Attacco omofobico dalle pagine di Pontifex: le parole di don Marcello Stanzione

Attacco omofobico dalle pagine di Pontifex: le parole di don Marcello Stanzione Don Marcello Stanzione ha creato un piccolo articolo ad arte, sul sito Pontifex, in cui poter sfogare e inserire tutte le offese e le accuse possibili ma, sopratutto, manipolare le varie notizie per far passare i gay come i carnefici di una Chiesa lucida nel condannare l'omosessualità ma assolutamente conscia che non sia una colpa quando, sotto ai fuochi, è il caso Boffo, direttore di Avvenire.

In questo ennesimo gratuito attacco ai gay si parte, con la tipica azione ipocrita della Chiesa che non dovrebbe mai colpire ma al massimo porgere l'atra guancia, con l'accusa (riferito all'ultima manifestazione di orgoglio omosessuale) di "bestemmia vera e propria rappresentando Gesù impersonato da un omosessuale che aveva accanto a se una madonna interpretata da un transessuale di colore ed un centurione in tenuta ed attrezzi sadomaso". Diciamo che cose come stanno, perchè noi gay, a differenza di quello che si legge (sempre uguale) da parte della cronaca cattolica, abbiamo messo anche in discussione quel gesto, quella rappresentazione scenica durante il Gay Pride: c'era chi approvava la scelta e chi la condannava, perchè era abbassare il livello dei toni di discussione, con una provocazione che poteva - agli occhi di chi non sa vedere ma riesce solo a guardare - creare scandalo perchè ritenerlo come un'offesa. Non voleva essere quello: l'intenzione era quella di pareggiare l'eterosessualità all'omosessualità e avvicinare la figura di Gesù a quella di un gay perchè uguale a tutti quanti.

Ma nei passi successivi dell'articolo si procede arrivando persino a paragonare i gay ad una "lobby potentissima" (talmente potente da non essere nemmeno in grado di potersi tutelare e creare una legge 'ah hoc'?). Si legge infatti:

"La falsa idea che l’omosessualità sia una opzione normale della realtà sessuale è una opinione erronea oggi molto diffusa grazie ad una propaganda quasi quarantennale di potentissime lobby omosessualiste. Attraverso internet, la televisione, i giornali e una cattiva educazione sessuale (...) "

Vorrei spiegare a don Stanzione che questo degrado sociale e culturale che lui vede si chiama "evoluzione" e che Internet, certa televisione e alcuni altri giornali non accusano l'omosessualità semplicemente perchè liberi da questi retaggi culturali e ricatti psicologici che invece la Chiesa non si rifiuta mai di compiere ai danni -perchè di danni si tratta- del fedele "gran bevitore di oppio religioso". Infine non so se è il caso di nominare la cattiva educazione sessuale da chi ha come "Guida suprema in terra" un Papa che consiglia di sconfiggere l'Aids non con i preservativi ma con le preghiere.

Non manca il passaggio sulla condanna e una legge contro l'Omofobia. L'autore dell'articolo è così accecato dal terrore che l'omosessualità venga considerata normale da dimenticare persino la base del proprio percorso cattolico: la non violenza e la fratellanza. Probabilmente "l'uomo di fede" non legge i giornali da qualche tempo perchè nella sua analisi, il primo passaggio con la (naufragata) legge contro l'omofobia non vede una maggiore sicurezza dei suoi tanto amati (froci) cristiani, bensi:

"il reato di omofobia fosse approvato anche in Italia bisognerebbe bruciare buona parte della bibbia, e non solo ma anche tutte le opere religiose e filosofiche fondamentali dell’umanità. Dovremmo bruciare anche la Divina Commedia perché Dante spedisce all’inferno gli invertiti…Per cui la chiesa non potrebbe non potrebbe rifiutarsi di celebrare un matrimonio di coppie dello stesso sesso e i catechismi ed i vari libri di morale dovrebbero essere ritirati dal commercio perché condannano l’omosessualità come peccato “contro-natura"

In chiusura all'articolo si legge del caso Boffo" e della sua presunta omosessualità. E in questo caso, don Marcello preferisce allearsi alla mafia gay, a questa potentissima lobby, spiegando che non si è voluto fa chiarezza non per timore di dover ammettere la verità ma "perché ciò avrebbe significato ammissione del fatto che l’omosessualità è comunque una colpa". Ed ecco che misteriosamente, in questo unico caso sposadico, non veniamo processati. Ma:

"Una cosa è certa: esiste una lobby omosessualista annidata ovunque e pronta a scatenare un linciaggio mediatico contro coloro che la ostacolano. Sempre e ovunque il loro nemico numero uno è la Chiesa cattolica …"

Concludo, chiedendo a don Stanzione, autore dell'articolo citato in cui si parla dei danni sociali e culturali dell'omosessualità, se forse non siamo invece noi i nemici pubblici della Chiesa, a vedere quanto tempo viene usato per condannare la nostra vita privata sia a parole, sia ad articoli sui giornali o siti internet di stampo cattolico. Infine, rassicuro don Stanzione sul fatto che io non appartengo a nessuna lobby potentissima altrimenti, da fresco laureato quale sono, non sarei immerso in questa trafila di colloqui e agenzie interinali per il lavoro: sarei già stato aiutato a raggiungere alti livelli in carica, non crede? O magari, perchè no, adesso starei mettendo la mia firma come nuovo direttore di "Avvenire".

Foto | Youimage

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