Il Giornale "scopre" il sostegno di Marrazzo a gay e trans

pubblicato: mercoledì 28 ottobre 2009 da aelred in: Camp Attack Edicola

A parole è facile indignarsi per la violazione della privacy e spendere parole di solidarietà a Piero Marrazzo, travolto da uno scandalo sessuale in cui molti elementi non tornano. Nei fatti, però, quando ricapita un’occasione così ghiotta per gettare fango su un politico del centrosinistra e sul movimento lgbt tutto?

Deve averlo pensato Il Giornale diretto da Feltri, che ieri sfoggiava un pezzo firmato da tale Paolo Bracalini. In questo pezzo, che sembra davvero poco informato, si insunua che Marrazzo - da presidente della Regione Lazio - avrebbe favorito il movimento lgbt con erogazioni in denaro, fino a raggiungere complessivamente la favolosa (!) cifra di 256 mila euro!!!

Mica bruscolini, per una regione che ogni anno gestisce un bilancio da circa 23 miliardi di euro. Almeno così pensa Bracalini che definisce il Lazio di Marrazzo “Regione elargitrice di sovvenzioni e finanziamenti alla causa omosessuale e affini”. Attenzione, però: i soldi sono stati versati in più occasioni, in diversi anni e a varie associazione. Però per il Giornale è uno scandalo in sé concedere finaziamenti alle associazioni lgbt.

Entrano nel calderone il patrocinio al Gay Pride (20mila euro nel 2007 e 16mila nel 2008), ma anche il finanziamento delle attività del Mario Mieli per la prevenzione dell’Hiv o dell’Arcigay per la Gay help line. Servizi davvero di pubblica utilità, su cui è vergognoso sollevare dubbi, in relazione alla vicenda personale di Marrazzo.

Nobili cause, valori illuministi di tolleranza sessuale, virtù politiche progressiste che hanno scortato l’azione quinquennale dell’ex giornalista Rai Marrazzo alla Regione, ma che in questi giorni assumono una colorazione diversa, più ambigua, come la vita privata del governatore non ancora dimissionario

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di Wiser

    Wiser

    28 ott 2009 - 10:45 - #1
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    Va be’, il Giornale deve collaborare nell’opera di riabilitazione del nano agli occhi del Vaticano e quindi fa esercizio di omofobia becera e ignorante sullo stile dei vertici ecclesiastici cattolici.

  • leroy

    28 ott 2009 - 11:15 - #2
    0 punti
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  • Rigaurdi

    28 ott 2009 - 11:27 - #3
    0 punti
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    Va be’ il Giornale spiccava priva per i suoi omofobi che c’era quel gay represso di Giordano, ora con Feltri, la penna più elegante del suolo italico, non può certamente che continuare in tale opere

  • Profilo di loran

    loran

    28 ott 2009 - 11:58 - #4
    0 punti
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    Cosa centrano le proprie preferenze sessuali con il proprio lavoro.
    Chi a scritto questo articolo dovrebbe vergognarsi di farsi chiamare giornalista.

  • Profilo di Lapo

    Lapo

    28 ott 2009 - 13:35 - #5
    -1 punto
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    loran
    vergognarsi di essere chiamato giornalista forse, ma essere chiamato giornalista del Giornale no

  • Profilo di loran

    loran

    29 ott 2009 - 11:19 - #6
    -1 punto
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    Lapo

    Io mi riferivo al giornalista che ha scritto l’articolo non al fatto che lavora al Giornale, anche se da quando lo dirigeva Montanelli il livello è un pò sceso.

  • Profilo di The Ant

    The Ant

    29 ott 2009 - 14:30 - #7
    1 punto
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    Che strano che al Giornale non facciano per nulla riferimento al SUSSIDIO DI DISOCCUPAZIONE che proprio la gestione di (quel defìcìente di) Marrazzo ha reso possibile. E di cui stanno beneficiando in tanti, tra le fila del popolino becero, compresi quelli che ora lo schifano…
    “Almeno Berlusconi si fa le donne. Mica come Marrazzo… eh?!” accompagnato da ammiccamenti vari… questo è quanto ho ascoltato ieri in ufficio. Il problema è che gli organi di informazioni asserviti a CERTO potere non solo appoggiano un certo tipo di mentalità, ma si assumono l’onere di amplificarla e di darle una qual certa patente di legittimità ‘culturale’.
    Un quotidiano come ‘Il Giornale’ in qualunque altro paese civile verrebbe visto per quello che è. Spazzatura.

  • perso

    06 nov 2009 - 10:11 - #8
    0 punti
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    Che tristezza..in ogni caso in quel giornale leggo sempre articoli scritti in modo davvero poco professinionale, sempre con un tono di sufficienza se non disprezzo.

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