Omofobia, Laura Boldrini interviene con forza: "L'Italia deve proteggere (tutti) i suoi figli"

Laura Boldrini interviene dopo la lettera scritta da un 17enne gay che non vede altra via di fuga, se non il suicidio, alla discriminazione

Laura Boldrini

Laura Boldrini

risponde al 17enne che negli ultimi giorni ha fatto discutere perché intenzionato a togliersi la vita, per via di un'Italietta incapace di provvedere alla protezione di tutti i suoi cittadini, soprattutto delle minoranze (che poi tanto minoranze non sono più, ma questo è tutt'altro discorso). La Presidente della Camera era già intervenuta in occasione della Giornata contro l'omofobia, facendo sentire la sua vicinanza a tutto il mondo LGBT, recentemente attaccato a destra e a manca, seppur non fisicamente (vergognosa, per esempio, l'ultima pagliacciata di Casa Pound).

Vi proponiamo gli stralci più belli del discorso della Presidente, sperando che persone del suo calibro - decisamente diverse da Santanchè et similia - aumentino sempre più in Parlamento:

"Caro Davide - esordisce così la Boldrini su La Repubblica - [...] scrivo a te per stabilire un contatto, e sento il dolore di non poter più fare lo stesso con una ragazza di cui stanno parlando in queste ore i giornali. La storia di Carolina fa male al cuore e alla coscienza: ha deciso di farla finita, a 14 anni, per sottrarsi alle umiliazioni che un gruppo di piccoli maschi le aveva inflitto per settimane sui social media. [...] Vi metto insieme, Davide, perché tu e Carolina parlate a noi genitori e ad un Paese che troppo spesso non sa ascoltare. Tu lo hai fatto, per fortuna, con le parole affilate della tua lettera. Lei lo ha fatto saltando giù dal terzo piano. Ma descrivete entrambi una società che non sa proteggere i suoi figli. Non sa proteggerli perché oppressa dal conformismo, incapace di concepire la diversità come una ricchezza per tutti e disorientata di fronte ai cambiamenti".

"Non c'è nessun orrore ad essere quello che si è"


Già a questo punto della lettera ci si potrebbe fermare a riflettere e applaudire, ma la Boldrini ha detto molto altro ancora (anche perché qualcuno di molto fastidioso avrebbe potuto tacciare la Presidente di eccessiva retorica e poca concretezza, dimenticando che l'approvazione di leggi contro l'omofobia e la tutela delle coppie di fatto non dipendono da lei). Ma vediamo il prosieguo:

"A te sono bastati i tuoi pochi anni per capire che 'non c’è nessun orrore ad essere quello che si è, il vero difetto è vivere fingendosi diversi'. Una società che non sa proteggere i suoi ragazzi dalle violenze, vecchie e insieme nuove, come quella che ha piegato Carolina. [...] Ti ringrazio, Davide, perché hai avuto il coraggio di chiamarci in causa, di mettere noi adulti di fronte alle nostre responsabilità. Le mie sono sì quelle di madre, ma ora soprattutto di rappresentante delle istituzioni. E ti assicuro che le tue parole ce le ricorderemo: non finiranno impastate nel tritacarne quotidiano, che ci fa sussultare di emozione per qualche minuto, e poi ci riconsegna all’indifferenza. Il compito del nostro Parlamento lo hai descritto bene tu, che pure hai molti anni in meno dell’età richiesta per entrarci: 'Un Paese che si dice civile non può abbandonare dei pezzi di sé. Non può permettersi di vivere senza una legge contro l’omofobia, un male che spinge molti ragazzi a togliersi la vita'".

"Mi piacerebbe incontrarti"


Ma una vera legge contro l'omofobia ci sarà mai? Questo Parlamento si interesserà anche (ammesso che lo faccia davvero con quelli economici) ai problemi sociali del Paese?

"L’altro giorno, in un incontro pubblico contro la discriminazione sessuale, ho sentito ricordare il ragazzo che amava portare i pantaloni rosa, e che oggi non c’è più. A lui, a te, le nostre Camere devono questo atto di civiltà, e spero davvero che la legislatura appena iniziata possa presto sdebitarsi con voi. [...] Hai chiesto di essere ascoltato, Davide. Se ti va, mi farebbe piacere incontrarti nei prossimi giorni alla Camera, per parlare di quello che stiamo cercando di fare. A Carolina non posso dirlo, purtroppo, ma vorrei egualmente conoscere i suoi familiari. Per condividere un po’ della loro sofferenza, e perché altre famiglie la possano evitare".

Sarà pure solo retorica, come dice qualcuno (d'altra parte, l'accusa a Sel è quasi sempre questa), ma almeno la Boldrini non si è nascosta dietro alla giustificazione dei "provvedimenti più urgenti": c'è una crisi sociale che in questo Paese non è mai stata affrontata e nessuno può più aspettare; né i piccoli gay, né gli omosessuali maturi né tutti quelli che, pur non condividendo l'orientamento con la comunità "Italia", contribuiscono - come molti altri - alla sua crescita. Sarà la volta buona? Chissà.

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