Nella notte tra l’1 e il 2 novembre del 1975 sulla spiaggia dell’idroscalo di Ostia Pier Paolo Pasolini veniva ucciso brutalmente. Considerato uno dei maggiori artisti e intellettuali italiani del XX secolo, Pasolini è ancora oggi di un’attualità sconcertante. Ne è prova questo spezzone di una trasmissione della Rai – dal titolo Pasolini e la forma della città – in cui l’intellettuale parla dell’omologazione che la cultura dominante vuole imporre.
Pasolini, in questo video, si trova su una spiaggia. Come nei pressi di una spiaggia è morto. Quasi un voler leggere nelle sue parole contro l’appiattimento culturale un testamento per noi oggi. E un invito a non lasciarsi omologare.
Agent Q
02 nov 2009 - 00:14 - #1BELLISSIMO. Non so se avete raccolto l’invito ad alzare il livello del blog, ma questo video e’ veramente una chicca apprezzabilissima (che fa ben sperare).
Per quanto riguarda l’omologazione…
Secondo voi si puo’ parlare di una lotta per i diritti omosessuali che punta sempre di piu’ all’omologazione dei percorsi delle persone LGBTQ a quelle etero come strategia politica (vedi: io non sono come quella checca la’, io giuro che sono normale, mi comporto come un’uomo normale, penso come un uomo normale, ho i desideri e le ambizioni di un uomo normale, non vogliamo modelli di affettivita’ diversi, vogliamo solo entrare a pieno diritto nel mondo dell’affettivita’ normale etero di coppia, solo che ci vogliamo entrare da omosessuali…)? E se si, come direbbe Pasolini, questo non e’ fascismo?
A proposito, chi ha postato questo sa cosa diceva Pasolini del termine “gay”…?
Agent Q
02 nov 2009 - 00:20 - #2Ah, e cerchiamo di sfatare il mito per cui i post “culturali” non li commenta mai nessuno!!!
Claroscuro
02 nov 2009 - 02:35 - #3Meraviglioso…oltre 30 anni fa,aveva già capito cose che l’Italia tutt’ora non capisce….
@Agent Q: i tuoi ragionamenti sono sempre molto interessanti: per risponderti adeguatamente ci vorrebbero pagine su pagine.
Provo a riassumerti quello che penso io in merito alla questione che hai posto: “io non sono come quella checca là, io giuro che sono normale”:vero, si sentono molto spesso questi ragionamenti che risultano un po’ “mis-omo-gini”, ovvero che nascondono sotto sotto un disprezzo per un”uomo che imita una donna”; quest’ultimo atteggiamento risulta”declassante”perchè dal gradino”alto”di uomo si scende di spontanea volontà al gradino”più basso”di donna.
Se da un lato trovo assolutamente aberrante questa sottocultura subdola e quasi inconscia che dipinge la donna(e tutto ciò che è a lei relativo o accostabile) come”gradino inferiore”senza nessun motivo, dall’altro lato capisco anche la rabbia di un uomo gay che, nonostante per sua natura non si sia mai sentito vicino allo”streotipo della checca”, viene automaticamente accostato con disprezzo a questo per il semplice fatto di amare gli uomini. Ovviamente so che la loro intenzione non è quella di offendere le donne e i gay effeminati, ma ritengo che la “cultura-maschio-dominante” abbia un forte ruolo in queste situazioni.
Del resto, ribaltando la situazione, a me non fanno proprio tanto piacere gli stereotipi lesbici che ci sono in giro, vedi il modello: “sì amore mio, ti amo, sei la donna della mia vita…e ora vai a prendere il vibratore e sc*pami per bene!”…anche questo stereotipo è figlio di una “cultura-maschio-dominante”che non concepisce altro modo di far sesso.
“mi comporto come un’uomo normale, penso come un uomo normale, ho i desideri e le ambizioni di un uomo normale”…scusa i desideri gay sono diversi da quelli etero?se sì in cosa?
“non vogliamo modelli di affettivita’ diversi”…io non so se li voglio perchè non ho capito cosa sono i modelli di affettività diversi, puoi spiegare meglio?
“vogliamo solo entrare a pieno diritto nel mondo dell’affettivita’ normale etero di coppia, solo che ci vogliamo entrare da omosessuali…”detto così sembra che la vita di coppia sia un’esclusiva eterosessuale, lo è?
Domanda finale: parliamo di fascismo-omologazione che sta per colpire inesorabilmente la comunità LGBTQI, o parliamo del fascismo”classista” che ci impone di essere”altro”rispetto all’umanità?
cordialmente, in attesa di risposta :)
Pietroleremita
02 nov 2009 - 11:42 - #4Pasolini è stato un uomo scomodo per tutti ,perchè forse precorreva i tempi e vedeva dove altri non arrivavano a vedere. Un doveroso omaggio allo scrittore e al pensatore,nell’anniversario della sua barbara uccisione. E mi permetto ,da Cattolico, di formulare una preghiera per la sua anima immortale.
The Ant
02 nov 2009 - 19:27 - #5Ummhh… Davvero complimenti (per l’articolo e per i commenti a seguire).
