La Provincia di Siena vara un protocollo per un'informazione libera dall'omofobia

Informazione e formazione si muovono sugli stessi binari: ecco perché è necessario porre attenzione all'uso delle parole che si scelgono quando si parla della comunità omosessuale e transessuale.

La Provincia di Siena vara un protocollo per un'informazione libera dall'omofobia

I mezzi di informazione, informano, ok, troppo facile spiegarlo così, ma i flussi di notizie formano, sono modelli su cui si specchiano e si plasmano le società. Un linguaggio poco chiaro, ad esempio, sessista, non super partes, finisce con il contagiare, come un virus, il linguaggio e il sentire comune. Troppe volte, i giornali rischiano di manipolare la morale, decidendo i ruoli.

L’obiettivo principale del protocollo promosso e sottoscritto in occasione della Giornata internazionale contro l’omofobia (17 maggio) da Arci provinciale di Siena, Movimento Pansessuale Arcigay e le testate giornalistiche della provincia senese: quotidiani, radio, tv e portali web, è di trattare con la massima attenzione le informazioni che riguardano le persone LGBTQI (lesbica, gay, bisessuale, transessuale, queer, intersessuale) ed eventuali episodi discriminatori legati a ragioni di omofobia e transfobia, nel rispetto dei diritti inalienabili di ciascun individuo, compreso l’orientamento sessuale>. L’iniziativa ha raccolto anche il plauso di Renato Saccone, Prefetto di Siena.

Per stilare il protocollo si parte da due basi già esistenti: la Carta dei Doveri del giornalista, in particolare al dovere fondamentale di rispettare la persona e la sua dignità senza alcuna discriminazione legata a razza, religione, sesso, condizioni fisiche e mentali e opinioni politiche, e la Carta di Treviso, che regola i rapporti tra informazione e infanzia.

Secondo il comunicato diffuso il protocollo prevede:

l’utilizzo di termini giuridicamente appropriati e non lesivi della dignità personale; la diffusione di informazioni precise e corrispondenti alla realtà, senza distorsioni per motivi discriminatori; la tutela di persone vittime di atti di omofobia e transfobia che scelgono di parlare con i giornalisti, senza consentirne l’identificazione della persona, e il coinvolgimento delle professionalità dei soggetti promotori per poter fornire l’informazione in un contesto chiaro e completo, che guardi anche alle cause dei fenomeni.

Sostengono Giovanni Bacaro e Serenella Pallecchi presidenti, il primo, del Movimento Pansessuale Arcigay Siena e la seconda dell’Arci provinciale di Siena:

Quest’anno, in occasione della Giornata Internazionale su questi temi, abbiamo voluto proporre qualcosa che andasse oltre quanto fatto finora. Il protocollo presentato stamani è il primo passo di un percorso teso a coinvolgere sempre di più tutta la comunità, invitando a un confronto serio sul rispetto dei diritti delle cittadine e dei cittadini omosessuali e transessuali, troppo spesso giudicati e additati per il loro orientamento sessuale sulla base di pregiudizi e luoghi comuni infondati e spesso offensivi. La ‘diversità’ è un valore aggiunto e un elemento di crescita della nostra società. Non è un limite o, peggio ancora, un ostacolo alle libertà individuali e per far capire questo un aiuto fondamentale viene dal mondo della comunicazione. Siamo molto soddisfatti della grande adesione riscontrata dai mezzi di informazione della provincia di Siena e a ognuno di loro va il nostro ringraziamento per il supporto concreto che ci daranno nell’affrontare in maniera corretta il tema dell’omofobia. Il nostro intento è quello di proseguire questo rapporto di collaborazione dove il protocollo è solo un punto di partenza per future azioni e campagne dedicate al contrasto dell’omofobia e della transfobia.

Hanno fatto loro eco Simone Bezzini, presidente della Provincia di Siena:

Non dobbiamo abbassare la guardia verso fenomeni discriminatori e continueremo il nostro impegno per garantire a ogni persona il rispetto dei diritti inalienabili riconosciuti anche dalla Costituzione italiana.

E l’assessora alle pari opportunità della Provincia di Siena Simonetta Pellegrini:

Continueremo a lavorare su questi temi contando sul lavoro che farà sul territorio lo sportello dell’Osservatorio provinciale contro le discriminazioni, attraverso attività di sensibilizzazione e di riflessione che sta già attivando e, da adesso, anche attraverso il protocollo e il supporto dei media che veicolano ogni giorno le informazioni.

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