A londra le unioni gay celebrate in Parlamento

pubblicato: martedì 03 novembre 2009 da mario cirrito in: Nozze e dintorni POLITICA LGBT Mondo

Probabilmente la notizia farà ingelosire un tantino anche la popstar Elton John, ma le cose nel regno di Sua Maestà Elisabetta cambiano molto in fretta e nel segno della civiltà. Di certo la coppia di cui ci occupiamo non potrà coronare il sogno di potersi sposare nella splendida cappella del 14 secolo situata all’interno del palazzo di Westminster, sede del Parlamento del regno; cappella che resta comunque off limits per le celebrazioni delle unioni gay. Ma i due uomini innamorati, Chris Bryant e il suo partner Jared Cranney, avranno il privilegio e il primato di potersi unire in partenariato, all’interno delle mura del Parlamento.

Lo speaker della Camera, Sir John Bercow, ha infatti dato il suo benestare e a marzo prossimo i due potranno festeggiare con amici e parenti la loro unione civile in una delle fastose sale della residenza ufficiale di Bercow, la Speaker’s House, che fa parte della struttura del Parlamento inglese. La sala, in un prossimo futuro, potrà essere a disposizione dei parlamentari omosessuali che volessero celebrare le loro nozze civili.

Chris Bryant, oggi sottosegretario per l’Europa, classe 1962, deputato laburista dal 2001, ministro di Stato per l’Europa, da ex cappellano aveva chiesto qualche mese fa, agli alti vertici della chiesa anglicana di volersi aprire alle nuove leggi del Regno e in particolar modo alle unioni civili permettendo a chi lo desiderasse di poter celebrare le nozze anche in chiesa.

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“Tutti i miei amici che hanno stretto un’unione civile ne parlano come del loro ‘matrimonio’ o delle loro ‘nozze’, e quindi la cosa più importante è che nessuno sia discriminato per via del suo orientamento sessuale”, ha detto in una recente intervista.
Bryant è noto per le sue attività sul fronte dei diritti dei gay, anche se negli anni passati erano venuti fuori alcuni pettegolezzi su una sua probabile eccentricità. A dare man forte al ministro è sceso in campo anche il premier Gordon Brown che ha dichiarato il mese scorso di volere che il Parlamento venga usato per le cerimonie civili. Secondo fonti di Downing Street si tratterebbe di un “potente messaggio sul fatto che la madre di tutti i Parlamenti è veramente rappresentativa”.
Quanta è lontana la nostra povera Italia.

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