E ora tocca difenderci anche dal Ku Klux Klan

Evidentemente non c'è fine al fanatismo, all'illusione di poter cambiare le società seguendo le peggiori acredini, un misto insensato di xenofobia, razzismo, omofobia, affidati alla paura e al dispotismo violento: fai come ti indichiamo noi o ne subisci le conseguenze. In America, il Ku Klux Klan nacque nel 1865 per volere di un certo Pulaski. La confraternita aveva diversi obiettivi. Avrebbe cercato di aiutare le vedove e gli orfani di guerra dei Confederati ma si sarebbe opposta all'estensione del diritto di voto ai neri e ad altre azioni introdotte dal governo federale volte all'eliminazione della segregazione razziale.

Anche se oggi vengono generalmente considerate una "frangia" della destra estrema, le confraternite esistono solo come gruppi molto isolati e dispersi che contano probabilmente non più di qualche migliaia di membri. E allora, visto l'andazzo americano, hanno ben pensato di fare proseliti in Europa. E in Italia.

Pare che il movimento degli "United northern and southern knights of the KKK" (l'acronimo è Unsk), la più importante ramificazione americana del Ku Klux Klan, abbia aiutato e voluto una sede e nuovi adepti anche da noi per fondare un "reame d'Italia". I nemici, manco a dirlo siamo noi omosessuali, ebrei, neri, immigrati e chi più ne ha più ne metta.

Bisogna, dicono, difendere i valori di sempre, la superiorità della stirpe bianca. Scrivono sul loro sito: "Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano".
Per loro che i parli di "orgoglio gay" è più che una bestemmia così come per gli altri esclusi che, beninteso, vanno avversati e combattuti.

Naturalmente, come è nelle cose, alla nostra comunità viene riservato il più duro attacco:

"L'omosessualità è irresponsabilità senza vergogna. E' inutile negare che da quando è uscita dall'armadio è iniziata la crisi di salute della società. Gli omosessuali aggiungono una difficoltà tremenda al costo della sanità. Rifiutano di essere ragione di questa difficoltà, preferendo protestare per i benefici di governo invece di cambiare il loro comportamento, cioè pagando per i loro peccati".

Ora, oltre agli imbecilli, ai delinquenti omofobi, ci toccherà guardarci le spalle da questi fanatici razzisti, sperando che siano in pochi a dar loro retta. Ma come dicevamo, al peggio non c'è mai fine.

Fonte/Repubblica

  • shares
  • Mail
6 commenti Aggiorna
Ordina: