battaglie sui diritti passino attraverso un reality. Non è successo neppure ad una movimentista eccellente come la Luxuria che ha portato il proprio trionfo sull'Isola dei famosi. Perché Maicol, dunque?

Il presidente di GayLib, Enrico Oliari, alla lettera aperta, risponde sornione e scernisce una serietà non dovuta in un gioco televisivo:
"Com’è difficile dormire oggigiorno, o meglio, ogginotte, per un militante del movimento gay italiano. Come sono turbati i pensieri di chi si espone nella politica di lotta per il riconoscimento dei diritti delle persone omoaffettive, per chi spinge a destra e a manca per l’emancipazione, ovvero per realizzare quella “liberazione” per cui fino a qualche anno fa i nostri predecessori (si intende, molti ancora vivi e vegeti) hanno lottato incatenandosi nelle piazze e prendendo magari cazzotti un po’ più forti e meglio mirati di quelli dell’era dell’omofobia. (...) In che dura epoca viviamo. Ma ci si pensa? Maicol, ospite del reallty della Marcuzzi, è lontano dalle aspettative di rappresentanza del mondo gay".

Pare che i nostri movimentisti, chi guida e segue segmenti del mondo glbt, che sia commerciale o culturale, pare abbia sempre in testa che tutto deve essere in funzione del movimento e dei dettami del movimento. Ci sarebbe da domandarsi chi rappresenta chi, in nome di chi e per conto di chi. Se fossimo convinti che Maicol e il GF10 stessero rappresentando la peggior figura dell'omosessualità, la sua derisione e la pantomima esagerata di cosa è l'omosessualità, non solo sarebbe utile e necessario scrivere a valanga al GF e a Mediaset, ma si potrebbe pensare anche di scendere in piazza. Ma così non è!

Maicol rappresenta un ragazzo della sua età, valido nel riconoscere quanto sia difficile la sua condizione, il rapporto con gli altri, con suo padre e con chi vive la sua vita. Con uesto enorme bagaglio, a molti insopportabile, si è messo in gioco in un gioco senza alterare il movimento glbt e senza chiederne rappresentazione. Un ragazzo gay che sventaglia le mani e parla dinoccolante come fanno tanti ltri ragazzi gay sparsi in Italia e altrove. Certo, se si crede che le battaglie politiche passino anche per il GF, avremmo desiderato un gay dai muscoli fermi, la voce tosta e il passar delle sue ore in casa a forbire maschietti e femminucce su quanta normalità ci sia nell'omosessualità. Ma qui si parla di concorrenti che devono mettersi in gioco per una certa popolarità e riuscire a vincere un montepremi.

Strano che qualcuno non conosca i meccanismi televisivi che puntano all'audience, ai mercati pubblicitari, non certo a soddisfare le aspirazioni movimentiste. E in televisione ci vanno gay, lesbiche e transessuali che rappresentano idee di libertà e di rivendicazioni dei diritti e ci vanno gay, lesbiche e transessuali che cercano una personale visibilità, una propria appartenenza e una popolarità che magari diventa anche ricchezza personale. Sul piccolo schermo scorazzano felicemente Platinette, Malgioglio, tanto per fare due nomi. A nessuno viene in mente che spesso sono caricaturali dell'omosessualità? E dovrebbe essere Maicol che dovrebbe prendersi il fardello della rappresentanza?

Che la televisione stritolasse a proprio piacere e servizio anche l'omosessuale lo si scriveva e diceva da tempo, così come oggi fa sulla transessualità e domani farà su altre rappresentanze delle tante rappresentanze umane. Facile prendersela con un ragazzetto, mentre fior fiore di rappresentanti del movimento non sono riusciti in decenni di attività a parlare con la politica per uno straccio di risultato concreto. Difficile, al momento, pensare che Maicol possa diventare l'omologatura del vincitore dello scorso anno che rilasciò misere considerazioni verso i gay. Sarebbe assurdo pensare che il GF sforni con mirata attenzione omofobi. E' un gioco, nulla di più! Magari mi sbaglio, ma se noi tutti vogliamo far crescere l’Italia sui temi dell’integrazione, del rispetto e della tolleranza, dobbiamo accettare Maicol. Così com'é!

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