A Rio de Janeiro centomila evangelici protestano contro le nozze gay

Non solo in Francia, ma anche in Brasile gli oppositori delle nozze gay scendono in piazza per dire no alla parità di diritti di tutti i cittadini.

A Rio de Janeiro centomila evangelici protestano contro le nozze gay

Circa centomila manifestanti di fede evangelica hanno detto no al diritto delle coppie dello stesso sesso di contrarre matrimonio in Brasile, diritto riconosciuto recentemente nel paese. La manifestazione – che andava sotto il nome di Marcia per Gesù – si è svolta nelle strare di Rio de Janeiro e sebbene non fosse stata esplicitamente convocata come evento anti-gay (è inserito in un appuntamento annuale degli evangelici brasiliani) alla fine è diventato un modo per dire no all’uguaglianza dei diritti di tutte le persone.
La manifestazione di sabato scorso è stata introdotta dal pastore Silas Malafaia, presidente dell’Assemblea di Dio Vittoria in Cristo, che ha detto:

Questa città appartiene a Gesù.

Il pastore ha parlato anche di famiglia tradizionale e omosessualità, precisando di non voler essere polemico, ma asserendo che l’unica famiglia è quella composta da un uomo e una donna e le altre forme di unione sono solo occasione per peccare e nulla più.

Le chiese evangeliche in Brasile rappresentano una forza in crescita e riuniscono un quinto dell’intera popolazione (il cattolicesimo, la religione più diffusa in Brasile, invece, sta perdendo molti fedeli).

Ricordiamo che a metà di questo mese di maggio la giustizia brasiliana ha dato formalmente il via libera al matrimonio gay, stabilendo che le istituzioni pubbliche autorizzate a celebrare il rito civile non potranno più rifiutarsi di accettare anche le nozze tra persone dello stesso sesso. La decisione ha validità in tutto il Paese è stata presa all'unanimità dal Consiglio nazionale di giustizia, l'organo di controllo e autonomia del potere giudiziario in Brasile.

Foto | Jornal Luzilândia

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