Io provo ad entrare in punta di piedi nell’argomento: l’omosessualità è (o dovrebbe essere) sovversiva rispetto al mortifero ordine (ordine?) costituito della morale maschilista imperante? Se si parla di questo (se no vorrà dire che mi sbaglio e amen) vorrei dire che fate (facciamo) benissimo a sottolineare questo aspetto. Perché è aspetto di critica e pensiero profondo sulla società. Ma che - parere solo mio - sarebbe cosa buona e giusta accettare l’idea che esistono gay/lesbiche la cui aspirazione è stare in coppia e sposarsi pure se non hanno necessariamente in simpatia l’andazzo generale della nostra società. Ovvero: gay e lesbiche che rivendicano il proprio diritto ad essere omologati, pur se questo non giova in alcun modo alla demolizione dello schifo che c’è tutto intorno.
Non tutti siamo poeti.
Non tutti dopo aver gettato lo sguardo più in là possono avere la forza di vivere la propria vita mantenendo ferma la visione di un mondo diverso. Costa fatica.
Sperimentare modelli di vita nuovi crea spesso ferite che non tutti sono disponibili a sostenere.
Agent Q
02 nov 2009 - 20:53 - #6Claro scuro, ho letto con molto piaciere la tua risposta, mi dispiace solo che ancora una volta siano intervenuti cosi in pochi (e nessuno degli irriducibili “uomini normali” di cui sopra) in un dibattito che mi pare molto interessante, se non proprio urgente.
Ti rispondo solo a qualche cosa perche’ ci sono molti spunti in quello che dici (e io devo tornare alla tesi tra un po’…).
L’affettivita’ controllata e disciplinata dalla coppia e’, o meglio era, un’affettivita’ etero. La coppia non e’, con buona pace di tutti i film americani del mondo, l’approdo naturale del desiderio naturale di condividere e amare qualcun’altro.
E’ piuttosto il modo in cui il desiderio generico e confuso di appagamento e di condivisione con altri soggetti e con altri corpi (che abbiamo tutti, direi, quello si) viene disciplinato e contenuto, per trarre da quel desiderio la premessa sulla quale costruire un ordine sociale. Un ordine sociale gerarchicamente ordinato, gli uomini nel gradino in alto che dici tu, le donne in basso, che poi in concreto significa fonte inesauribile di lavoro non retribuito. In Italia tutto si regge su quello, lo sfruttamento del lavoro delle donne, pensa al ruolo che ha l’eterosessualita’ obbligatoria in questo (…pensa per un attimo a cosa succederebbe alla nostra economia, alla nostra vita quotidiana se alle bambine italiane venisse sistematicamente insegnato che si puo’ stare bene e vivere la propria affettivita’ anche senza uomini… immaginati l’apocalisse…).
Per questo l’eterosessualita’ e’ la norma in tutti gli ordini sociali, perche’ solo l’eterosessualita’ garantisce l’ordine, la gerarchia, la solidita’ del corpo sociale, il proseguimento della stirpe. Non solo, ma attraverso la famiglia un individuo e’ controllabile, le scelte che puo’ fare sono ridotte, la sua capacita’ di autodeterminarsi e’ di fatto schiacciata (pensa a quanto il “tengo famiglia” sia la giustificazione per ogni tipo di vigliaccheria).
Le affettivita’ diverse dalla coppia sono tutte le altre, quelle che non servono a controllare la persona per farle fare quello che serve alla comunita’ immaginata in cui vive (lo stato italiano nel nostro caso). Sono affettivita’ concetrate sul bene dei soggetti e non sulle regole… Ora non riesco a spiegarmi meglio, ma pensa ad un impianto relazionale a rete… dove io non mi penso in relazione solo a un altro soggetto ma a una rete di soggetti, non ordinati gerachicamente ma tutti altrettanto importanti… ti lascio su questa nota utopica, vedi un po’ te che ci capisci da questo caos io devo tornare alla tesi…
Yeah!
02 nov 2009 - 23:37 - #7L’intervista è interessante.
Tra i commenti ho visto un po’ di confusione… cioè secondo me si sta confondendo l’attrazione verso persone del proprio sesso con l’essere in qualche modo degli alieni rispetto al resto della società. Non vedo ragione al mondo per cui uno solo perché scopre di essere attratto da altri del proprio sesso debba per forza vivere una vita da avulso dalla società in cui vive, da antagonista… un gay, una lesbica, è una persona come tutte le altre che in quanto tale ha tutto il diritto di sviluppare una sua autonomia di pensiero, un suo modo di concepire le relazioni, accettare o rifiutare modelli sociali dominanti o alternativi, dare alla propria vita affettiva, familiare, l’assetto, il riconoscimento sociale, che preferisce.
Se c’è da fare qualche battaglia contro qualche modello sociale la si porti avanti in quanto battaglia a cui tutte le persone si devono unire in nome di un modo di vivere e relazionarsi con gli altri migliore, più giusto, più equo… non in quanto tiritera da portare avanti nel tentativo di far smettere a gay e lesbiche di lottare per ciò che gli spetta: accesso al matrimonio accesso alle adozioni e accesso alla fecondazione… tutte cose a cui, ma guarda un po’, chi si oppone? una delle forze notoriamente più conservatrici anti-progresso sessiste patriarcali che ci siano: il vaticano.
E’ ora di eliminare sti vecchi discorsi che vedono con ostilità le rivendicazioni lgbt.