Prima sconfitta per il movimento lgbt statunitense nell’era Obama. Dopo una serie di stati che hanno introdotto il matrimonio gay dopo l’elezione del presidente, eccone uno - per di più in New England - che cancella il diritto di sposarsi a pochi mesi dal voto del parlamento che lo aveva introdotto.
In base ai primi dati elaborati, gli elettori del Maine hanno approvato il referendum che cancella il matrimonio gay, con il 53% dei voti, anche se i sostenitori del No aspettano che siano scrutinate tutte le schede prima di ammettere la sconfitta.
Se i risultati saranno confermati, il Maine diventerà il 31esimo stato Usa in cui la popolazione, chiamata a votare direttamente, ha bocciato i matrimoni gay; in nessuno stato il risultato è stato opposto.
Questo dimostra, fra l’altro, una questione molto delicata per la democrazia: se cioè la maggioranza può essere chiamata a decidere non su qualcosa che riguarda tutti, ma sui diritti di una minoranza. Un po’ come se in Italia decidessimo con un referendum se gli ebrei possono gestire un’attività commerciale o diventare professori universitari.
destynova
04 nov 2009 - 08:58 - #1In effetti questo è un esempio di dittatura della maggioranza, il fatto che una maggioranza possa negare, per il solo fatto d’essere “di più degli altri”, dei diritti ad una minoranza è un problema particolarmente grave, ben più grave della mancanza di un sistema sanitario nazionale e pubblico.
Se ci pensiamo, la fama, degli usa, di paese di libertà e diritti civili non deriva da una maggioranza ma dallo scrupoloso rispetto della costituzione. Ma si consolida questo tipo di referendum tutte quelle conquiste sono a rischio, anche l’importantissima istituzione di un servizio sanitario nazionale.
Il silenzio di Obama non è buona cosa e l’aver disatteso molte speranze gli è valso un magro risultato nell’appuntamento elettorale di ieri.
Rigaurdi
04 nov 2009 - 10:25 - #2Insomma questo è un anno iniziato male e finito ancora peggio