Giancarlo Galan, PdL, e la proposta di legge sulle unioni omoaffettive

Spronato dalla lettera del diciassettenne Davide Tancredi a Repubblica, il senatore Giancarlo Galan annuncia che presenterà un ddl sulle unioni omoaffettive.

Giancarlo Galan, PdL, e la proposta di legge sulle unioni omoaffettive

La lettera del giovane Davide Tancredi a Repubblica ha fatto sì che molti esponenti del mondo politico si ponessero delle domande sulla questione dei diritti umani in Italia. In molti stanno rispondendo a Davide declinando in vario modo il “sarà diverso” della campagna Its gets better. A tal proposito segnaliamo l’iniziativa di Giancarlo Galan, senatore del PdL, che presenterà domani un ddl sulle unioni civili. Afferma Galan:

È prevista l'equiparazione al matrimonio per quanto riguarda diritti e doveri, perché i gay devono essere cittadini come tutti, lo dice la Costituzione e le parole di Tancredi a Repubblica me lo hanno ricordato e mi hanno commosso.

Il ddl di Galan non parla di matrimonio ed esclude le adozioni da parte delle coppie dello stesso sesso. Le adozioni sono state stralciate dalla proposta, come spiega l’autore:

In un primo momento le avevo messe nel testo, poi ho pensato: già ci saranno contestazioni, meglio non rischiare di far saltare tutto. Gli omosessuali sono genitori capaci e attenti come gli altri e in tempi brevi vanno garantiti come i loro figli.

Nel progetto di legge di Giancarlo Galan si parla di unione omoaffettiva e non di matrimonio (così, giusto per dire che tutti siamo uguali… ma non proprio!). Secondo il politico

è ora che i gay siano cittadini italiani a pieno titolo, vedano riconosciuti i diritti civili garantiti dalla nostra Costituzione, un testo che vieta la discriminazione.

Interessante il punto di visto di Galan per quel che riguarda le eventuali (diciamo pure: le certe) opposizione che verranno dal mondo cattolico:

Se posso capire che le gerarchie ecclesiastiche non siano contente, ricordo che i politici hanno un altro compito e francamente non capisco perché gli amici cattolici vogliano negare una libertà ad altri, togliergli il diritto alla felicità.

Non lo capiamo nemmeno noi. Come non capiamo perché si continui a dire che tutti siamo uguali e poi, però, si presentano disegni di legge che parlano di “unioni omoaffettive” e non di “matrimonio”.

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