"Frocietti" è un insulto? Arcigay Napoli contro Nicola Cosentino


L'insulto non è tanto nelle parole in sè, quanto nell'uso che se ne fa. E così anche un vezzeggiativo o un diminuitivo può diventare una pesante clava di discriminazione e omofobia, se usato nel modo, nel contesto e nel tono sbagliato. E' questa, ridotta ai minimi termini, la motivazione della contestazione che Arcigay Napoli fa a Nicola Cosentino, sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze e probabile candidato Pdl alla guida della Regione Campania. Cosentino è reo di aver insultato alcuni colleghi chiamandoli "frocietti", con l'intento di sottolineare la loro incapacità politica. E' un comportamento compatibile con i doveri istituzionali di chi ricopre una carica pubblica?

Salvatore Simioli, presidente dell'Arcigay di Napoli, sostiene che con questo gesto il sottosegretario dimostri "di essere portatore di una cultura omofobica che utilizza un diverso orientamento sessuale per significare una presunta inferiorità dell'avversario". Storia vecchia, ma il malcostume è duro a morire e l'omofobia interiorizzata.

Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente nazionale di Arcigay, Aurelio Mancuso, dichiarando:

Crediamo che a Cosentino servirebbe davvero un corso di formazione che gli illustri le dinamiche che provocano il bullismo omofobico e rimuova la paura dell'altro in lui insita. Per questo lo invitiamo a partecipare come studente ad uno dei corsi di formazione contro il bullismo omofobico che Arcigay propone in diverse città italiane e anche a Napoli.

Arcigay, infine, rincara la dose, richiamando le recenti prese di posizione contro l'omofobia del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:

Cosentino dimostra di non avere ascoltato le parole del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano che ha ricordato ad inizio anno scolastico come un Paese si faccia rispettare se i suoi cittadini rispettano anche le persone omosessuali. A maggior ragione, riteniamo che una persona che tiene questi comportamenti privi di rispetto per l'altro non sia adatta a ricoprire eventuali incarichi di governo, nazionale o regionale.

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