
Il 22 novembre 1989, a Bergamo, viene firmato davanti ad un notaio l’Atto Costitutivo e il testo dello Statuto della Lega Nord. Il movimento nasce ufficialmente a dicembre dello stesso anno, guidato da Umberto Bossi. Incontrando poco tempo dopo un conoscente, omosessuale dichiarato e militante, chiesi come poteva stare in un movimento che voleva dividere l’Italia e che forse non vedeva di buon occhio l’omosessualità. Mi spiegò che se ne era parlato in sezione e che nessuno aveva fatto obiezioni. Anzi, mi disse esaltato, l’omosessualità non era un marchio di infamia per la Lega e che forse, proprio lui, avrebbe formato un gruppo di omosessuali nel partito di Bossi, con la benedizione dei suoi dirigenti. Rimasi scettico e lo avvisai che se fosse riuscito nell’intento, sarei stato felice di farne parte.
Qualcosa, con l’andare degli anni, deve essersi incancrenito; si sono forgiate più le spade che le ragioni; il successo di popolo li ha allontanati, senza fatica, dai buoni propositi e sull’omosessualità come sugli immigrati, si è inserito il tarlo dell’intolleranza e dell’aberrazione. Il “cielodurismo di Bossi, tracciò la linea immaginaria tra loro e noi, tra la politica del potere e quella del disprezzo verso i “diversi”.
Un deputato della Lega, ha fatto comprendere, come sul progetto di legge Concia-Di Pietro che vorrebbe introdurre nel codice penale l’aggravante inerente l’orientamento sessuale, avrà dura vita e forse anche breve. Il motivo, secondo il deputato leghista è semplice: quel progetto di legge apre la strada ad altre discriminazioni, e fa esempi la lasciare un bel po’ allibiti.
“La madre - pontifica il deputato - che cercasse di persuadere la figlia di non sposare una persona che manifesti un orientamento “bisessuale”, rappresentandole i rischi per la formazione di un nucleo familiare stabile, potrebbe essere responsabile del reato di istigazione alla discriminazione per motivo di orientamento sessuale. Allo stesso modo potrebbe essere responsabile del reato di discriminazione anche il padre che si rifiutasse di affittare al figlio un appartamento di sua proprietà, destinato alla convivenza con una persona dello stesso sesso. Il fatto è che la discriminazione è un concetto troppo generico e indeterminato per essere terreno di specifica sanzione penale. Non è infatti possibile centrare il diritto penale sulla previsione dei delitti di «odio». Il rischio è sovvertire il principio del «diritto penale del fatto». Già ci sono le aggravanti, lasciamo a queste la descrizione della specificità dei casi, senza aprire il campo a casistiche incontrollabili (…) A nostro avviso non è necessario inserire ingestibili fattispecie nelle sanzioni penali perché, per come la vediamo noi, maschilità e femminilità sono concetti precisi. E quando le cose sono definite non si corre il rischio di confonderle“.
Confonderle, dice proprio così, oltre a tutto il resto, manco fosse un relatore biblico che sentenzia: “Uomo e donna li creò”. Dove poi veda il sovvertimento del «diritto penale del fatto», lui solo lo sa. Dimentica l’onorevole la genesi di quella proposta di legge, fattasi urgente dopo i recenti fatti di omofobia sparsi nella penisola italica. Dimentica, non solo il diritto di ognuno a essere tutelato dallo Stato, ma anche a correggere in positivo, lui e gli altri legislatori, la campagna di odio e di disprezzo che si abbatte quotidianamente su lesbiche, gay, transessuali. A quanto sembra capire, per l’onorevole è normale che un padre e una madre si sdegnino di fronte ad un figlio gay o una figlia lesbica o transessuale. Anzi, che abiura portarli a rispondere, loro come chi si macchia di omofobia, davanti alla legge. C’è da rimanere allibiti!
Foto/slap 757
loran
29 set 2009 - 10:19 - #1come al solito queste obiezioni come quelle per le unioni civili e le adozioni non hanno alcun fondamento razionale ma sono solo politicamente strumentali.
_giuseppe
29 set 2009 - 12:10 - #2Strumentali senz’altro… purtroppo pero’ questi azzeccagarbugli da strapazzo sono gli stessi che in parlamento questi garbugli li fanno passare; e li fanno passare pure nella mentalita’ comune.
Ormai sono capaci di difendere l’indifendibile: da quando sono state varate le prime leggi ad personam dell’attuale presidente del consiglio la democrazia e’ stata a tal punto violentata che ormai qualunque altro stupratore del diritto passa per essere un luminare.
riguardi
29 set 2009 - 12:12 - #3Ai discriminatori l’unica cosa che interessa è continuare a discriminare, e se glielo impedisci sbraitano che si sentono limitati nella loro libertà di discriminare. Io è già da tempo che ho smesso di ragionare con persone così, anche perché, dopo di un po’, a discutere con loro, l’unica cosa che ti viene da dirgli è un sonoro vaffanc**
Koda_Bear78
29 set 2009 - 14:35 - #4Le motivazioni portate avanti dal deputato leghista sono ridicole ed in piena malafede.
Ergo, sicuramente verran prese sul serio da chi di dovere.
fabio nolli
29 set 2009 - 17:01 - #5@ mario cirrito: per curiosità, il tuo amico è ancora tra le camicie verdi o s’è rinsavito?
Leoo
29 set 2009 - 17:06 - #6La gente quando si tratta di supportare le proprie tesi (irrazionali) purtroppo non ha argomentazioni logiche da mandare avanti,e allora si attacca alla Bibbia,al Corano,che con tutto rispetto,su molti punti sparano tante di quelle regole,che se volessimo rispettarle tutte ora verremmo tutti giustiziati,il papa in primis.
A chi ha detto che sono passate leggi “ad personam” rispondo:ci hanno provato,ma la Corte costituzionale lo ha impedito e continua ad impedirlo con le sue sentenze.Ci hanno provato,ma non è passato un bel niente letteralmente “ad personam”,per cui smettiamola di leggere Federico Moccia e sentiamo “tutte le campane”,giudicando eventualmente sia coloro che appoggiamo,sia coloro contro cui siamo “schierati”.
_giuseppe
29 set 2009 - 17:12 - #7Caro Leo, mi spiace per l’off topic ma di leggi ad personam ne sono passate svariate dall’abolizione al falso in bilancio al lodo alfano (che sebbene sotto il vaglio della corte costituzionale attualmente e’ in vigore e temo che lo restera’). Tant’e’ vero che il presidente si e’ salvato da una condanna perche’ il reato commesso allora, _adesso_ non e’ piu reato.
In ogni caso per giustificare l’off-topic, il mio era un esempio per dire di come riescono a far sembrare nero quello che in realta’ e’ bianco e di come il diritto piu’ elementare viene manipolato.
d-c-D
29 set 2009 - 17:29 - #8il diritto penale non è affatto un diritto di fatto. quella persona è una grandissima ignorante (d’altronde, vota Lega… ci sarà un motivo!)
Leoo
29 set 2009 - 17:46 - #9Ok,allora scusami Giuseppe,è che talvolta la gente parla “per sentito dire”,come se fossimo nella repubblica delle banane e il primo premier in carica potesse fare ciò che vuole senza essere sottoposto al minimo controllo.Insomma,la Corte Costituzionale non è esattamente “un dettaglio”,grazie di averlo specificato anche tu,ora ho capito ciò che volevi dire :-).
miradapositiva
29 set 2009 - 18:34 - #10Ma Salvini poco fa non aveva detto che il suo partito accoglie a braccia aperte gli omosessuali???